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News: Foligno porta verso la nuova Europa - Piano Strategico per Foligno 2007-2014
 di Giacomo Liviabella  01/02/2008

Estratto dal piano strategico della città di Foligno 2007-2014
Obiettivo 1.2: Sviluppare e potenziare la capacità dell’aeroporto
Questo obiettivo è motivato dalla volontà di definire il ruolo dell’aeroporto di Foligno a supporto delle attività del futuro centro interregionale di protezione civile e per l’eventuale funzione integrativa con il trasporto merci. Il sedime aeroportuale è già sede di importanti funzioni produttive, alcune delle più importanti attive proprio nel settore della meccanica aeronautica. Inoltre alla luce della realizzazione della piattaforma intermodale e dell’area leader prevista dal “progetto quadrilatero”, si intendono sviluppare insediamenti a supporto della filiera aeronautica e possibili interscambi fra i diversi settori dei trasporti. Tale obbiettivo va poi considerato in una duplice prospettiva, da un lato infatti costituisce una opportunità per il rafforzamento del sistema aeroportuale regionale, data la diversità delle specializzazioni, dall’altro garantirebbe valore aggiunto alla piastra logistica situata in un’area densa di centri multimodali.
Agire in questa direzione significa anzitutto definire compiutamente il ruolo e le funzioni dell’aeroporto, nonché le possibili forme gestionali, predisponendo uno studio di fattibilità da cui declinare gli interventi per la riqualificazione e l’attrezzaggio delle infrastrutture dell’aeroporto, l’ampliamento del piazzale di sosta degli aeromobili, l’allungamento eventuale della pista dagli attuali 1.600 metri a 2.300, la realizzazione di strutture per incrementare la sicurezza, la realizzazione di una nuova recinzione, la ristrutturazione palazzina, la realizzazione di sistemi di segnalazione e ricovero aeromobili, ma soprattutto la costituzione di un consorzio o società a cui affidare la corretta gestione della struttura aeroportuale. L’insieme di tali azioni, per semplicità definite come “Azioni aeroporto” costituisce uno dei progetti bandiera del piano strategico della città.

 

Fin qui il semplice riepilogo dei quanto esposto nel Piano, ma ora veniamo alla cronaca vera e propria dell'evento ed alle impressioni che, dalle dichiarazioni ufficiali e non di alcuni amministratori, abbiamo ricevuto. Dunque, venerdì scorso, nelle sale di palazzo Trinci l'amministrazione comunale ha presentato le motivazioni e gli obiettivi del piano strategico della città. Il piano sarà ultimato nel mese di febbraio ed è ancora possibile fare osservazioni. Il sindaco ha dato appuntamento ai cittadini per la metà del mese di marzo quando sarà presentato ufficialmente il piano strategico alla città e da quel momento potrà essere attuato, saranno presentati nello specifico tutte gli obiettivi, il potenziamento dell'aeroporto, fortunatamente, non solo è tra le prime azioni che si prevedono, ma è anche un progetto bandiera per la Foligno di domani. Diciamo che la sensazione sembra buona, parlando con gli assessori Stella e Flagiello riesco a percepire un certo ottimismo riguardo al futuro dello scalo folignate. In conclusione l'aria che si respirava a palazzo Trinci era veramente buona, non vorrei sbagliarmi, ma forse la regione non guarda più con disprezzo lo scalo aereo commerciale a Foligno, visto che tra gli enti che partecipano alla redazione del piano c'è appunto la Regione e la Provincia. Una cosa è certa non si parla più solo di protezione civile, si sta dando giusto peso alle parole di tutte quelle persone che da qualche anno a questa parte hanno sempre caldeggiato la creazione di uno scalo aereo merci, ora a mio avviso dobbiamo spingere affinché il progetto, presente nel piano, possa trovare la sua realizzazione in tempi brevi. Questo ottimismo però non deve farci abbassare la guardia, ma anzi deve darci maggior forza per raggiungere un obbiettivo che ci sta veramente a cuore.

 

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News: Conferenza di fine anno al Comune di Foligno - Forse l'anno della svolta per l'aeroporto
 di Giacomo Liviabella  28/12/2007

Sarà un 2008 con il botto. Ormai quasi ultimata, a dieci anni dal terremoto, la ricostruzione leggera e pesante, il Comune di Foligno si prepara a riorganizzare, per il 2008, la macchina pubblica. Vuole guardare avanti e dare un servizio migliore ai cittadini. L’anno che arriva, vedrà tagliare il traguardo a molte iniziative, alcune già in corso d’opera, altre che prenderanno l’avvio. Lo ha detto il sindaco Manlio Marini questa mattina, durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno, presenti anche i componenti della Giunta.
Marini ha tracciato pure un bilancio dell'azione amministrativa per l'anno che sta per concludersi: anzitutto la visita del Capo dello Stato a Colfiorito in occasione del decimo anniversario del sisma, tre chiese restituite al culto dopo le ferite inferte dal terremoto; il restauro del "Molino de Sotto", in via san Giovanni dell’Acqua, e della scuola comunale di musica; i parcheggi di porta Romana ed ex centro fieristico; la viabilità migliorata a San Paolo e a Madonna di Fiamenga con due nuove rotatorie; il Foligno in serie C1.
E nel 2008?
Anzitutto il completamento della ricostruzione delle seconde case; il tavolo di concertazione fra i comuni di Umbria e Marche per incalzare il governo sulla busta pesante; la pavimentazione nuova nel centro storico, che si è fermata in Corso Cavour solo per il periodo natalizio; il completamento del parco dei Canapé; il polo scolastico; la piastra logistica collegata ad una maggiore attività con l’aeroporto; l’ex ospedale rigenerato diventerà un grande traino per il centro storico, grazie a spazi pubblici e attività economiche; per l’ex zuccherificio la proprietà ha presentato il progetto delle opere di urbanizzazione e di viabilità, nonché la relazione idraulica.
Infine, il discorso è scivolato sulla nota dolente della sicurezza. Il sindaco ha detto che c’è grande preoccupazione per la droga e la microcriminalità. Si stanno studiando sistemi per utilizzare le telecamere a circuito chiuso, ma il progetto batte il passo per la privacy dei cittadini. Sul fronte della occupazione, ci sono aziende che reggono, altre invece che sono sotto controllo. Fra queste pure le Grandi Officine. Infine, la variante sud della 77 Val di Chienti e di tutti i tratti complementari. Nel 2008, sarà eliminato anche il passaggio a livello di via Mameli, con un sottopasso. L’ex cinema Vittoria, diventerà invece uno spazio giovani. L’idea è quella di trasformarlo ad un ambito culturale e di aggregazione. A febbraio prossimo, sarà inaugurato anche il primo stralcio dei lavori del nuovo cimitero civico.
“Siamo una giunta molto coesa ha detto il sindaco - smentendo le pagelle di Forza Italia, che ha bocciato l’esecutivo”.
Come abbiamo visto, fra i progetti che prenderanno il volo –almeno si spera- c’è l’aeroporto, collegato alla piastra logistica. L’Enac, infatti, è disponibile a cederlo. Il problema resta la pista. Va bene per i servizi della protezione civile, mentre per il trasporto merci bisognerà mettere mano ai lavori per allungare la lingua d’asfalto.
“Ci è stato assicurato –ha detto l’assessore Salvatore Stella- che la protezione civile darà la stura ad una scuola di formazione per i suoi piloti”.
Nei prossimi mesi, presso la sala della Corte di Palazzo Trinci, saranno esposti i progetti.
L’ex ospedale, invece, avrà il compito di rivitalizzare il centro storico, con attività commerciali e socio sanitarie. La giunta ha parlato di rigenerazione del complesso. Il piano particolareggiato è adesso al vaglio degli uffici tecnici comunali. Presto si aprirà la fase di adozione e partecipazione. Sarà conservata nei suoi aspetti originali la parte storica, mentre il resto della struttura sarà abbattuto e si trasformerà in spazi pubblici ed economici. Una passerella pedonale, unirà l’ex ospedale all’ex zuccherificio. La proprietà di quest’ultimo, infatti, ha già presentato il progetto delle opere di urbanizzazione e viabilità,che saranno inserite nel piano regolatore. E’ stata pure presentata la relazione idraulica, che affronta il problema delle esondazioni. Anche questa è al vaglio degli uffici tecnici comunali. Forse, nel 2008, saranno rilasciati io primi permessi per gli scavi e la demolizione del vecchio “mostro”, che non è affatto un bel biglietto da visita per chi entra in città. Il progetto di viabilità, garantirà –è stato assicurato - tutti gli accessi al centro storico. Ovviamente, via IV Novembre cambierà percorso, mentre il ponte resterà al suo posto, legato alle opere di esondazione.
Più duro lo scoglio sicurezza. Le telecamere, per il momento, restano al palo. Sul fronte dei servizi sociali, l’assessore Zampolini, ha parlato di finanziamenti per il presidio del territorio. Vedrà in campo, nelle aree verdi, volontari e Auser. Per i conflitti sociali, invece, si cercherà di dare la stura ad un progetto di integrazione per gli stranieri presenti.
Lungo la 77, infine, è prevista un’area leader di 17 ettari. Si tratta di un’area demaniale, vicino all’aeroporto. La scelta è già stata inserita nelle delibere del Cipe.

 

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News: Acceleriamo i tempi per l’autorizzazione al traffico commerciale
 di Giacomo Liviabella

E’ ora di stringere i tempi! La situazione sembra essere meno nebulosa di pochi mesi fa, questo almeno è possibile capirlo dalle dichiarazioni dell’Assessore Regionale Mascio (Voce di Foligno 13 ottobre 2007) e del sindaco di Foligno (Voce di Foligno 18 Novembre 2007).

Assessore Regionale Giuseppe MascioTanto per cominciare la dichiarazione di Mascio è molto chiara, “La funzione dell’aeroporto come scalo merci è prevista nel piano umbro dei trasporti”…. "E' il Comune che deve decidere" , ora il problema nasce proprio da questa affermazione perché andando a visionare sul sito della regione il piano dei trasporti non riporta questa funzione, ma in realtà il ruolo descritto è l’ormai nota destinazione di supporto al centro di protezione civile. Personalmente mi chiedo: o non è aggiornato il sito, oppure il piano dovrà essere cambiato! Chissà?! Meno intricata è la dichiarazione del sindaco Marini, il quale afferma che l’ENAC si è dimostrata aperta per attivare il traffico commerciale nel nostro aeroporto. Sempre nei giorni scorsi si è parlato della possibilità di collocare nello scalo una scuola di formazione per i piloti della protezione civile, sicuramente è molto positiva questa possibilità ma la priorità attualmente è quella di ottenere l’autorizzazione per il traffico merci, perché è l’unica opportunità per lo sviluppo del territorio, la scuola per piloti può rappresentare un eccellenza dello scalo ma non deve rivestire la funzione principale che spetta di diritto alle merci, anche perché la piastra logistica è lì a due passi. E’ arrivato quindi il momento di accelerare i tempi per far sviluppare la nostra infrastruttura aeroportuale che, se si riuscirà ad aprire al traffico merci, sarà al servizio dell’intera regione ma anche dell’Italia centrale.

 

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News: Sullo sviluppo dell’aeroporto. Qualche precisazione.
 di Giampaolo Ceci -  7 dicembre 2007

 
Ing. Giampaolo CeciLeggo e ringrazio l’amico Mario Matarazzi che il sig. Lanfranco Cesari per le loro puntualizzazioni alle mie considerazioni sulla utilità dell’aeroporto di Foligno.
Devo precisare che io personalmente, con le informazioni di cui dispongo, non sono né favorevole né contrario al potenziamento del nostro storico scalo.
Le mie valutazioni non esprimevano un parere, ma facevano seguito alle sollecitazioni della Gazzetta di Foligno tese a sollecitare una risposta alle richieste di alcune imprese private interessate all’utilizzo commerciale del nostro storico scalo, in quanto queste avrebbero potuto fare perdere alla città una “irripetibile occasione di sviluppo”.
Ecco è proprio questa affermazione che mi ha indotto a scrivere. Ma di quale occasione di sviluppo stiamo parlando?
Mi è parso che si desse per scontata una cosa non ben definita, dato che non basta concedere una pista per creare una “occasione di sviluppo”, anzi decisioni non ponderate avrebbero addirittura potuto creare danni non desiderati come quelli che ho elencato.
Da qui la mia richiesta di quantificare meglio quali progetti queste compagnie avessero in mente e quindi anche le conseguenze dell’incremento di traffico sui cittadini folignati che vivono attorno al campo di volo.
Solo dubbi, momenti di riflessione, che credo siano di buon senso. Del resto anche i tempi decisionali della amministrazione di Foligno facevano supporre che anche essa, responsabilmente, stesse facendo le stesse valutazioni prima di dare l’assenso.
Le risposte che ricevo dall’amico Matarazzi e dal sig. Cesari si pongono su due piani culturali diversi, ma mi pare che entrambe non rispondano ai miei dubbi.
L’amico Matarazzi auspica che sulle prospettive di sviluppo cittadino si apra un dibattito e fa un ragionamento articolato e condivisibile sulla necessità di crearle senza aspettare che piovano dal cielo. Denuncia incapacità e silenzi della amministrazione cittadina sui quali sarebbe utile che anche l’opposizione cittadina dicesse il suo parere, ma non ci spiega quale occasione si perderebbe in concreto se non venisse concesso il campo di volo alle compagnie straniere, né in qual piano organico di sviluppo questa misura si collocherebbe. Ci fa capire invece che la concessione tornerebbe utile alla nascente piastra logistica. Il problema si sposta quindi un poco più in là: ovvero quali i vantaggi per i folignati nella costruzione della Piastra logistica? perché lo sviluppo della città dovrebbe passare anche attraverso questa iniziativa industriale che determina un impatto considerevole per i prossimi decenni nella zona di S Eraclio? La spesa vale l’impresa? Non affermo che la piastra logistica sia un investimento inutile o dannoso, ma faccio presente che per dire che le “opportunità di sviluppo “sono tali , forse bisognerebbe documentarle meglio in termini di investimenti posti di lavoro diretti e nell’indotto, prospettive ecc. Chiedo troppo? Faccio un ragionamento sbagliato? È stato fatto abbastanza per informare i cittadini di Foligno di questi piani ? e delle loro conseguenze? Si sa cosa ne pensano? O le loro opinioni non contano niente!
Se la concessione e lo scalo a compagnie estere o la piastra logistica sono progetti destinati a produrre ragionevolmente sviluppo e lavoro ne penderò atto con soddisfazione.
Qualora invece vi fossero dubbi che le attività potessero, anche potenzialmente, creare danni alla città o vantaggi solo per pochi, mi permetterò di dire la mia come faranno altri, senza pretendere che sia la verità. Il lavoro e lo sviluppo sono necessari, ma prima di decidere bisogna conoscerne il prezzo!
Il sig. Cesari invece controbatte uno per uno i miei esempi sulle possibili conseguenze di decisioni affrettate e non ponderate relativamente al potenziamento dello scalo cittadino affermando che, in effetti, il potenziamento del nostro scalo non produrrà alcun rischio o inconveniente per la popolazione e l’ambiente. Io e i cittadini che vivono attorno alla scalo, ne prendiamo atto e lo ringraziamo per le sue precisazioni che aiuteranno i lettori della Gazzetta a farsi una migliore idea dei problemi della città e di quanto possano essere diversi i punti di vista.
Giampaolo Ceci

  

 

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News: Perchè potenziare l'aeroporto folignate
 Lettere al Direttore - tratto dalla: "Gazzetta di Foligno" del 2 dicembre 2007

(N.d.R. aformadidea.com) Due lettere in risposta all'articolo pubblicato dalla Gazzetta di Foligno di domenica scorsa, a firma dell'ing. Giampaolo Ceci, che non ho il piacere di conoscere, ma che comunque ho pubblicato, anche se a mio parere molto lontano dalla realtà, poco attento alle esigenze della nostra comunità, che invece non ha bisogno di motivazioni, per "non fare" che servono solo a giustificare l'immobilismo ed il restare a guardare il mondo intorno a noi che cresce e, come al solito ci lascia indietro! E' vero e giusto che per portare avanti un progetto così impegnativo per la nostra città vanno ponderate tutte le variabili a favore o contro, ma è vero altresì che troppo spesso, mentre noi ci siamo fermati a ponderare, altri hanno fatto e noi siamo stati tagliati fuori. E non occorre che porti esempi, tutti conosciamo fin troppi fatti!!! Ho troppo spesso detto che con questa storia dell'aeroporto ci stiamo definitivamente giocando il futuro della città e dei nostri giovani, ma, perfino la Gazzetta, che spesso avversa le scelte infelici dell'amministrazione comunale  questa volta ha rifiutato per ben due volte di pubblicarmi un paio di articoli che oltre aPiazzale parcheggio dell'aeroporto di Foligno documentare e sensibilizzare i cittadini, spesso ignari, proprio perché poco o male informati, volevano essere anche di stimolo per i nostri amministratori a scuotersi da questo (almeno apparente) torpore e a farci sapere come hanno deciso di  giocare questa partita che, grazie a Dio, in molti oggi riteniamo di vitale importanza per il nostro futuro. Pubblico di buon grado queste due lettere, una dell'ex presidente di Logistica Umbra Mario Matarazzi ed una del noto "storico dell'aeroporto di Foligno" il giornalista e scrittore Lanfranco Cesari, dove con molta calma e diplomazia vengono dette quelle stesse cose che io, avevo scritto (forse non con altrettanta pacatezza) nei mie articoli "censurati"!


Egregio Direttore, nel ringraziarLa per lo spazio che concede al dibattito sulle questioni importanti per la città, La prego consentirmi una breve risposta all'Ing. Ceci, sull'utilizzo dell’Aeroporto di Foligno. L'aeroporto Regionale è stato collocato in una area che lo rende inidoneo per le merci. Per questo motivo la Multinazionale più importante, a livello internazionale, si è interessata al nostro aeroporto, oltre perché c'era una società logistica, che aveva 600 camion, era in programmazione una Piastra logistica, collocata al centro d'Italia, su una linea ferroviaria dove, nonostante il semplice binario, si possono far viaggiare tra i due mari (Ancona, Civitavecchia) 34 treni. S. Egidio è l'esempio di come non si deve fare, ma ormai è fatto e non mi scandalizza più di tanto il fatto che il Ministro dei Beni Culturali procuri 28 milioni di euro per tale aeroporto: forse ha la delega per gli aeroporti e non lo sapevamo. Per i viaggiatori S. Egidio può ancora andare bene e tutti dobbiamo sostenerlo, anzi, come contribuenti, dobbiamo mantenerlo. Ma l'Umbria non si ferma al Tevere, e l'aeroporto, per Foligno, significa sviluppo e lavoro; il lavoro e l'economia sono alla base del bene comune. Quindi nessuna concorrenza; solo lavoro e sviluppo per l'intera Umbria. Tu sai, caro Ceci, che i finanziamenti post sisma sono agli sgoccioli, allora cosa faranno i lavoratori delle 1250 imprese edili, i 120 studi tecnici, il migliaio di operai venuti dal Sud che si sono radicati qui con le proprie famiglie, gli extracomunitari, i nostri giovani? A Foligno non ci sono altri progetti di sviluppo siamo fermi al "non ti preoccupa'... " Foligno è uno dei tre poli Italiani della "meccanica fine aeronautica ", con imprese leader a livello mondiale. Ti sei mai domandato il motivo per cui non è stato fatto un "distretto ", nonostante qualche migliaio di occupati e di appalti prestigiosissimi ottenuti? Ti preoccupi dell'altezza degli edifici, ormai che abbiamo invaso la pianura di case, la maggior parte vuote. Stiamo facendo la pavimentazione del Centro Storico, senza aver previsto il teleriscaldamento, nonostante gli studi fatti e la presenza di tre generatori di calore, che farebbero risparmiare soldi con produzione di energia pulita, di cui tutti parlano ma non realizzano. Ma anche questa è una decisione non più modificabile. Caro Giampaolo, l'aeroporto di Foligno ha 25 Km di spazio aereo libero da qualsiasi ostacolo; nei suoi cento anni di storia, purtroppo solo militare, ha ospitato aerei di tutte le dimensioni, anche gli Hercules C/130, quando la pista non era ancora asfaltata. Il suo funzionamento non darebbe fastidio a nessuno, tranne a chi ha una mentalità gretta e localistica, che non è la Tua, per come ti conosco. Ti ringrazio perché almeno Tu ne hai parlato, in questa fase le Istituzioni, i partiti, le associazioni imprenditoriali, i sindacati mantengono la consegna del silenzio: spero che da questo intervento si sviluppi almeno il dibattito; forse Ti farà capire a chi dare il consenso, io ho già scelto da tempo; so che non si può tornare "al somaro ", se questa è diventata la Tua visione bucolica della società, ma so che non è così. Nel massimo rispetto per l'ambiente cerchiamo di non perdere tutte le occasioni: le Officine GR, le Ferrovie, nostro polmone di risorse, sono quasi finite; Ti sei domandato cosa resta?

Mario Matarazzi


Quadimotore Piaggio P.108

Egregio Direttore, Ho letto l'articolo a firma di Giampaolo Ceci pubblicato sulla Gazzetta di Domenica scorsa, sotto il titolo "Perché potenziare l'aeroporto di Foligno", ricco di considerazioni e riflessioni sul futuro dell'aeroscalo cittadino. Mi permetto di intervenire nel dibattito che si è aperto sulle sorti del nostro aeroporto prendendo lo spunto proprio da questo interessante articolo. Anzitutto, occorre precisare che la pista, con i recenti lavori di asfaltatura, non è stata allungata, ma "accorciata". La pista originale è infatti lunga oltre 2.000 metri, la pista asfaltata è invece lunga 1.400 metri, quindi è più corta rispetto a quella di almeno 600 metri. L'aeroporto di Foligno non si pone poi in concorrenza con il perugino Sant'Egidio, essendo ben definiti i ruoli dei due aeroscali: aeroporto "regionale" il Sant'Egidio, aeroporto " di interesse regionale" quello di Foligno (come contempla la stessa legge regionale istitutiva dei due aeroporti) con specifiche competenze e funzioni. La pista aeroportuale, inoltre, non è affatto orientata esclusivamente verso il centro storico della città, ma funziona secondo due direttrici di volo: sud-nord (verso Foligno) e nord-sud (all'opposto della città, verso Spoleto e una libera e "spaziosissima" campagna). Ed è nel rispetto di quest'ultima direttrice che gli aerei decollano ed atterrano, salvo avverse condizioni atmosferiche. "Rischi", quindi, di eventuali incidenti sulla città sono pressoché inesistenti: incidenti sulla città non sono mai accaduti neanche quando Foligno era quotidianamente sorvolata dai velocissimi Macchi 200, 202, 205, dai Fiat G.50 e G.55, nonché dai "mastodontici" quadrimotori Piaggio P.108 di stanza all'aeroporto e dai trimotori S.81, S.79 ed S.84 prodotti dall'AUSA. Non è preoccupante, perciò,l'eventuale "presenza" di grossi aerei che l'articolista, con encomiabile ottimismo, prevede potranno sorvolare Foligno addirittura ogni mezz'ora. Chiamato in causa è anche il rombo assordante che questi grossi aerei produrrebbero "sistematicamente" sopra le nostre teste, oltre all'inquinamento causato dai loro gas di combustione che pure verrebbero scaricati su di noi. E' un grido di allarme questo che coinvolge però gli aeroporti di tutto il mondo, non certo più preoccupante se si considerano i "prodotti" di una motorizzazione stradale sempre più sfrenata ed inarrestabile. Infine l'aeroporto viene posto sotto accusa per un "cono di volo" che condizionerebbe la crescita in altezza della città, compromettendo l'ulteriore sviluppo verso l'alto dei civici palazzi a garanzia di una "Fulgida civitas lillipuziana", seriamente menomata nella sua immagine svettante e nelle sue aspirazioni verticistiche. Che fare, allora? Quale futuro per questo nostro aeroporto? A questo punto, "a rigor di logica", non ci sarebbero altre risposte da dare alle esposte riflessioni: o chiuderlo o riservarlo esclusivamente agli "aeromobiletti" che attualmente si librano nel cielo cittadino.

Lanfranco Cesari

 

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News: Aeroporto di Foligno struttura da potenziare o da chiudere?
 di Giampaolo Ceci - tratto dalla: "Gazzetta di Foligno" del 25 novembre 2007

    
Da qualche tempo la Gazzetta stimola gli amministratori comunali a prendere posizione sulle proposte formulate da imprese private sull’uso del nostro aeroporto cittadino.
Clicca sull'immagine per ingrandirlaDietro alle pressanti sollecitazioni dell’articolista si legge il timore che l’inerzia decisionale del comune faccia perdere alla città un'importante ed irripetibile occasione di sviluppo.
A mio avviso invece dalla lettura degli articoli emergono due fatti che meritano un modesto commento.
Il primo è che le questioni legate allo sviluppo complessivo della nostra città non sembrano oggetto di un piano organico. All’interno di questo non sembra definito, di conseguenza, neppure quale sia il ruolo futuro del nostro aeroporto.
Uno scalo a servizio della futura piastra logistica? Del centro di protezione civile? Al servizio di un traffico di merci e viaggiatori in concorrenza con quello perugino di S. Egidio? Uno scalo riservato a voli privati o sportivi? Una struttura da dare in gestione a compagnie magari cinesi che lo usino a scopo privato? Chiuderlo perché inutile e usare l’area per altri scopi?
Scelte di questa natura condizionano il futuro stesso della nostra città . Non mi sorprende affatto quindi se il comune prende tempo prima di dare risposte ad imprese private. I danni indotti sulla città o sulle linee di sviluppo ipotizzate potrebbero risultare molto maggiori della utilità apparente.
Certo che bisogna rimarcare anche che questa responsabile indeterminatezza cozza con decisioni prese recentemente che presumono invece un disegno chiaro e delineato. Alludo alla recenti opere di asfaltatura e a quelle legate all’allungamento della pista che farebbero ritenere già presa la decisone di andare verso un potenziamento dello scalo Folignate e quindi al potenziamento del numero dei voli e al potenziamento della stazza dei velivoli in decollo ed atterraggio.
Se queste sono le decisioni allora in effetti non si comprende perché non siano pubbliche e cosa si aspetta a dare una risposta positiva alle richieste degli imprenditori correndo il rischio che si perda questa opportunità..
Se invece le decisioni sullo sviluppo dell’aeroporto non fossero già prese allora, non si comprenderebbe perché siano stati spesi tanti soldi per allungare ed asfaltare la pista.
Allo stato delle cose mi pare che per le implicazioni sullo sviluppo cittadino, la richiesta degli imprenditori meritano prudenza, anzi risulterebbe giustificata una discussione allargata in sede consiglio comunale.
La seconda valutazione riguarda la valutazione dei rischi connessi all’uso dell’aeroporto.
La pista dell’aeroporto di Foligno non solo è vicina al centro abitato, ma è anche orientata verso il centro storico.
Le questioni non avrebbero rilevanza se il traffico aereo fosse costituito da piccoli aerei da turismo come avviene ora, ma quando atterrano carghi di medi grande portata allora la cosa cambia.
Già ora l’aeroporto col suo cono di atterraggio condiziona l’altezza di quasi tutti gli edifici del centro impedendo, se mai fosse una cosa positiva, lo sviluppo in altezza della città.
L’orientamento della pista produce anche pericoli di altra natura: quello acustico ad esempio, che ora non avvertiamo per lo scarso traffico, ma sarebbe altrettanto se decollasse un grosso aereo ogni 30 minuti? C’è poi il rischio di incidenti in fase di decollo e atterraggio che sono oggettivamente più pericolosi per la vicinanza col centro. Vi è poi il pericolo connesso all’inquinamento dovuto ai gas di combustone che vengono scaricati dal cielo sulle nostre teste; come se non fossimo già inquinati abbastanza da quelli provenienti dal traffico cittadino.
Allora la decisione sulla funzione e lo sviluppo dell’aeroporto cittadino, se non già presa, va ponderata due volte. Mi auguro che da qualche parte su qualche tavolo qualcuno abbia delle proposte o abbia già deciso cosa fare del nostro storico scalo. Mi auguro che gentilmente, magari attraverso le pagine della gazzetta di Foligno ce lo faccia sapere, in modo che possiamo farci una idea e valutare le motivazioni delle decisioni assunte, per decidere con maggiori cognizioni per chi votare alle prossime elezioni comunali.
 

 

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Online dall'1/03/2003