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26th FAI WAC2011 a Foligno (Campionato del Mondo di Acrobazia Aerea Categoria Illimitata)
 
di Giordano Bompadre dalla redazione di www.aformadidea.com 25/03/2011

FOLIGNO - Una grande opportunità per il Franceschi di Foligno. Dal 31 agosto, al l'11 settembre 2011, infatti, si terrà proprio nella nostra struttura aeroportuale la prestigiosissima manifestazione di acrobazia aerea 26th FAI WAC2011. Inizialmente tale evento avrebbe dovuto svolgersi presso l'aeroporto militare di Cervia (RA) ma a seguito dell’attuale situazione in Libia, per essere certi di poter portare a termine il WAC 2011 l'organizzazione si è vista costretta a modificare la sede dalla Base Militare di Cervia ad un aeroporto civile, il nuovo quartier generale per il WAC2011 sarà l’Aeroclub di Foligno.
Grazie all’Aero Club of Italy, all’Aero Club di Foligno e alla FAI, quindi dal 31 Agosto all’11 Settembre 2011 si terrà in Italia e più precisamente all’Aeroclub di Foligno (LIAF) il 26th FAI World Acrobatic Championships. Tutte le informazioni di interesse per i concorrenti e gli appassionati di acrobazia aerea saranno reperibili sul sito ufficiale della manifestazione dove si troveranno i bollettini, dettagliate informazioni sul luogo di svolgimento, le ultime novità, i profili delle squadre iscritte ed altre informazioni utili.
Per quanto saremo in grado di fare cercheremo di seguire anche da queste pagine l'evento.  Guarda il video di Castor Fantoba a bordo di un Sukhoi 26M
 

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Sulle ali dell’ospitalità. L’aeroporto è il varco che apre all’Europa e ai pellegrini
 
di
Giovanni Camirri da: "Il Messaggero" del 12/03/2011

Foligno in volo: L'idea è sgorgata dalla matita di Giacomo Liviabella.

 
Un’ idea nata in punta di matita. E’ il destino di essere da sempre “il centro del mondo” che potrebbe consentire a Foligno di tornare a vestire i panni di luogo dell’ospitalità e della solidarietà. Una posizione ed un ruolo davvero baricentrico tale da richiamare i fasti della Foligno del Quattrocento quando la città era punto di riferimento per i tanti pellegrini dell’Italia centrale che volevano recarsi a Santiago de Compostela. Per trasformare un’idea in concretezza tutto passa per l’aeroporto che c’è, ed ha destinazioni diverse da quelle immaginabili, ma che potrebbe avere un aspetto e un ruolo davvero diverso dall’attuale, di respiro concretamente europeo. Ne è convinto il giovane dottore in architettura folignate Giacomo Liviabella, che a 29 anni, che ha riassunto questa possibilità in unno studio. << L’idea - spiega Liviabella – è stata quella di pensare ad un aeroporto di terzo livello per Foligno. Una struttura che ha un ruolo di carattere politico e culturale che permette di collegare differenti regioni europee che non hanno un adeguato sistema di collegamenti >>. Insomma, lo studio sviluppa la tesi secondo cui l’aeroporto si specializza nei viaggi della fede. << Perciò l’aeroporto è concepito - prosegue – non più come un’infrastruttura, separata dal contesto della città, ma come struttura, cioè l’aeroporto è parte integrante di una visione che coinvolge la città e il territorio. L’aeroporto diventa luogo dell’abitare e per raggiungere quest’obiettivo deve confrontarsi con le quattro categorie Heideggeriane: l’ordine cosmico (cielo), il piano materico (terra), il piano spirituale (Dio) e il piano sociale (uomo). Per ottenere quest’obiettivo mi sono avvalso di un metodo basato su tre fasi: analisi, ipotesi e sintesi. Nella fase dell’analisi mi sono misurato con lo sviluppo di tre modelli, costituiti da componenti e sistemi, della città: medievale, contemporanea e la città aeroporto >>. Lo studio realizzato da liviabella è nato da una ipotesi progettuale che, ricalcando la città e la sua stratificazione da quel quattrocento ad oggi, passando per il barocco, ha come matrice quattro corti, quattro cieli, quattro suoli. L’aeroporto è inserito all’interno di un parco aeronautico che unisce varie componenti della città in una visione unica e ordinata che ha nel “minirail”, una miniferrovia, il suo filo conduttore e unificatore. Nel parco si hanno tre porte, quella urbana che apre alla città (scala urbana), quella del paradiso che apre ai boschi spirituali (scala territoriale) e quella europea (scala internazionale) che è l’aerostazione. << nell’ultima fase - spiega ancora - , quella della sintesi, sono giunto alla rappresentazione architettonica dell’aerostazione che si basa su quattro componenti: la griglia, i punti, le linee continue e i perimetri >>. L’aeroporto proposto nello studio e nei progetti che ne sono conseguiti si presenta come struttura imponente ma che con delicatezza e mestiere, si inserisce nel contesto che la esprime e di cui è al contempo espressione. Risulta quindi essere caratterizzato da moduli 10 m X 10 m che disegnano sulla griglia base quattro corti e una stazione per il minirail. Ad ogni nodo della griglia vi è un punto ovvero un pilastro che raggiungendo la copertura disegna un cielo geometrico che cristallizza una stella polare, la stella dei viaggiatori, che è un lucernario sul quale è posto un fiore tecnologico che permette di controllare la luce all’interno delle corti e al tempo stesso può captare l’energia solare tramite i suoi petali che sono rivestiti di pannelli solari. La luce entrando nelle corti, dal fiore, arriva fino al livello più basso quello “archeologico” che è la cittadella ed è uno spazio, dove sono presenti gli uffici amministrativi e luoghi pubblici, come una piccola chiesa e un piccolo auditorium. Al di sopra della cittadella c’è il livello aeroportuale, dove il cittadino ormai è viaggiatore. Vi è poi un terzo livello che è quello dei matronei che sono l’elemento che sintetizza la corte, ovvero che definiscono uno spazio. In questo livello, nelle corti arrivi e partenze, sono presenti i writers che hanno a disposizione uno spazio per esprimere la loro arte. << L’aeroporto - sottolinea Liviabella – è componente della città solidale e ospitale, infatti, nel piano aeroportuale non sono presenti dislivelli e i colori scelti all’interno dell’aerostazione, sono quelli della cromoterapia. I matronei delle corti delle partenze e degli arrivi che ospitano i giovani writers diventano componente solidale poiché il viaggiatore può osservare i giovani artisti al lavoro i quali, una volta completate le opere, le fanno scendere sul piano aeroportuale come una quinta scenica. Questo procedimento può risultare di grande interesse perché, contemplando l’opera in tutta la fase di realizzazione, si allontana, seppur per pochi minuti, la paura della malattia o del volo >>. La grande copertura tecnologica, rappresenta l’ordine cosmico, un ordine proiettato dal cielo fino alla cittadella che è il piano materico, ovvero la terra da dove emerge la griglia che, come la città, diventa spazio sacro perché è porzione dell’ordine celeste; l’uomo è rappresentato dai diversi piani di azione che inquadrano percorsi ordinari (urbani) e straordinari (aeroportuali), che evidenziano l’uomo viaggiatore, l’uomo artista e l’uomo cittadino. Il piano spirituale di Dio è rappresentato dalla luce, controllata dai fiori tecnologici, che porta quell’aura di sacralità alle corti. Ora l’aeroporto è città e la città è luogo. Peccato, però, che ora si tratta soltanto di un progetto. Chissà che con l’avvicinarsi del primo centenario dell’aeroporto di Foligno, che cade proprio quest’anno, qualcuno non raccolga l’idea?

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Precipita aereo nella zona Corno del Catria. Allertati il Soccorso Alpino Speleologico di Umbria e Marche
 
di
Giordano Bompadre dalla redazione di www.aformadidea.com 28/01/2011

SCHEGGIA - Un Cessna C-172N in forza all'Aero Club "E. Fogola" di Ancona, è precipitato nella giornata di Giovedì 27 gennaio nei pressi di Monte Catria nella zona di Scheggia/Pascelupo. A bordo il solo pilota che è deceduto sul colpo.

L'aeromobile, un CESSNA C-172N 160Hp strumentazione VFR marche I-AMCO  colore bianco con linee arancio/marrone (nella foto di repertorio il velivolo e il suo cockpit), era decollato alle ore 14,30 da Ancona Falconara diretto a Foligno dove avrebbe dovuto compiere uno scalo tecnico prima di raggiungere la sua destinazione finale che era l'aeroporto di Viterbo. Dopo 20 minuti dal decollo si interrompono i contatti radio. Presto però viene captato il segnale di soccorso da 2 aerei che sorvolano la zona di Scheggia. Il controllo radar riceve allarme dalla "tower" di Ancona. Si alza un elicottero a Falconara ma, visto il maltempo, è costretto a tornare indietro. In seguito viene individuato un segnale fra Monte Pinna e Monte Costagrande tramite gps. Il cellulare del pilota dà segnali di ricezione, per cui i carabinieri riescono ad individuare il luogo dove effettuare le prime ricerche. Alle 20:30 sono sul posto: una squadra SOCCORSO ALPINO e SPELEOLOGICO dell'UMBRIA e una del SOCCORSO ALPINO MARCHIGIANO, una squadra dei CARABINIERI di Scheggia e Pascelupo, i VIGILI DEL FUOCO, la POLIZIA MUNICIPALE, la PROTEZIONE CIVILE e il CORPO della FORESTALE. Alle ore 21.35 parte una prima squadra del soccorso Alpino Marchigiano, dotata di unità cinofila e i Carabinieri. Alle 21.04 era stata fatta una prova col cellulare del pilota e si erano rilevate le coordinate: 43°26'01”N e 12°45' 24” E, una località particolarmente impervia, coperta da almeno 50 centimetri di neve e difficilmente raggiungibile a poca distanza dalla località denominata Isola Fossara.

Hanno partecipato alle operazioni: 50 TECNICI SOCCORSO ALPINO SPELEOLOGICO UMBRIA E MARCHE impegnati per tutta la notte di ieri fino alla mattinata di oggi, quando l'elicottero dell'aeronautica, grazie al segnale radio DICOM, sorvolando la zona interessata, individua il velivolo. Alle ore 8:57 la prima squadra di ricerca del Soccorso Alpino raggiunge il relitto e il medico constata il decesso del pilota.

Autorizzate dall'Autorità Giudiziaria iniziano le operazioni di estrazione del corpo dalle lamiere e la raccolta degli oggetti personali con descrizione accurata e fotografie  e tutti i rilievi del caso.

Il recupero della salma  viene portato a termine da un elicottero della Squadra della Forestale di Rieti con a bordo due Tecnici Elisoccorso del Soccorso Alpino, che coordina le operazioni di recupero, alle ore 11:43 di oggi.

Il pilota deceduto nell'incidente è Malinconici Auro anni 58 di Bastia Umbra e secondo chi lo conosceva era un pilota esperto con oltre venti anni di attività alle spalle. Fra le possibili cause della disgrazia, ora al vaglio dei tecnici dell'ANSV (Agenzia Nazionale Sicurezza Volo) che hanno  immediatamente avviato un'inchiesta, potrebbero esserci sia problemi legati alla situazione meteo, che un possibile malore del pilota.

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Celebrata domenica all'aeroporto la festa dell'Aeronautica
   
di
Giordano Bompadre dalla redazione di www.aformadidea.com 06/12/2010

 

FOLIGNO - DOMENICA scorsa 5 dicembre i soci della sezione di Foligno dell'Associazione Arma Aeronautica, dell'Aeroclub e tutto il personale militare AM in servizio al 9° Std si sono ritrovati all'Aeroporto per la celebrazione della festa dedicata alla Madonna di Loreto. Alle 10.30, dopo il raduno presso il piazzale dell'aeroporto, i partecipanti si sono spostati presso la stele eretta in memoria di tutti i "Caduti dell'Aria", dove, dopo l'alzabandiera, è stata deposta una corona d'alloro. Successivamente, il corteo delle varie autorità civili, militari, religiose, delle associazioni d'Arma e della cittadinanza si sono riportati presso l'hangar dell'Aeroclub per assistere alla celebrazione della Messa, concelebrata dal vescovo Emerito Monsignor Giuseppe Chiaretti e dal cappellano militare capitano Don Giovanni Grappasonni e cantata dal coro "Valle del Menotre". Per il comune di Foligno era presente l'assessore Salvatore Stella in rappresentanza del sindaco impegnato altrove. I festeggiamenti si sono conclusi con il pranzo sociale durante il quale sono stati consegnati attestati di benemerenza e le tessere ai nuovi ai soci. Per il 10 dicembre i soci parteciperanno alle solenni celebrazioni della Patrona degli Aviatori presso la Basilica di Loreto, insieme alle massime autorità dell'Aeronautica Militare, con i vecchi e nuovi commilitoni dell'Arma Azzurra.


 

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"In volo a caccia di piromani e inquinatori»

di Giovanni Camirri
da: "Il Messaggero" del 30 settembre 2010

Il bilancio della Forestale. Ecco le operazioni che hanno salvato il territorio. Novanta giorni in elicottero per scoprire roghi, discariche e abusi edilizi






 

 

 

 
Nella foto uno degli equipaggi del Gruppo volo del Corpo Forestale, che in questi novanta giorni sono stati in servizio nella base di Foligno.                                      Foto G. Camirri)


FOLIGNO - Novanta giorni. Tanto è durata la tutela del territorio che ha visto impegnati una ventina di agenti (con vari gradi e ruoli) del Corpo Forestale dello Stato, che per tre mesi, nell'ambito di una convenzione tra la Regione ed il Corpo Forestale, hanno pattugliato dall'alto l'Umbria, partendo da Foligno. Un impegno che si è snodato tra il monitoraggio ambientale del territorio, l'attività di Protezione civile ed in questo ambito lo spegnimento degli incendi boschivi e la caccia ai piromani. All'aeroporto "Franceschi", infatti, ha trovato sede la base temporanea gestita dal Centro volo di Rieti che ha coordinato i turni dei 20 forestali volanti suddivisi in turni da otto persone a settimana. Tutti sono giunti in città provenendo da Rieti (in numero maggiore), da Pescara e Roma. I compiti di monitoraggio ambientale e Protezione civile (nel cui contesto è inserito anche l'intervento antincendio), hanno visto gli elicotteristi della Forestale intervenire in almeno 7 roghi di grande estensione un po' in tutta l'Umbria. Tre casi, che si sono verificati nell'arco di appena 10 giorni, hanno interessato la fascia appenninica che attraversa il Comune di Valtopina. In questo caso che dietro i roghi ci sia la mano del piromane è cosa certa. Sul caso c'è infatti in corso un'indagine che coinvolge sia i reparti terrestri per la fase investigativa, e quello in volo per la prevenzione dei reati e per il supporto antincendio. In questi novanta giorni sono stati centinaia i lanci d'acqua sganciati nelle zone avvolte dalle fiamme. In un caso, con un incendio che ha aggredito quasi 70 ettari si territorio, il numero dei lanci ha raggiunto i 200 in tre giorni. ll compito principale, quello di monitoraggio ambientale e di Protezione civile ha visto il reparto volo "guardare" dall'altro la verde Umbria alla caccia di discariche abusive e abusi edilizi. Le risultanze di questa attività, ovviamente blindate, sono al vaglio dei tecnici per gli accertamenti del caso. Dal punto di vista della Protezione l'intervento dell'elicottero della Forestale è risultato essenziale nell'individuazione di due persone disperse in contesti e fasi della giornata distinti. A Gualdo Tadino, invece, per recuperare una mucca del peso di 700 chilogrammi, uccisa da un fulmine è stato necessario il supporto dell'elicottero del Corpo.

La presenza del personale del Reparto volo del Corpo Forestale dello Stato è stata accolta di buon grado in città. Sia perché lo storico aeroporto ha visto realizzata una diversa funzione rispetto a quelle che esercita abitualmente come il volo a vela e quello a motore, ma anche per l'ottimo rapporto che si è instaurato con l'Aeroclub. Stessa positiva esperienza nei rapporti con la cittadinanza, che hanno avuto il momento clou con il saluto fatto con l'elicottero del Corpo in volo, insieme alla flotta dell'Aeroclub proprio sopra il Campo de li Giochi in apertura della Giostra della Quintana della rivincita. Questa prima esperienza si chiude proprio oggi e visti i positivi risultati ottenuti la speranza è che si possa ripetere anche nei prossimi anni. Magari con qualche piccolo ritocco da un punto di vista del supporto a terra. L'esempio, senza in questo far polemiche, ma semplicemente sollecitando il ruolo svolto dal Corpo Forestale, riguarda la presenza di un'autobotte per il rifornimento che, invece, in questa prima esperienza è stato effettuato a Perugia. Piccole cose, ma utili a migliorare l'attività.
  

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Aeroporto, carte in regola per decollare

di Giovanni Bosi da: "Il Corriere dell'Umbria" del 10 luglio 2010

  

Dal sodalizio che ha sede nell'impianto di via Cagliari le opportunità da non perdere per valorizzarlo 
Protezione civile e volo a motore e ultraleggero: le eccellenze secondo l'Aero Club


Il presidente dell'Aeroclub Dante TaddeiFOLIGNO - Una specializzazione innata per la Protezione Civile ed una predilezione per il volo ultra-leggero e per quello a motore, complice l'ottima posizione nel centro Italia. Si parla ovviamente dell'aeroporto di Foligno, che per diventare un vero e proprio polo aero-turistico dell'Umbria ha tutte le caratteristiche. A ribadirlo è l'Aero Club Foligno, le cui sorti - ma soprattutto il suo sviluppo agganciato alle eccellenze produttive del territorio come Oma Spa e Umbra Cuscinetti - stanno evidentemente a cuore. "Nei tempi attuali - sottolinea il presidente dell'Aero Club, Dante Taddei - l'utilizzo di una qualsiasi risorsa territoriale non può prescindere dal rispetto dell’ambiente e dalle ricadute sulle aree limitrofe. Spesso si parla dell'aeroporto di Foligno, del suo futuro, di protocolli d'intesa traditi e di ritardi nella realizzazione di quanto già deciso da anni in sede regionale. In realtà il Comune di Foligno ha già provveduto a mettere in campo alcune risorse necessarie e le idee per il futuro, buone o cattive che siano, non mancano di certo". Il protocollo d'intesa stipulato nell'ottobre 2000 stabilisce il ruolo complementare dell'impianto rispetto a quello di Perugia che, per la sua posizione centrale, oltre che lontano da grandi centri abitati, rappresenta l'aeroporto regionale dell'Umbria. "Ora - argomenta Dante Taddei - è opportuno dare un contenuto a cosa si intende con il termine 'attività complementare' dell'aeroporto di Foligno, magari analizzando, con chiarezza e serenità, le varie opportunità che si presentano e le reali conseguenze a medio e a lungo termine. Innanzitutto va evidenziato che il nostro aeroporto ha una dislocazione geografica a stretto ridosso della città e questo condiziona fortemente, in base all'utilizzo che si vuole fare, anche la qualità della vita della cittadinanza. Nel caso di un ipotetico impiego come scalo merci, oltre agli ingenti investimenti infrastrutturali ancora da mettere a fuoco, bisogna essere consapevoli che il traffico merci vola in prevalenza nelle ore notturne e questo avrebbe delle pesanti conseguenze dirette sull'inquinamento acustico della zona adiacente, che comprende anche il centro della città. Certamente verrebbe anche persa quella caratteristica di 'area verde' che da sempre ha caratterizzato l'aeroporto e che nell'ormai lontano terremoto del 1997 - ricorda ancora il presidente dell'Aero Club - ha rappresentato un'importante area di raccolta e rifugio per una buona parte della popolazione". Si evidenzia inoltre che l'aeroporto di Sant'Egidio si trova ad appena 20 km da Foligno. "Appare veramente insensato duplicare a così breve distanza l'enorme investimento, non ancora valorizzato, che è stato a suo tempo profuso per aprire al traffico passeggeri questo aeroporto. Per le aziende del Folignate - spiega Taddei - basterebbe soltanto un adeguamento stradale per poter pienamente usufruire di tutti i vantaggi di un aeroporto che, fin da oggi, può essere utilizzato senza ulteriori investimenti infrastrutturali anche per il traffico merci". Il parere dell'Aero Club Foligno, che certamente rappresenta una realtà culturale e storica, è che l'aeroporto debba avere uno sviluppo sostenibile basato sulle sue peculiarità e caratteristiche, in grado di valorizzare le sue potenzialità che, sotto alcuni aspetti, sono assolutamente uniche in Italia, "Partendo da queste considerazioni - sottolinea Dante Taddei - l'aeroporto di Foligno, oltre ad essere la base ideale per la Protezione Civile ed i suoi mezzi (progetto che ora sembra momentaneamente in una fase di stagnazione è particolarmente appetibile per le aziende del settore aeronautico che sono certamente disponibili ad investire, creando un automatico indotto di nuovi posti di lavoro. Un altro impiego possibile lo vede base per il servizio elisoccorso del 118, ed ancora per gli elicotteri del Corpo Forestale dello Stato. In ultimo, non certo per importanza ma anzi, forse è questo uno dei suoi sviluppi più strategici, l'aeroporto ha tutte le caratteristiche per diventare un vero e proprio polo aero-turistico dell'Umbria. Grazie alla fortunata posizione nel cuore dell'Umbria e lontano dal caos generato dal traffico aereo di linea - dice Taddei - ha tutte le potenzialità per richiamare in massa la comunità mondiale degli amanti del volo a vela, attratti oltre che dalla bellezza e dal fascino delle nostre terre, anche dalla straordinaria micrometeorologia a ridosso degli Appennini, vera a propria autostrada del volo silenzioso". Le recenti leggi approvate in materia di navigazione aerea, prevedono l'apertura degli aeroporti minori, come quello di Foligno, al traffico Vds ultraleggero, e questo apre nuove potenzialità di sviluppo anche in questo settore del volo, oggi in forte espansione. "Per tutto questo l'aeroporto di Foligno è il luogo ideale, se non addirittura unico in Italia - conclude il presidente Dante Taddei - dove sviluppare una completa ed articolata scuola, dal volo ultraleggero al volo a motore commerciale, con un'eccellente valorizzazione della forte cultura storico-aeronautica della nostra città".

Nella foto in alto: Il presidente dell'Aeroclub Dante Taddei

Bisogna fare di più
Commento di Giordano Bompadre dalla redazione di "www.aformadidea.com"
 

Sicuramente un autorevole parere circa il nostro aeroporto quello di Dante Taddei, presidente dell’Aeroclub della nostra città, ma forse, e lo dico con il dovuto rispetto, un po’ di parte ed un po’ riduttivo rispetto alle reali potenzialità della struttura di via Cagliari. Nell’intervista realizzata da Giovanni Bosi all’interno delle pagine del Corriere dell’Umbria, che riporto integralmente qui sopra, Taddei afferma che il Comune di Foligno avrebbe messo in campo diverse idee per lo sviluppo futuro del Franceschi, (idee che per altro sfuggono ai più, dato che ormai da tempo tutto si fa intorno all’aeroporto di Foligno, meno che produrre idee concrete!!!) ma, se è pur vero che “- l'utilizzo di una qualsiasi risorsa territoriale non può prescindere dal rispetto dell’ambiente e dalle ricadute sulle aree limitrofe”, va anche detto che senza niente non si fa niente e che quindi, dato che per gestire il futuro del nostro aeroporto non si può e non si deve prescindere neanche dalla sua storia, e dalle considerazioni fatte in diverse occasioni da esperti tecnici, che a vario titolo sono stati chiamati, anche dalla stessa Regione dell’Umbria, ad esprimere una valutazione sulle possibilità operative dell’infrastruttura folignate, è ormai ora di mettere mano all’attuazione, almeno di quelle direttive previste nei progetti già concordati quali ad esempio il protocollo d’intesa stipulato tra Regione dell'Umbria e Comune di Foligno nell'ottobre del 2000. Secondo questo documento, credo, e non sono il solo, appare chiaro che limitare le possibilità future dell’aeroporto folignate al solo uso da parte dell’Aeroclub e per il volo ultraleggero e volo a vela, mi sembra francamente riduttivo, anche se l’impiego turistico e da diporto non va a mio parere assolutamente depotenziato, anzi tutt’altro. Questo, per nulla togliere, appunto, all’importanza che l’Aeroclub ha avuto negli anni e che tutt’ora incontestabilmente ha. Errori di valutazione che nel recente passato hanno portato S. Egidio ad essere quella struttura quasi fallimentare che è, non debbono e non possono impedire ad altre realtà di emergere magari perseguendo obiettivi diversi e con diversi percorsi, ma impiegando le proprie eccellenze già individuate o anche solo potenziali al fine di valorizzare una risorsa, che proprio per la sua collocazione geografica è e deve ritenersi unica in Italia.

Abbiamo intorno a noi strutture che sebbene più piccole di Foligno, vedi ad esempio l’aviosuperficie Leonardi di Maratta di Terni, sono state in grado, grazie ad abili e lungimiranti gestioni, di produrre il massimo risultato col minimo sforzo. L’impiego della struttura di via Cagliari per il trasporto delle merci  in appoggio alla costruenda piastra logistica sarebbe senz’altro la naturale evoluzione di un progetto di crescita e sviluppo che permetterebbe di sfruttare al massimo le peculiarità  territoriali della nostra infrastruttura. Gli “ingenti investimenti infrastrutturali” di cui parla il presidente dell’Aeroclub, qualora davvero necessari, avrebbero comunque una ricaduta sia a livello produttivo che occupazionale con grande beneficio per tutto il territorio. Se però non si vuole rischiare nulla, allora, scegliamo pure di restarcene in un angolo a sonnecchiare, mentre intorno a noi ognuno cerca di crescere e progredire utilizzando le proprie risorse ed eccellenze per migliorare e prosperare. Debbo dire, non senza una punta di amarezza, che a parte molte belle parole, troppo spesso non suffragate dai fatti, ed inutili e farsesche cerimonie inaugurative, in effetti per l’utilizzazione di questa risorsa poco si è fatto ed anzi, alcune cose mi lasciano pensare che addirittura sotto sotto si stia tramando, anche se me ne sfugge il senso,  proprio per “non fare niente”! Non si spiegherebbe altrimenti la scelta di realizzare il centro di protezione civile a circa 5 km dall’aeroporto, né la programmazione di un Piano Regolatore che prevede e consente una lottizzazione quantomeno superficiale che, se  realizzata così com’è, porterà ad edificare fin quasi sopra le piste. Se davvero ci preoccupassimo del  problema della vicinanza dell’aeroporto alla città, allora, non dovrebbe essere illogico continuare ad avvicinarvela ulteriormente?  Insomma se si volesse si potrebbero superare tutti gli ostacoli e, come già fatto in altre città aeroportuali, sfruttando opportuni circuiti antirumore, si potrebbero impiegare idonee procedure di avvicinamento tali da preservare la pace dei residenti, che dell’aeroporto godrebbero solo  le grandi opportunità. Nell’intervista Taddei ricorda anche la simpatica tradizione che ha visto lo spazio circostante l’aeroporto usato come area verde di ritrovo per i folignati in occasioni ricreative o più tristemente, come per gli eventi sismici del 1997, adibito a centro di raccolta della popolazione, ma anche qui va sottolineato che una città moderna, che intenda proiettarsi verso un futuro sempre più competitivo, deve saper gestire il territorio, assegnando idonei spazi alle giuste funzioni. I parchi e le aree verdi saranno destinati al ristoro ed alla ricreazione dei cittadini così come verranno predisposti, dai piani di protezione civile, idonei luoghi di raccolta della popolazione in caso di calamità, lasciando che gli spazi deputati all’operatività assolvano al compito a cui sono destinati, anche perché, ed io l’ho vissuto in prima persona, gestire un’area deputata a centro di raccolta e smistamento dei soccorsi e contestualmente della popolazione è davvero difficile se non impossibile e sconsigliabile per ovvi problemi logistici e di ordine pubblico.

E’ lo stesso Taddei infine ad ammettere che al momento anche il progetto relativo alla protezione civile, che sembrava aver ridestato un qualche interesse da parte dei nostri amministratori regionali e comunali verso il nostro aeroporto, sembra essere in una “fase di stagnazione” ed anche le aziende aeronautiche, eccellenza industriale della nostra città, anche se interessate ad uno sviluppo del Franceschi per scopi commerciali, non riescono a trovare nell’amministrazione comunale un partner affidabile per promuovere futuri investimenti per i quali non sembra esserci un’attendibile volontà politica. D’accordo quindi con Taddei per un ulteriore sviluppo di “una completa ed articolata scuola, dal volo ultraleggero al volo a motore commerciale, con un'eccellente valorizzazione della forte cultura storico-aeronautica della nostra città" ma senza dimenticare che lo sviluppo deve per forza essere supportato da progetti concreti ed idonei investimenti che per dare i loro frutti hanno bisogno di interfacciarsi con un’amministrazione locale affidabile e con idee chiare e fattive.

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News:  "Ai posteri l’ardua sentenza?" Commento di Giordano Bompadre dalla redazione di "www.aformadidea.com"
 

tratto da: varie testate del 16 - 21 giugno 2010


Air Tractor Fire BossDue aerei Fire Boss, gioielli di tecnologia con funzioni antincendio e di sorveglianza, sono stati assegnati all’aeroporto dei Parchi (L'Aquila - Preturo) dal settore Aeronautica della Protezione civile.  
da:
 "IL MESSAGGERO"  (Abruzzo) 16 giugno 2010


Si tratta di aeromobili moderni, in grado di raccogliere acqua anche da bacini idrici molto stretti. Per potenziare la funzione antincendio l’aeroporto è stato dotato anche di due vasche contenenti liquidi e sostanze chimiche in grado di aiutare lo spegnimento delle fiamme e di contenerne e ritardarne la propagazione. I due aerei possono coprire un raggio di 800 chilometri, con un’autonomia di 5 ore e una velocità di 340 chilometri orari. L’equipaggio è costituito da un solo pilota in grado di controllare un velivolo del peso di 7 tonnellate, con un’apertura alare di 18 metri e una lunghezza di 11. «Abbiamo ricevuto la comunicazione dal Bertolaso e dal comandante dell’Aviazione di Protezione civile, Luciano Massetti – ha dichiarato il vice sindaco Giampaolo Arduini - che hanno raccolto l’invito dell’amministrazione affinché il nostro territorio venisse controllato e protetto. L’aeroporto dei Parchi dimostra ancora una volta la sua utilità strategica per il territorio».


L’aviosuperficie di Terni è nella nuova guida biennale Avioportolano.

da:
 "IL MESSAGGERO" del 18 giugno 2010

L’aviosuperficie di Terni è nella nuova guida biennale Avioportolano. Così come nella stessa guida la struttura gestita dall’Atc è tra le prime diciotto d’Italia per la qualità dei servizi. «Ed è una delle cinque – precisa il presidente di Atc Sergio Sbarzella – con cinque stelle». La nuova guida, in italiano e in inglese, è stata presentata proprio all’aviosuperficie alla presenza dell’autore, Guido Medici. “Con Terni – ha detto Medici – sperimentiamo la possibilità di rappresentare l’aviosuperficie affiancandola alle risorse turistiche e territoriali che ha intorno”. Ha anche sottolineato la posizione strategica di Terni sulle rotte da nord a sud e l’importanza della presenza del distributore di carburanti (“l’Italia ne ha pochi”). Soddisfatto Sbarzella: “E’ il frutto del lavoro svolto dall’Atc e dalle istituzioni”. “Questo – ha detto il presidente della Provincia Feliciano Polli – è uno dei mille fiori con i quali sviluppiamo il nostro turismo”. L’assessore regionale Silvano Rometti è tornato sull’opportunità di inserire l’aviosuperficie nel piano regionale dei trasporti: “Nessun ostacolo, se ci saranno le condizioni”. L’assessore comunale Luigi Bencivenga plaude al lavoro svolto dall’Atc: “L’affidamento ‘in house providing’ è stato vincente. L’aviosuperficie sarà anche fulcro per il traffico aereo. Noi faremo quanto necessario per migliorare la struttura”.


Arerei antincendio attesi da due anni


Era il giugno del 2008 quando venne annunciato l’accordo con la protezione civile  il presidente dell’OMA: “Noi non abbiamo responsabilità”

da: "IL CORRIERE DELL’UMBRIA" di Chiara Zuccari – Venerdì 18 Giugno 2010

Sono passati due anni dalla cerimonia svoltasi all’aeroporto di Foligno con cui alla città era annunciato l’arrivo di sei aerei antincendio Fire Boss, monoposto in grado di trasportare fino a tremila litri d’acqua e utilizzati dalla Protezione civile per lo spegnimento degli incendi boschivi. Una flotta d’eccezione che avrebbe avuto la sua base d’armamento proprio a Foligno. La cosa sembrava fatta, e oltretutto Foligno avrebbe ospitato i corsi di addestramento per i piloti. “ Un’occasione storica per la città “, così era stata accolta da tutti la scelta di Foligno come fulcro logistico di un progetto importante, che negli anni avrebbe dovuto crescere e svilupparsi. Invece di anni ne sono passati già due e dei velivoli Air Tractor Fire Boss sull’aeroporto non si è vista nemmeno l’ombra. Nel progetto erano e restano coinvolti, visto che la questione pure in una fase di stallo totale non è mai stata ufficialmente chiusa, Comune di Foligno, Protezione civile e due aziende private, l’Oma Tonti e l’Airspe&a, proprietaria della flotta di velivoli. Proprio le due società avrebbero dovuto raggiungere un accordo, nodo cruciale per far decollare (è proprio il caso di dirlo) il progetto, che però non è mai arrivato. L’amministrazione comunale dal canto suo, con l’allora assessore alla protezione civile Salvatore Stella, ha sempre difeso il suo operato convinta di aver fatto tutto il possibile affinché il progetto trovasse effettiva realizzazione, inserendo nel bilancio del 2008 fondi per 60 mila euro attraverso i quali dotare l’aeroporto di una serie di opere infrastrutturali e di urbanizzazione idonea a consentire l’insediamento della flotta dei velivoli. Sull’evolversi della vicenda, che finora ha portato a un nulla di fatto, si è espresso Umberto Tonti, presidente dell’Oma Tonti Spa: “ L’Oma non ha alcuna responsabilità in un progetto che è stato male impostato sin dalle fasi iniziali, a cominciare dai rapporti con la società Airspe&a, proprietaria dei velivoli “. L’Oma Tonti, nel tentativo di trovare un accordo e di mettere in piedi un progetto più equilibrato, anche dal punto di vista del ruolo ricoperto, ha anche elaborato una controproposta che purtroppo non ha avuto alcun esito. Da quel momento – ha dichiarato ancora Umberto Tonti – è trascorso più di un anno. Mi auguro che nessuno voglia ribaltare le responsabilità di questa vicenda in cui, di fatto, l’Oma Tonti è stata messa nell’impossibilità di lavorare. Quello che resta è un sentimento di profonda amarezza per una grande possibilità di sviluppo che la città di Foligno rischia di vedere svanire per sempre. Fondamentalmente resta il ruolo dell’Amministrazione comunale che si spera voglia esprimersi, facendo sentire il proprio peso su una questione di estrema importanza per Foligno, mettendo così fine al triste scaricabarile cui a preso parte finora: “ La nuova Amministrazione comunale - si era preoccupato di sottolineare poco dopo la sua elezione il sindaco Nando Mismetti, rispondendo all’Amministratore della società Airsp&a (proprietaria dei Fire Boss), Rodolfo Spagnoli – non ha fatto alcun passo indietro rispetto agli impegni assunti ed eventuali ritardi che compromettano il progetto rivolto a costituire nell’aeroporto di Foligno una base di armamento per la flotta antincendio della Protezione Civile non possono essere imputati all’Amministrazione locale”. Da quel momento solo silenzio.

Il 21 giugno è stata battuta dall’agenzia nazionale ANSA questa notizia riportata poi da diverse fonti giornalistiche locali.
Questo è quanto pubblicato sul sito trgmedia.it:


Foligno: aeroporto, da Enac 400mila euro per la riqualificazione


L`Enac (Ente nazionale per l`aviazione civile) ha stanziato 400 mila euro per la riqualificazione dell`aeroporto di Foligno. E` quanto emerso nel corso di un incontro a Foligno, nella sede municipale, tra Comune, Consorzio Aeroporto di Foligno ed Enac. L`importo previsto - spiega una nota del Comune - servirà ad ampliare il piazzale per la sosta dei velivoli mentre altri 500 mila euro, già finanziati da tempo, serviranno a ristrutturare la palazzina che ospita gli uffici dedicati alle attività dell`aeroporto e la sede dell`Aeroclub di Foligno. I progetti e i lavori previsti verranno gestiti direttamente dall`Enac che complessivamente investirà circa 900 mila euro sullo scalo folignate. All`incontro tra Enac e istituzioni locali - riferisce ancora il Comune - erano presenti il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, l`assessore alle opere pubbliche Salvatore Stella, il presidente del Consorzio Aeroporto di Foligno, Manlio Marini, ed alcuni membri dello stesso ente. A rappresentare l`Enac c`era Roberto Vergari, direttore della sezione eliporti ed aeroporti minori. Mismetti ha espresso “grande soddisfazione per l`ingente investimento fatto dall`Enac, che testimonia ancora una volta l`importanza dell`aeroporto di Foligno”. Nei giorni scorsi è stato inoltre stabilito che per tutto il periodo estivo, dal primo luglio alla fine di settembre, all`aeroporto di Foligno sarà presente un elicottero del Corpo forestale dello Stato, che svolgerà il servizio antincendio. A gestire il mezzo, in grado di essere attivo su tutto il territorio regionale, saranno tre operatori della Forestale.
 


Ai posteri l’ardua sentenza.

Commento di Giordano Bompadre dalla redazione di "www.aformadidea.com"
 

Effettivamente emettere una sentenza sull’argomento non credo sia poi così arduo, né necessiti attendere tanto tempo da affidarla ai posteri! Dico questo con una punta di amarezza, dato che ormai, da diverso tempo, tutti gli eventi che riguardano l’argomento aeroporto di Foligno hanno un finale piuttosto scontato: tutto si risolve sempre con un nulla di fatto, o peggio ancora con l’oblio più totale e tutto ciò che fino a ieri sembrava ormai cosa fatta, presto, cade nel dimenticatoio e nessuno ne parla più. È davvero un mistero. La politica solitamente, quando riesce a portare a termine un progetto o almeno parte di esso facendo qualcosa di importante e di utile per tutta la comunità, ne fa grande pubblicità, come sta accadendo ad esempio per l’aviosuperficie Leonardi di Maratta di Terni, che sta diventando un fiore all’occhiello dell’amministrazione ternana e dell’Atc che direttamente la gestisce. Non si può dire altrettanto del nostro aeroporto infatti, nonostante annunci ufficiali di stanziamenti, inaugurazioni, accordi, progetti e grandi opere che vengono regolarmente sbandierati da parte di amministratori e autorità varie con cadenza periodica sin dall’epoca dell’inaugurazione della nuova pista nel settembre 2006, si finisce sempre con un nulla di fatto che lascia tutti nello sconforto; o meglio lasciava tutti nello sconforto, perché oggi, ormai più che di sconforto si può davvero parlare di “incazzatura” infatti, quella che fino ad ora poteva essere interpretata, nel migliore dei casi, come incapacità gestionale, ormai comincia davvero a suonare come una vera e propria presa per il culo, che ferisce senz’altro quelli che come me credevano in certi progetti, ma ferisce ancor di più, e questo è davvero grave, la comunità che avrebbe potuto trarre dal suo aeroporto un vantaggio in materia di sviluppo industriale e commerciale nonché di immagine che, invece, se si va avanti con questa politica insulsa, diventerà sempre più lontano se non utopico ed illusorio. Nel centro d’Italia, le possibilità di manovra sono certamente inferiori a quelle di altre parti del nostro paese più industrializzate ed infrastrutturalmente più avanzate e perciò chi ci amministra deve saper cogliere al volo le opportunità che si presentano prima che altri, magari più abili e senz’altro più attenti, ne sappiano cogliere l’occasione. Ricordo che sin dai tempi degli eventi sismici del 1996, si parlava dell’impiego dell’aeroporto Franceschi per la Protezione Civile e via via negli anni lo stesso dott. Bertolaso ha in più occasioni collocato il nostro aeroporto all’interno di un progetto che anche la Regione Umbria, apertamente simpatizzante dell’Aeroporto di S. Egidio, sembrava condividere . Ma naturalmente non si sono fatti i conti con l’incapacità e l’immobilismo (e spero si tratti solo di questo) dei nostri amministratori comunali e regionali che hanno troppo spesso predicato bene, ma razzolato malissimo lasciando andare in malora un bene dalle invidiabili potenzialità. Altri, si veda l’esempio dell’aeroporto de L’Aquila, hanno preso al volo le occasioni che si sono presentate magari anche a seguito di eventi infausti, volgendole a proprio vantaggio. Ecco così che in poco tempo un aeroporto tutto sommato di secondaria importanza come appunto l'Aeroporto dell'Aquila-Preturo, meglio noto come Aeroporto dei Parchi, ha visto crescere la sua importanza e la sua visibilità e conseguentemente le sue potenzialità di impiego ed oggi, almeno due dei Fire Boss che dovevano essere di base a Foligno vengono dislocati lì come gli altri che se ne sono andati verso altre destinazioni senza che noi li avessimo nemmeno visti e noi, come al solito, restiamo a guardare buoni buoni. Tutte le nostre migliori opportunità, sono state svendute in modo inqualificabile ed anche le eccellenze storicamente proprie del nostro territorio sono così andate via via perdute. Penso alle ferrovie sia per l’importanza del nodo passeggeri e commerciale che per le storiche OGR, penso allo zuccherificio, ai nodi stradali più importanti che passano ormai tutti ben lontani dalla nostra città, penso a Foligno Fiera per non parlare della piastra logistica della quale ho sentito notizie davvero allarmanti… Credo che Foligno sia una delle poche città, se non l’unica con i trend tutti rigorosamente negativi. E mi auguro davvero di essere smentito dai fatti! Purtroppo attualmente i fatti dicono altro: l’elicottero dell’elisoccorso presentato a Foligno lo scorso autunno sta ancora di stanza a Fabriano (vedremo se verrà rispettato il piano secondo il quale il velivolo dovrebbe essere assegnato 6 mesi a Fabriano e 6 mesi a Foligno appunto, sede designata dalla Regione per il servizio di elisoccorso in Umbria), l’elicottero antincendio dell’Eliossola, praticamente sparito dall’aeroporto subito dopo la pomposa inaugurazione del servizio, dopo essere stato abbandonato per mesi sotto un telone presso il centro di protezione civile di via Romana Vecchia , inutile ed inutilizzato, ora sembra sparito del tutto. Oggi si parla di un elicottero della Guardia Forestale che trascorrerà l’estate presso l’aeroporto Franceschi e che, forse, non vedremo mai. Per concludere questo mio commento ai brani di stampa qui sopra riportati, voglio anche ricordare che, tra i tanti colpi di teatro dei nostri amministratori uno dei più recenti, (risale infatti al novembre 2009) è stato la promessa del sindaco Mismetti, per altro ancora disattesa, circa il restauro della palazzina servizi dell’aeroporto per la quale, come ho già riportato in un mio recente scritto, è da tempo stato predisposto un finanziamento di 500 mila euro per i lavori che avrebbero dovuto iniziare nei primi mesi del 2010. Insomma, con i 900 mila euro complessivi stanziati recentemente qualcosa si dovrebbe poter fare e, se è vero che, come riportato da vari giornali, i lavori saranno gestiti direttamente dall’ENAC che finanzia le somme, forse stavolta vedremo realizzarsi qualcosa. Restiamo ora in attesa di conoscere il Piano dei Trasporti che la Regione Umbria redigerà nel 2012 e la collocazione che vi avrà il nostro aeroporto.

 

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News:  "Dedicare a Italo Balbo la via davanti all'aeroporto"
 

tratto da: "Il Giornale dell'Umbria" del 07 giugno 2010

"Dedicare a Italo Balbo la via davanti all'aeroporto" Filipponi (Impegno Civile): "Fu importante per lo sviluppo aeronautico della città"
  

FOLIGNO  - Dedicare una via a Italo Balbo e commemorare le "giornate dell'aria". È quanto chiede, attraverso una mozione urgente al presidente del consiglio comunale, il capogruppo di "Impegno Civile" Stefania Filipponi. "Attraverso un'ampia documentazione storica, raccolta dal giornalista folignate Lanfranco Cesari, - ricorda l'esponente di minoranza - è stato possibile accertare il ruolo avuto da Italo Balbo per lo sviluppo ed il mantenimento dell'Aeroporto di Foligno nei primi decenni del 1900. In particolare nel 1930, a seguito di voci allarmistiche sul futuro dell'area portuale folignate, il ministro dell'aeronautica militare, confermava al podestà onorevole Raschi il suo interessamento affinché "i manufatti esistenti sul campo di aviazione di Foligno siano lasciati in opera sul posto, in modo che il campo stesso sia conservato nella sua piena efficienza". Le assicurazioni vennero poi ribadite il 3 agosto 1930 nel corso della visita che Italo Balbo ha effettuato al campo d'aviazione, esprimendo il suo vivo e significativo plauso per l'organizzazione perfetta e per tutto il lavoro compiuto al fine di metterlo in completa efficienza. La Filipponi chiede quindi l'intitolazione della strada di fronte all'aeroporto a Balbo, "ritenuto il forte legame tra la città di Foligno, per il ruolo importante avuto nella storia del volo, e Italo Balbo, di cui da tempo ormai è stato unanimemente riconosciuto il valore, come uomo ma soprattutto come aviatore". Infine ricorda che "nel 2011 ricade il centenario del Raid Aereo Foligno-Perugia, organizzato dal Comitato 'Festeggiamenti Autunnali', partito il 2 Ottobre 1911 dall'Aeroporto folignate" e per questo chiede che ad autunno si commemorino "le giornate dell'aria".

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Online dall'1/03/2003