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FOLIGNO
- Una
grande opportunità per il Franceschi di Foligno. Dal 31 agosto, al
l'11 settembre 2011, infatti, si terrà proprio nella nostra
struttura aeroportuale la prestigiosissima manifestazione di
acrobazia aerea
26th FAI WAC2011.
Inizialmente tale evento avrebbe dovuto svolgersi presso l'aeroporto
militare di Cervia (RA) ma a seguito dell’attuale
situazione in Libia, per essere certi di poter portare a termine il
WAC 2011 l'organizzazione si è vista costretta
a modificare la sede dalla Base Militare di Cervia ad un aeroporto
civile, il nuovo quartier generale per il WAC2011 sarà l’Aeroclub
di Foligno.
Grazie all’Aero Club of Italy, all’Aero Club di Foligno e alla FAI,
quindi dal 31 Agosto all’11 Settembre 2011 si
terrà in Italia e più precisamente all’Aeroclub di Foligno (LIAF) il
26th FAI World Acrobatic Championships.
Tutte le informazioni di interesse per i concorrenti e gli
appassionati di acrobazia aerea saranno reperibili
sul
sito ufficiale
della manifestazione dove si troveranno
i bollettini, dettagliate informazioni sul luogo di svolgimento, le
ultime novità, i profili delle squadre iscritte ed altre
informazioni utili. Per quanto
saremo in grado di fare cercheremo di seguire anche da queste pagine
l'evento.
Guarda
il video di Castor Fantoba
a bordo di un Sukhoi 26M
>>>
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News |
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Sulle ali dell’ospitalità.
L’aeroporto è il varco che apre all’Europa e ai pellegrini
di Giovanni
Camirri da: "Il Messaggero" del 12/03/2011 |
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Foligno in volo: L'idea è sgorgata dalla
matita di Giacomo Liviabella.
Un’ idea nata in punta di matita. E’ il destino di essere da sempre
“il centro del mondo” che potrebbe consentire a Foligno di tornare a
vestire i panni di luogo
dell’ospitalità e della solidarietà. Una posizione ed un ruolo
davvero baricentrico tale da richiamare i fasti della Foligno del
Quattrocento quando la città era punto di riferimento per i tanti
pellegrini dell’Italia centrale che volevano recarsi a Santiago de
Compostela. Per trasformare un’idea in concretezza tutto passa per
l’aeroporto che c’è, ed ha destinazioni diverse da quelle
immaginabili, ma che potrebbe avere un aspetto e un ruolo davvero
diverso dall’attuale, di respiro concretamente europeo. Ne è
convinto il giovane dottore in architettura folignate Giacomo
Liviabella, che a 29 anni, che ha riassunto questa possibilità in
unno studio. << L’idea - spiega Liviabella – è stata quella di
pensare ad un aeroporto di terzo livello per Foligno. Una struttura
che ha un ruolo di carattere politico e culturale che permette di
collegare differenti regioni europee che non hanno un adeguato
sistema di collegamenti >>. Insomma, lo studio sviluppa la tesi
secondo cui l’aeroporto si specializza nei viaggi della fede. <<
Perciò l’aeroporto è concepito - prosegue – non più come
un’infrastruttura, separata dal contesto della città, ma come
struttura, cioè l’aeroporto è parte integrante di una visione che
coinvolge la città e il territorio. L’aeroporto diventa luogo
dell’abitare e per raggiungere quest’obiettivo deve confrontarsi con
le quattro categorie Heideggeriane: l’ordine cosmico (cielo), il
piano materico (terra), il piano spirituale (Dio) e il piano sociale
(uomo). Per ottenere quest’obiettivo mi sono avvalso di un metodo
basato su tre fasi: analisi, ipotesi e sintesi. Nella fase
dell’analisi mi sono misurato con lo sviluppo di tre modelli,
costituiti da componenti e sistemi, della città: medievale,
contemporanea e la città aeroporto >>. Lo studio realizzato da
liviabella è nato da una ipotesi progettuale che, ricalcando la
città e la sua stratificazione da quel quattrocento ad oggi,
passando per il barocco, ha come matrice quattro corti, quattro
cieli, quattro suoli. L’aeroporto è inserito all’interno di un parco
aeronautico che unisce varie componenti della città in una visione
unica e ordinata che ha nel “minirail”, una miniferrovia, il suo
filo conduttore e unificatore. Nel parco si hanno tre porte, quella
urbana che apre alla città (scala urbana), quella del paradiso che
apre ai boschi spirituali (scala territoriale) e quella europea
(scala internazionale) che è l’aerostazione. << nell’ultima fase -
spiega ancora - , quella della sintesi, sono giunto alla
rappresentazione architettonica dell’aerostazione che si basa su
quattro componenti: la griglia, i punti, le linee continue e i
perimetri >>. L’aeroporto proposto nello studio e nei progetti che
ne sono conseguiti si presenta come struttura imponente ma che con
delicatezza e mestiere, si inserisce nel contesto che la
esprime e di cui è al contempo espressione. Risulta quindi essere
caratterizzato da moduli 10 m X 10 m che disegnano sulla griglia
base quattro corti e una stazione per il minirail. Ad ogni nodo
della griglia vi è un punto ovvero un pilastro che raggiungendo la
copertura disegna un cielo geometrico che cristallizza una stella
polare, la stella dei viaggiatori, che è un lucernario sul quale è
posto un fiore tecnologico che permette di controllare la luce
all’interno delle corti e al tempo stesso può captare l’energia
solare tramite i suoi petali che sono rivestiti di pannelli solari.
La luce entrando nelle corti, dal fiore, arriva fino al livello più
basso quello “archeologico” che è la cittadella ed è uno spazio,
dove sono presenti gli uffici amministrativi e luoghi pubblici, come
una piccola chiesa e un piccolo auditorium. Al di sopra della
cittadella c’è il livello aeroportuale, dove il cittadino ormai è
viaggiatore. Vi è poi un terzo livello che è quello dei matronei che
sono l’elemento che sintetizza la corte, ovvero che definiscono uno
spazio. In questo livello, nelle corti arrivi e partenze, sono
presenti i writers che hanno a disposizione uno spazio per esprimere
la loro arte. << L’aeroporto - sottolinea Liviabella – è componente
della città solidale e ospitale, infatti, nel piano aeroportuale non
sono presenti dislivelli e i colori scelti all’interno
dell’aerostazione, sono quelli della cromoterapia. I matronei delle
corti delle partenze e degli arrivi che ospitano i giovani writers
diventano componente solidale poiché il viaggiatore può osservare i
giovani artisti al lavoro i quali, una volta completate le opere, le
fanno scendere sul piano aeroportuale come una quinta scenica.
Questo procedimento può risultare di grande interesse perché,
contemplando l’opera in tutta la fase di realizzazione, si
allontana, seppur per pochi minuti, la paura della malattia o del
volo >>. La grande copertura tecnologica, rappresenta l’ordine
cosmico, un ordine proiettato dal cielo fino alla cittadella che è
il piano materico, ovvero la terra da dove emerge la griglia che,
come la città, diventa spazio sacro perché è porzione dell’ordine
celeste; l’uomo è rappresentato dai diversi piani di azione che
inquadrano percorsi ordinari (urbani) e straordinari (aeroportuali),
che evidenziano l’uomo viaggiatore, l’uomo artista e l’uomo
cittadino. Il piano spirituale di Dio è rappresentato dalla luce,
controllata dai fiori tecnologici, che porta quell’aura di sacralità
alle corti. Ora l’aeroporto è città e la città è luogo. Peccato,
però, che ora si tratta soltanto di un progetto. Chissà che con
l’avvicinarsi del primo centenario dell’aeroporto di Foligno, che
cade proprio quest’anno, qualcuno non raccolga l’idea?
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Precipita aereo nella zona Corno del Catria. Allertati il Soccorso
Alpino Speleologico di Umbria e Marche
di Giordano
Bompadre dalla redazione di
www.aformadidea.com 28/01/2011 |
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SCHEGGIA
- Un Cessna C-172N in
forza all'Aero Club "E. Fogola" di Ancona, è precipitato nella
giornata di Giovedì 27 gennaio nei pressi di Monte Catria
nella zona di Scheggia/Pascelupo. A bordo il solo
pilota che è deceduto sul colpo.
L'aeromobile,
un CESSNA C-172N 160Hp strumentazione VFR marche I-AMCO
colore bianco con linee arancio/marrone
(nella foto di repertorio il velivolo e il suo cockpit), era
decollato alle ore 14,30 da Ancona
Falconara diretto a Foligno
dove avrebbe dovuto compiere uno scalo tecnico prima di raggiungere
la sua destinazione finale che era l'aeroporto di Viterbo.
Dopo 20 minuti dal decollo si interrompono i
contatti radio. Presto però viene captato il segnale di
soccorso da 2 aerei che sorvolano la zona di
Scheggia. Il controllo radar riceve allarme
dalla "tower" di
Ancona. Si alza un elicottero a Falconara ma, visto il maltempo, è
costretto a tornare indietro. In seguito viene individuato
un segnale fra Monte Pinna e Monte
Costagrande tramite gps. Il cellulare del pilota dà
segnali di ricezione, per cui i carabinieri riescono ad
individuare il luogo dove effettuare le prime ricerche.
Alle 20:30 sono sul posto: una squadra SOCCORSO ALPINO e
SPELEOLOGICO dell'UMBRIA e una del SOCCORSO ALPINO MARCHIGIANO, una
squadra dei CARABINIERI di Scheggia e Pascelupo, i VIGILI DEL FUOCO,
la POLIZIA MUNICIPALE, la PROTEZIONE CIVILE e il CORPO della
FORESTALE. Alle ore 21.35
parte una prima squadra del soccorso Alpino Marchigiano, dotata di
unità cinofila e i Carabinieri. Alle 21.04 era stata
fatta una prova col cellulare del pilota e
si erano rilevate le coordinate: 43°26'01”N e
12°45' 24” E, una località particolarmente impervia,
coperta da almeno 50 centimetri di neve e difficilmente
raggiungibile a poca distanza dalla località denominata Isola
Fossara.
Hanno partecipato
alle operazioni: 50 TECNICI SOCCORSO ALPINO SPELEOLOGICO UMBRIA E
MARCHE impegnati per tutta la
notte di ieri fino alla mattinata di oggi, quando l'elicottero
dell'aeronautica, grazie al segnale radio DICOM, sorvolando la zona
interessata, individua il velivolo. Alle ore 8:57 la prima squadra
di ricerca del Soccorso Alpino raggiunge il relitto e il medico
constata il decesso del pilota.
Autorizzate
dall'Autorità Giudiziaria iniziano le
operazioni di estrazione del corpo dalle lamiere e la raccolta degli
oggetti personali con descrizione accurata e fotografie
e tutti i rilievi del caso.
Il
recupero della salma viene
portato a termine da un elicottero della Squadra della
Forestale di Rieti con a bordo due Tecnici Elisoccorso del Soccorso
Alpino, che coordina le operazioni di
recupero, alle ore 11:43 di
oggi.
Il
pilota deceduto nell'incidente è Malinconici
Auro anni 58 di Bastia Umbra e secondo chi lo
conosceva era un pilota esperto con oltre venti anni di
attività alle spalle. Fra le possibili cause della
disgrazia, ora al vaglio dei tecnici dell'ANSV (Agenzia Nazionale
Sicurezza Volo) che hanno immediatamente avviato
un'inchiesta, potrebbero esserci sia problemi legati alla situazione
meteo, che un possibile malore del pilota.
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Celebrata domenica all'aeroporto la festa
dell'Aeronautica
di Giordano
Bompadre dalla redazione di
www.aformadidea.com 06/12/2010 |
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FOLIGNO
- DOMENICA scorsa 5 dicembre i soci della sezione di Foligno
dell'Associazione Arma Aeronautica, dell'Aeroclub
e tutto il personale militare AM in servizio al 9° Std si sono
ritrovati all'Aeroporto per la celebrazione della festa dedicata
alla Madonna di Loreto. Alle 10.30, dopo il raduno presso il
piazzale dell'aeroporto, i partecipanti si sono spostati presso la
stele eretta in memoria di tutti i "Caduti dell'Aria", dove, dopo
l'alzabandiera, è stata deposta una corona d'alloro.
Successivamente, il corteo delle varie autorità civili, militari,
religiose, delle associazioni d'Arma e della cittadinanza si sono
riportati presso l'hangar dell'Aeroclub per assistere alla
celebrazione della Messa, concelebrata dal vescovo Emerito Monsignor
Giuseppe Chiaretti e dal cappellano militare capitano Don Giovanni
Grappasonni e cantata dal coro "Valle del Menotre". Per il comune di
Foligno era presente l'assessore Salvatore Stella in rappresentanza
del sindaco impegnato altrove. I festeggiamenti si sono conclusi con
il pranzo sociale durante il quale sono stati consegnati attestati
di benemerenza e le tessere ai nuovi ai soci. Per il 10 dicembre i
soci parteciperanno alle solenni celebrazioni della Patrona degli
Aviatori presso la Basilica di Loreto, insieme alle massime autorità
dell'Aeronautica Militare, con i vecchi e nuovi commilitoni
dell'Arma Azzurra.

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"In volo a caccia
di piromani e inquinatori»
di Giovanni Camirri
da: "Il Messaggero" del 30 settembre
2010
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Il bilancio della Forestale. Ecco le operazioni
che hanno salvato il territorio. Novanta giorni
in elicottero per scoprire roghi, discariche e abusi edilizi

Nella foto uno degli equipaggi
del Gruppo volo del Corpo Forestale, che in questi novanta
giorni sono stati in servizio nella base di Foligno.
Foto G. Camirri)
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FOLIGNO
- Novanta giorni. Tanto è durata la tutela
del territorio che ha visto impegnati una
ventina di agenti (con vari gradi e ruoli) del Corpo Forestale dello
Stato, che per tre mesi, nell'ambito di una convenzione tra la Regione
ed il Corpo Forestale, hanno pattugliato dall'alto l'Umbria, partendo
da Foligno. Un impegno che si è snodato tra il monitoraggio ambientale
del territorio, l'attività di Protezione civile ed in questo ambito
lo spegnimento degli incendi boschivi e la
caccia ai piromani. All'aeroporto "Franceschi", infatti, ha trovato
sede la base temporanea gestita dal Centro volo
di Rieti che ha coordinato i turni
dei 20 forestali volanti suddivisi in turni da otto persone a settimana.
Tutti sono giunti in città provenendo da Rieti (in numero maggiore),
da Pescara e Roma. I compiti di monitoraggio ambientale e Protezione
civile (nel cui contesto è inserito anche l'intervento antincendio),
hanno visto gli elicotteristi della Forestale intervenire in almeno
7 roghi di grande estensione un po' in tutta l'Umbria. Tre casi, che
si sono verificati nell'arco di appena 10 giorni, hanno interessato
la fascia appenninica che attraversa il Comune di Valtopina. In questo
caso che dietro i roghi ci sia la mano del piromane è cosa certa. Sul
caso c'è infatti in corso un'indagine che coinvolge sia i reparti terrestri
per la fase investigativa, e quello in volo per la prevenzione dei reati
e per il supporto antincendio. In questi novanta giorni sono stati centinaia
i lanci d'acqua sganciati nelle zone avvolte dalle fiamme. In un caso,
con un incendio che ha aggredito quasi 70 ettari si territorio, il numero
dei lanci ha raggiunto i 200 in tre giorni. ll compito principale, quello
di monitoraggio ambientale e di Protezione civile ha visto il reparto
volo "guardare" dall'altro la verde Umbria alla caccia di discariche
abusive e abusi edilizi. Le risultanze di questa attività, ovviamente
blindate, sono al vaglio dei tecnici per gli accertamenti del caso.
Dal punto di vista della Protezione l'intervento dell'elicottero della
Forestale è risultato
essenziale nell'individuazione di due persone disperse in contesti
e fasi della giornata distinti. A Gualdo Tadino, invece, per recuperare
una mucca del peso di 700 chilogrammi, uccisa da un fulmine è stato
necessario il supporto dell'elicottero del Corpo.
La presenza del personale del Reparto volo
del Corpo Forestale dello Stato è stata accolta di buon grado in città.
Sia perché lo storico aeroporto ha visto realizzata una diversa funzione
rispetto a quelle che esercita abitualmente come il volo a vela e quello
a motore, ma anche per l'ottimo rapporto che si è instaurato con l'Aeroclub.
Stessa positiva esperienza nei rapporti con la cittadinanza, che hanno
avuto il momento clou con il saluto fatto con l'elicottero del Corpo
in volo, insieme alla flotta dell'Aeroclub proprio sopra il Campo de
li Giochi in apertura della Giostra della Quintana della rivincita.
Questa prima esperienza si chiude proprio oggi e visti i positivi risultati
ottenuti la speranza è che si possa ripetere anche nei prossimi anni.
Magari con qualche piccolo ritocco da un punto di vista del supporto
a terra. L'esempio, senza in questo far polemiche, ma semplicemente
sollecitando il ruolo svolto dal Corpo Forestale, riguarda la presenza
di un'autobotte per il rifornimento che, invece, in questa prima esperienza
è stato effettuato a Perugia. Piccole cose, ma utili a migliorare l'attività.
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Aeroporto, carte
in regola per decollare
di Giovanni Bosi
da: "Il Corriere dell'Umbria" del
10 luglio 2010
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Dal sodalizio che ha sede nell'impianto
di via Cagliari le opportunità da non perdere per valorizzarlo
Protezione civile e volo a motore e ultraleggero: le eccellenze secondo
l'Aero Club
FOLIGNO
- Una specializzazione innata per la Protezione Civile ed una predilezione
per il volo ultra-leggero e per quello a motore, complice l'ottima posizione
nel centro Italia. Si parla ovviamente dell'aeroporto di Foligno, che
per diventare un vero e proprio polo aero-turistico dell'Umbria ha tutte
le caratteristiche. A ribadirlo è l'Aero Club
Foligno, le cui sorti - ma soprattutto il suo sviluppo agganciato alle
eccellenze produttive del territorio come Oma Spa e Umbra Cuscinetti
- stanno evidentemente a cuore. "Nei tempi attuali - sottolinea il presidente
dell'Aero Club, Dante Taddei - l'utilizzo di una qualsiasi risorsa territoriale
non può prescindere dal rispetto dell’ambiente e dalle ricadute sulle
aree limitrofe. Spesso si parla dell'aeroporto di Foligno, del suo futuro,
di protocolli d'intesa traditi e di ritardi nella realizzazione di quanto
già deciso da anni in sede regionale. In realtà il Comune di Foligno
ha già provveduto a mettere in campo alcune risorse necessarie e le
idee per il futuro, buone o cattive che siano, non mancano di certo".
Il protocollo d'intesa stipulato nell'ottobre 2000 stabilisce il ruolo
complementare dell'impianto rispetto a quello di Perugia che, per la
sua posizione centrale, oltre che lontano da grandi centri abitati,
rappresenta l'aeroporto regionale dell'Umbria. "Ora - argomenta Dante
Taddei - è opportuno dare un contenuto a cosa si intende con il termine
'attività complementare' dell'aeroporto di Foligno, magari analizzando,
con chiarezza e serenità, le varie opportunità che si presentano e le
reali conseguenze a medio e a lungo termine. Innanzitutto va evidenziato
che il nostro aeroporto ha una dislocazione geografica a stretto ridosso
della città e questo condiziona fortemente, in base all'utilizzo che
si vuole fare, anche la qualità della vita della cittadinanza. Nel caso
di un ipotetico impiego come scalo merci, oltre agli ingenti investimenti
infrastrutturali ancora da mettere a fuoco, bisogna essere consapevoli
che il traffico merci vola in prevalenza nelle ore notturne e questo
avrebbe delle pesanti conseguenze dirette sull'inquinamento acustico
della zona adiacente, che comprende anche il centro della città. Certamente
verrebbe anche persa quella caratteristica di 'area verde' che da sempre
ha caratterizzato l'aeroporto e che nell'ormai lontano terremoto del
1997 - ricorda ancora il presidente dell'Aero Club - ha rappresentato
un'importante area di raccolta e rifugio per una buona parte della popolazione".
Si evidenzia inoltre che l'aeroporto di Sant'Egidio si trova ad appena
20 km da Foligno. "Appare veramente insensato duplicare a così breve
distanza l'enorme investimento, non ancora valorizzato, che è stato
a suo tempo profuso per aprire al traffico passeggeri questo aeroporto.
Per le aziende del Folignate - spiega Taddei
- basterebbe soltanto un adeguamento stradale per poter pienamente usufruire
di tutti i vantaggi di un aeroporto che, fin da oggi, può essere utilizzato
senza ulteriori investimenti infrastrutturali anche per il traffico
merci". Il parere dell'Aero Club Foligno, che certamente rappresenta
una realtà culturale e storica, è che l'aeroporto debba avere uno sviluppo
sostenibile basato sulle sue peculiarità e caratteristiche, in grado
di valorizzare le sue potenzialità che, sotto alcuni aspetti, sono assolutamente
uniche in Italia, "Partendo da queste considerazioni - sottolinea Dante
Taddei - l'aeroporto di Foligno, oltre ad essere la base ideale per
la Protezione Civile ed i suoi mezzi (progetto che ora sembra momentaneamente
in una fase di stagnazione è particolarmente appetibile per le aziende
del settore aeronautico che sono certamente disponibili ad investire,
creando un automatico indotto di nuovi posti di lavoro. Un altro impiego
possibile lo vede base per il servizio elisoccorso del 118, ed ancora
per gli elicotteri del Corpo Forestale dello Stato. In ultimo, non certo
per importanza ma anzi, forse è questo uno dei suoi sviluppi più strategici,
l'aeroporto ha tutte le caratteristiche per diventare un vero e proprio
polo aero-turistico dell'Umbria. Grazie alla fortunata posizione nel
cuore dell'Umbria e lontano dal caos generato dal traffico aereo di
linea - dice Taddei - ha tutte le potenzialità per richiamare in massa
la comunità mondiale degli amanti del volo a vela, attratti oltre che
dalla bellezza e dal fascino delle nostre terre, anche dalla straordinaria
micrometeorologia a ridosso degli Appennini, vera a propria autostrada
del volo silenzioso". Le recenti leggi approvate in materia di navigazione
aerea, prevedono l'apertura degli aeroporti minori, come quello di Foligno,
al traffico Vds ultraleggero, e questo apre nuove
potenzialità di sviluppo anche in questo settore del volo, oggi in forte
espansione. "Per tutto questo l'aeroporto di Foligno è il luogo ideale,
se non addirittura unico in Italia - conclude il presidente Dante Taddei
- dove sviluppare una completa ed articolata scuola, dal volo ultraleggero
al volo a motore commerciale, con un'eccellente valorizzazione della
forte cultura storico-aeronautica della nostra città".
Nella
foto in alto: Il presidente dell'Aeroclub Dante Taddei
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Bisogna fare di più
Commento di Giordano Bompadre dalla
redazione di "www.aformadidea.com"
Sicuramente
un autorevole parere circa il nostro aeroporto quello di Dante Taddei,
presidente dell’Aeroclub della nostra città, ma forse, e lo dico con
il dovuto rispetto, un po’ di parte ed un po’ riduttivo rispetto alle
reali potenzialità della struttura di via Cagliari. Nell’intervista
realizzata da Giovanni Bosi all’interno delle pagine del Corriere dell’Umbria,
che riporto integralmente qui sopra, Taddei afferma che il Comune di
Foligno avrebbe messo in campo diverse idee per lo sviluppo futuro del
Franceschi, (idee che per altro sfuggono ai più, dato che ormai da
tempo tutto si fa intorno all’aeroporto di Foligno, meno che produrre
idee concrete!!!) ma, se è pur vero che “- l'utilizzo di una
qualsiasi risorsa territoriale non può prescindere dal rispetto dell’ambiente
e dalle ricadute sulle aree limitrofe”, va anche detto che senza
niente non si fa niente e che quindi, dato che per gestire il futuro
del nostro aeroporto non si può e non si deve prescindere neanche dalla
sua storia, e dalle considerazioni fatte in diverse occasioni da esperti
tecnici, che a vario titolo sono stati chiamati, anche dalla stessa
Regione dell’Umbria, ad esprimere una valutazione sulle possibilità
operative dell’infrastruttura folignate, è ormai ora di mettere mano
all’attuazione, almeno di quelle
direttive previste nei progetti già concordati
quali ad esempio il protocollo d’intesa
stipulato tra Regione dell'Umbria e Comune di Foligno
nell'ottobre del 2000. Secondo questo
documento, credo, e non sono il solo, appare chiaro
che limitare le possibilità future dell’aeroporto folignate al
solo uso da parte dell’Aeroclub e per il volo ultraleggero e volo a
vela, mi sembra francamente riduttivo, anche se l’impiego turistico
e da diporto non va a mio parere assolutamente depotenziato, anzi tutt’altro.
Questo, per nulla togliere, appunto,
all’importanza che l’Aeroclub ha avuto negli anni e che tutt’ora incontestabilmente
ha. Errori di valutazione che nel recente passato hanno portato S. Egidio
ad essere quella struttura quasi fallimentare che è, non debbono e non
possono impedire ad altre realtà di emergere magari perseguendo obiettivi
diversi e con diversi percorsi, ma impiegando le proprie eccellenze
già individuate o anche solo potenziali al fine di valorizzare una risorsa,
che proprio per la sua collocazione geografica è e deve ritenersi unica
in Italia.
Abbiamo intorno a noi strutture che sebbene
più piccole di Foligno, vedi ad esempio l’aviosuperficie Leonardi di
Maratta di Terni, sono state in grado, grazie ad abili e lungimiranti
gestioni, di produrre il massimo risultato col minimo sforzo. L’impiego
della struttura di via Cagliari per il trasporto delle merci in
appoggio alla costruenda piastra logistica sarebbe senz’altro la naturale
evoluzione di un progetto di crescita e sviluppo che permetterebbe di
sfruttare al massimo le peculiarità territoriali della nostra
infrastruttura. Gli “ingenti investimenti infrastrutturali” di cui parla
il presidente dell’Aeroclub, qualora davvero necessari,
avrebbero comunque una ricaduta sia a livello produttivo che
occupazionale con grande beneficio per tutto il territorio. Se però
non si vuole rischiare nulla, allora, scegliamo pure di restarcene in
un angolo a sonnecchiare, mentre intorno a noi
ognuno cerca di crescere e progredire utilizzando le proprie
risorse ed eccellenze per migliorare e prosperare. Debbo dire, non senza
una punta di amarezza, che a parte molte belle parole, troppo spesso
non suffragate dai fatti, ed inutili e farsesche cerimonie inaugurative,
in effetti per l’utilizzazione di questa risorsa poco si è fatto ed
anzi, alcune cose mi lasciano pensare che addirittura sotto sotto si
stia tramando, anche se me ne sfugge il senso, proprio per “non
fare niente”! Non si spiegherebbe altrimenti
la scelta di realizzare il centro di protezione civile a circa 5 km
dall’aeroporto, né la programmazione di un Piano Regolatore che prevede
e consente una lottizzazione quantomeno superficiale che, se realizzata
così com’è, porterà ad edificare fin quasi sopra le piste. Se davvero
ci preoccupassimo del problema della vicinanza dell’aeroporto
alla città, allora, non dovrebbe essere illogico continuare ad avvicinarvela
ulteriormente? Insomma se si volesse si potrebbero superare tutti
gli ostacoli e, come già fatto in altre città aeroportuali, sfruttando
opportuni circuiti antirumore, si potrebbero impiegare idonee procedure
di avvicinamento tali da preservare la pace dei residenti, che dell’aeroporto
godrebbero solo le grandi opportunità. Nell’intervista Taddei
ricorda anche la simpatica tradizione che ha visto lo spazio circostante
l’aeroporto usato come area verde di ritrovo per i folignati in occasioni
ricreative o più tristemente, come per gli eventi sismici del 1997,
adibito a centro di raccolta della popolazione, ma anche qui va sottolineato
che una città moderna, che intenda proiettarsi
verso un futuro sempre più competitivo, deve saper gestire il territorio,
assegnando idonei spazi alle giuste funzioni. I parchi e le aree verdi
saranno destinati al ristoro ed alla ricreazione dei cittadini così
come verranno predisposti, dai piani di protezione civile, idonei luoghi
di raccolta della popolazione in caso di calamità, lasciando che gli
spazi deputati all’operatività assolvano al compito
a cui sono destinati, anche perché, ed io l’ho vissuto in prima
persona, gestire un’area deputata a centro di raccolta e smistamento
dei soccorsi e contestualmente della popolazione è davvero difficile
se non impossibile e sconsigliabile per ovvi problemi logistici e di
ordine pubblico.
E’ lo stesso Taddei infine ad ammettere
che al momento anche il progetto relativo alla protezione civile, che
sembrava aver ridestato un qualche interesse da parte dei nostri amministratori
regionali e comunali verso il nostro aeroporto, sembra essere in una
“fase di stagnazione” ed anche le aziende aeronautiche, eccellenza
industriale della nostra città, anche se interessate ad uno sviluppo
del Franceschi per scopi commerciali, non riescono a trovare nell’amministrazione
comunale un partner affidabile per promuovere futuri investimenti per
i quali non sembra esserci un’attendibile volontà politica. D’accordo
quindi con Taddei per un ulteriore sviluppo di “una completa ed articolata
scuola, dal volo ultraleggero al volo a motore commerciale, con un'eccellente
valorizzazione della forte cultura storico-aeronautica della nostra
città" ma senza dimenticare che lo sviluppo deve per forza essere
supportato da progetti concreti ed idonei investimenti che per dare
i loro frutti hanno bisogno di interfacciarsi con un’amministrazione
locale affidabile e con idee chiare e fattive.
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News
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News:
"Ai posteri l’ardua sentenza?"
Commento
di Giordano Bompadre dalla redazione di "www.aformadidea.com"
tratto da: varie testate del
16 - 21 giugno 2010
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Due
aerei Fire Boss, gioielli di tecnologia con funzioni antincendio e di
sorveglianza, sono stati assegnati all’aeroporto dei Parchi
(L'Aquila - Preturo) dal settore Aeronautica della Protezione
civile.
da: "IL MESSAGGERO" (Abruzzo)
16 giugno 2010
Si tratta di aeromobili moderni, in grado di raccogliere acqua anche
da bacini idrici molto stretti. Per potenziare la funzione antincendio
l’aeroporto è stato dotato anche di due vasche contenenti liquidi e
sostanze chimiche in grado di aiutare lo spegnimento delle fiamme e
di contenerne e ritardarne la propagazione. I due aerei possono coprire
un raggio di 800 chilometri, con un’autonomia di 5 ore e una velocità
di 340 chilometri orari. L’equipaggio è costituito da un solo pilota
in grado di controllare un velivolo del peso di 7 tonnellate, con un’apertura
alare di 18 metri e una lunghezza di 11. «Abbiamo ricevuto la comunicazione
dal Bertolaso e dal comandante dell’Aviazione di Protezione civile,
Luciano Massetti – ha dichiarato il vice sindaco Giampaolo Arduini -
che hanno raccolto l’invito dell’amministrazione affinché il nostro
territorio venisse controllato e protetto. L’aeroporto dei Parchi dimostra
ancora una volta la sua utilità strategica per il territorio».
L’aviosuperficie di Terni è nella nuova guida biennale Avioportolano.
da:
"IL MESSAGGERO"
del 18 giugno 2010
L’aviosuperficie di Terni è nella nuova
guida biennale Avioportolano. Così come nella stessa guida la struttura
gestita dall’Atc è tra le prime diciotto d’Italia per la qualità dei
servizi. «Ed è una delle cinque – precisa il presidente di Atc Sergio
Sbarzella – con cinque stelle». La nuova guida, in italiano e in inglese,
è stata presentata proprio all’aviosuperficie alla presenza dell’autore,
Guido Medici. “Con Terni – ha detto Medici – sperimentiamo la possibilità
di rappresentare l’aviosuperficie affiancandola alle risorse turistiche
e territoriali che ha intorno”. Ha anche sottolineato la posizione strategica
di Terni sulle rotte da nord a sud e l’importanza della presenza del
distributore di carburanti (“l’Italia ne ha pochi”). Soddisfatto Sbarzella:
“E’ il frutto del lavoro svolto dall’Atc e dalle istituzioni”. “Questo
– ha detto il presidente della Provincia Feliciano Polli – è uno dei
mille fiori con i quali sviluppiamo il nostro turismo”. L’assessore
regionale Silvano Rometti è tornato sull’opportunità di inserire l’aviosuperficie
nel piano regionale dei trasporti: “Nessun ostacolo, se ci saranno le
condizioni”. L’assessore comunale Luigi Bencivenga plaude al lavoro
svolto dall’Atc: “L’affidamento ‘in house providing’ è stato vincente.
L’aviosuperficie sarà anche fulcro per il traffico aereo. Noi faremo
quanto necessario per migliorare la struttura”.
Arerei antincendio attesi da due anni
Era il giugno del 2008 quando venne annunciato l’accordo con la protezione
civile il presidente dell’OMA: “Noi non abbiamo responsabilità”
da: "IL CORRIERE
DELL’UMBRIA" di Chiara
Zuccari – Venerdì 18 Giugno 2010
Sono
passati due anni dalla cerimonia svoltasi all’aeroporto di Foligno con
cui alla città era annunciato l’arrivo di sei aerei antincendio Fire
Boss, monoposto in grado di trasportare fino a tremila litri d’acqua
e utilizzati dalla Protezione civile per lo spegnimento degli incendi
boschivi. Una flotta d’eccezione che avrebbe avuto la sua base d’armamento
proprio a Foligno. La cosa sembrava fatta, e oltretutto Foligno avrebbe
ospitato i corsi di addestramento per i piloti. “ Un’occasione storica
per la città “, così era stata accolta da tutti la scelta di Foligno
come fulcro logistico di un progetto importante, che negli anni avrebbe
dovuto crescere e svilupparsi. Invece di anni ne sono passati già due
e dei velivoli Air Tractor Fire Boss sull’aeroporto non si è vista nemmeno
l’ombra. Nel progetto erano e restano coinvolti, visto che la questione
pure in una fase di stallo totale non è mai stata ufficialmente chiusa,
Comune di Foligno, Protezione civile e due aziende private, l’Oma Tonti
e l’Airspe&a, proprietaria della flotta di velivoli. Proprio le due
società avrebbero dovuto raggiungere un accordo, nodo cruciale per far
decollare (è proprio il caso di dirlo) il progetto, che però non è mai
arrivato. L’amministrazione comunale dal canto suo, con l’allora assessore
alla protezione civile Salvatore Stella, ha sempre difeso il suo operato
convinta di aver fatto tutto il possibile affinché il progetto trovasse
effettiva realizzazione, inserendo nel bilancio del 2008 fondi per 60
mila euro attraverso i quali dotare l’aeroporto di una serie di opere
infrastrutturali e di urbanizzazione idonea a consentire l’insediamento
della flotta dei velivoli. Sull’evolversi della vicenda, che finora
ha portato a un nulla di fatto, si è espresso Umberto Tonti, presidente
dell’Oma Tonti Spa: “ L’Oma non ha alcuna responsabilità in un progetto
che è stato male impostato sin dalle fasi iniziali, a cominciare dai
rapporti con la società Airspe&a, proprietaria dei velivoli “. L’Oma
Tonti, nel tentativo di trovare un accordo e di mettere in piedi un
progetto più equilibrato, anche dal punto di vista del ruolo ricoperto,
ha anche elaborato una controproposta che purtroppo non ha avuto alcun
esito. Da quel momento – ha dichiarato ancora Umberto Tonti – è trascorso
più di un anno. Mi auguro che nessuno voglia ribaltare le responsabilità
di questa vicenda in cui, di fatto, l’Oma Tonti è stata messa nell’impossibilità
di lavorare. Quello che resta è un sentimento di profonda amarezza per
una grande possibilità di sviluppo che la città di Foligno rischia di
vedere svanire per sempre. Fondamentalmente resta il ruolo dell’Amministrazione
comunale che si spera voglia esprimersi, facendo sentire il proprio
peso su una questione di estrema importanza per Foligno, mettendo così
fine al triste scaricabarile cui a preso parte finora: “ La nuova Amministrazione
comunale - si era preoccupato di sottolineare poco dopo la sua elezione
il sindaco Nando Mismetti, rispondendo all’Amministratore della società
Airsp&a (proprietaria dei Fire Boss), Rodolfo Spagnoli – non ha fatto
alcun passo indietro rispetto agli impegni assunti ed eventuali ritardi
che compromettano il progetto rivolto a costituire nell’aeroporto di
Foligno una base di armamento per la flotta antincendio della Protezione
Civile non possono essere imputati all’Amministrazione locale”. Da quel
momento solo silenzio.
Il 21 giugno è stata battuta dall’agenzia
nazionale ANSA questa notizia riportata poi da diverse fonti giornalistiche
locali.
Questo è quanto pubblicato sul sito trgmedia.it:
Foligno: aeroporto, da Enac 400mila euro per la riqualificazione

L`Enac (Ente nazionale per l`aviazione civile)
ha stanziato 400 mila euro per la riqualificazione dell`aeroporto di
Foligno. E` quanto emerso nel corso di un incontro a Foligno, nella
sede municipale, tra Comune, Consorzio Aeroporto di Foligno ed Enac.
L`importo previsto - spiega una nota del Comune - servirà ad ampliare
il piazzale per la sosta dei velivoli mentre altri 500 mila euro, già
finanziati da tempo, serviranno a ristrutturare la palazzina che ospita
gli uffici dedicati alle attività dell`aeroporto e la sede dell`Aeroclub
di Foligno. I progetti e i lavori previsti verranno gestiti direttamente
dall`Enac che complessivamente investirà circa 900 mila euro sullo scalo
folignate. All`incontro tra Enac e istituzioni locali - riferisce ancora
il Comune - erano presenti il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, l`assessore
alle opere pubbliche Salvatore Stella, il presidente del Consorzio Aeroporto
di Foligno, Manlio Marini, ed alcuni membri dello stesso ente. A rappresentare
l`Enac c`era Roberto Vergari, direttore della sezione eliporti ed aeroporti
minori. Mismetti ha espresso “grande soddisfazione per l`ingente investimento
fatto dall`Enac, che testimonia ancora una volta l`importanza dell`aeroporto
di Foligno”. Nei giorni scorsi è stato inoltre stabilito che per tutto
il periodo estivo, dal primo luglio alla fine di settembre, all`aeroporto
di Foligno sarà presente un elicottero del Corpo forestale dello Stato,
che svolgerà il servizio antincendio. A gestire il mezzo, in grado di
essere attivo su tutto il territorio regionale, saranno tre operatori
della Forestale.
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Ai posteri l’ardua sentenza.
Commento di
Giordano Bompadre dalla redazione di "www.aformadidea.com"
Effettivamente
emettere una sentenza sull’argomento non credo sia poi così arduo, né
necessiti attendere tanto tempo da affidarla ai posteri! Dico questo
con una punta di amarezza, dato che ormai, da diverso tempo, tutti gli
eventi che riguardano l’argomento aeroporto di Foligno hanno un finale
piuttosto scontato: tutto si risolve sempre con un nulla di fatto, o
peggio ancora con l’oblio più totale e tutto ciò che fino a ieri sembrava
ormai cosa fatta, presto, cade nel dimenticatoio e nessuno ne parla
più. È davvero un mistero. La politica solitamente, quando riesce a
portare a termine un progetto o almeno parte di esso facendo qualcosa
di importante e di utile per tutta la comunità, ne fa grande pubblicità,
come sta accadendo ad esempio per l’aviosuperficie Leonardi di Maratta
di Terni, che sta diventando un fiore all’occhiello dell’amministrazione
ternana e dell’Atc che direttamente la gestisce. Non si può dire altrettanto
del nostro aeroporto infatti, nonostante annunci ufficiali di stanziamenti,
inaugurazioni, accordi, progetti e grandi opere che vengono regolarmente
sbandierati da parte di amministratori e autorità varie con cadenza
periodica sin dall’epoca dell’inaugurazione della nuova pista nel settembre
2006, si finisce sempre con un nulla di fatto che lascia tutti nello
sconforto; o meglio lasciava tutti nello sconforto, perché oggi, ormai
più che di sconforto si può davvero parlare di “incazzatura” infatti,
quella che fino ad ora poteva essere interpretata, nel migliore dei
casi, come incapacità gestionale, ormai comincia davvero a suonare come
una vera e propria presa per il culo, che ferisce senz’altro quelli
che come me credevano in certi progetti, ma ferisce ancor di più, e
questo è davvero grave, la comunità che avrebbe potuto trarre dal suo
aeroporto un vantaggio in materia di sviluppo industriale e commerciale
nonché di immagine che, invece, se si va avanti con questa politica
insulsa, diventerà sempre più lontano se non utopico ed illusorio. Nel
centro d’Italia, le possibilità di manovra sono certamente inferiori
a quelle di altre parti del nostro paese più industrializzate ed infrastrutturalmente
più avanzate e perciò chi ci amministra deve saper cogliere al volo
le opportunità che si presentano prima che altri, magari più abili e
senz’altro più attenti, ne sappiano cogliere l’occasione. Ricordo che
sin dai tempi degli eventi sismici del 1996, si parlava dell’impiego
dell’aeroporto Franceschi per la Protezione Civile e via via negli anni
lo stesso dott. Bertolaso ha in più occasioni collocato il nostro aeroporto
all’interno di un progetto che anche la Regione Umbria, apertamente
simpatizzante dell’Aeroporto di S. Egidio, sembrava condividere . Ma
naturalmente non si sono fatti i conti con l’incapacità e l’immobilismo
(e spero si tratti solo di questo) dei nostri amministratori comunali
e regionali che hanno troppo spesso predicato bene, ma razzolato malissimo
lasciando andare in malora un bene dalle invidiabili potenzialità. Altri,
si veda l’esempio dell’aeroporto de L’Aquila, hanno preso al volo le
occasioni che si sono presentate magari anche a seguito di eventi infausti,
volgendole a proprio vantaggio. Ecco così che in poco tempo un aeroporto
tutto sommato di secondaria importanza come appunto l'Aeroporto dell'Aquila-Preturo,
meglio noto come Aeroporto dei Parchi, ha visto crescere la sua importanza
e la sua visibilità e conseguentemente le sue potenzialità di impiego
ed oggi, almeno due dei Fire Boss che dovevano essere di base a Foligno
vengono dislocati lì come gli altri che se ne sono andati verso altre
destinazioni senza che noi li avessimo nemmeno visti e noi, come al
solito, restiamo a guardare buoni buoni. Tutte le nostre migliori opportunità,
sono state svendute in modo inqualificabile ed anche le eccellenze storicamente
proprie del nostro territorio sono così andate via via perdute. Penso
alle ferrovie sia per l’importanza del nodo passeggeri e commerciale
che per le storiche OGR, penso allo zuccherificio, ai nodi stradali
più importanti che passano ormai tutti ben lontani dalla nostra città,
penso a Foligno Fiera per non parlare della piastra logistica della
quale ho sentito notizie davvero allarmanti… Credo che Foligno sia una
delle poche città, se non l’unica con i trend tutti rigorosamente negativi.
E mi auguro davvero di essere smentito dai fatti! Purtroppo attualmente
i fatti dicono altro: l’elicottero dell’elisoccorso presentato a Foligno
lo scorso autunno sta ancora di stanza a Fabriano (vedremo se verrà
rispettato il piano secondo il quale il velivolo dovrebbe essere assegnato
6 mesi a Fabriano e 6 mesi a Foligno appunto, sede designata dalla Regione
per il servizio di elisoccorso in Umbria), l’elicottero antincendio
dell’Eliossola, praticamente sparito dall’aeroporto subito dopo la pomposa
inaugurazione del servizio, dopo essere stato abbandonato per mesi sotto
un telone presso il centro di protezione civile di via Romana Vecchia
, inutile ed inutilizzato, ora sembra sparito del tutto. Oggi si parla
di un elicottero della Guardia Forestale che trascorrerà l’estate presso
l’aeroporto Franceschi e che, forse, non vedremo mai. Per concludere
questo mio commento ai brani di stampa qui sopra riportati, voglio anche
ricordare che, tra i tanti colpi di teatro dei nostri amministratori
uno dei più recenti, (risale infatti al novembre 2009) è stato la promessa
del sindaco Mismetti, per altro ancora disattesa, circa il restauro
della palazzina servizi dell’aeroporto per la quale, come ho già riportato
in un mio recente scritto, è da tempo stato predisposto un finanziamento
di 500 mila euro per i lavori che avrebbero dovuto iniziare nei primi
mesi del 2010. Insomma, con i 900 mila euro complessivi stanziati recentemente
qualcosa si dovrebbe poter fare e, se è vero che, come riportato da
vari giornali, i lavori saranno gestiti direttamente dall’ENAC che finanzia
le somme, forse stavolta vedremo realizzarsi qualcosa. Restiamo ora
in attesa di conoscere il Piano dei Trasporti che la Regione Umbria
redigerà nel 2012 e la collocazione che vi avrà il nostro aeroporto.
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News:
"Dedicare a Italo
Balbo la via davanti all'aeroporto"
tratto da: "Il Giornale dell'Umbria" del
07 giugno 2010
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"Dedicare a Italo Balbo la via davanti all'aeroporto"
Filipponi (Impegno Civile): "Fu importante per lo sviluppo aeronautico
della città"
FOLIGNO
- Dedicare una via a Italo Balbo e commemorare
le "giornate dell'aria". È quanto chiede, attraverso una mozione urgente
al presidente del consiglio comunale, il capogruppo di "Impegno Civile"
Stefania Filipponi. "Attraverso un'ampia documentazione storica, raccolta
dal giornalista folignate
Lanfranco
Cesari, - ricorda l'esponente di minoranza - è stato possibile accertare
il ruolo avuto da Italo Balbo per lo sviluppo ed il mantenimento dell'Aeroporto
di Foligno nei primi decenni del 1900. In particolare nel 1930, a seguito
di voci allarmistiche sul futuro dell'area portuale folignate, il ministro
dell'aeronautica militare, confermava al podestà onorevole Raschi il
suo interessamento affinché "i manufatti esistenti sul campo di aviazione
di Foligno siano lasciati in opera sul posto, in modo che il campo stesso
sia conservato nella sua piena efficienza".
Le assicurazioni vennero poi ribadite il 3 agosto 1930 nel corso della
visita che Italo Balbo ha effettuato al campo d'aviazione, esprimendo
il suo vivo e significativo plauso per l'organizzazione perfetta e per
tutto il lavoro compiuto al fine di metterlo in completa efficienza.
La Filipponi chiede quindi l'intitolazione della strada di fronte all'aeroporto
a Balbo, "ritenuto il forte legame tra la città di Foligno, per il
ruolo importante avuto nella storia del volo, e Italo Balbo, di cui
da tempo ormai è stato unanimemente riconosciuto il valore, come uomo
ma soprattutto come aviatore". Infine ricorda che "nel 2011 ricade
il centenario del Raid Aereo Foligno-Perugia, organizzato dal Comitato
'Festeggiamenti Autunnali', partito il 2 Ottobre 1911 dall'Aeroporto
folignate" e per questo chiede che ad autunno si commemorino "le giornate
dell'aria".
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