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News: Foligno porta verso la nuova Europa
- Piano Strategico per Foligno 2007-2014 |
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di
Giacomo
Liviabella 01/02/2008 |
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Estratto dal piano strategico
della città di Foligno 2007-2014
Obiettivo 1.2: Sviluppare e potenziare la
capacità dell’aeroporto
Questo obiettivo è motivato dalla volontà di definire il ruolo
dell’aeroporto di Foligno a supporto delle attività del futuro
centro interregionale di protezione civile e per l’eventuale
funzione integrativa con il trasporto merci. Il sedime aeroportuale
è già sede di importanti funzioni produttive, alcune delle più
importanti attive proprio nel settore della meccanica aeronautica.
Inoltre alla luce della realizzazione della piattaforma intermodale
e dell’area leader prevista dal “progetto quadrilatero”, si
intendono sviluppare insediamenti a supporto della filiera
aeronautica e possibili interscambi fra i diversi settori dei
trasporti. Tale obbiettivo va poi considerato in una duplice
prospettiva, da un lato infatti costituisce una opportunità per il
rafforzamento del sistema aeroportuale regionale, data la diversità
delle specializzazioni, dall’altro garantirebbe valore aggiunto alla
piastra logistica situata in un’area densa di centri multimodali.
Agire in questa direzione significa anzitutto definire compiutamente
il ruolo e le funzioni dell’aeroporto, nonché le possibili forme
gestionali, predisponendo uno studio di fattibilità da cui declinare
gli interventi per la riqualificazione e l’attrezzaggio delle
infrastrutture dell’aeroporto, l’ampliamento del piazzale di sosta
degli aeromobili, l’allungamento eventuale della pista dagli attuali
1.600 metri a 2.300, la realizzazione di strutture per incrementare
la sicurezza, la realizzazione di una nuova recinzione, la
ristrutturazione palazzina, la realizzazione di sistemi di
segnalazione e ricovero aeromobili, ma soprattutto la costituzione
di un consorzio o società a cui affidare la corretta gestione della
struttura aeroportuale. L’insieme di tali azioni, per semplicità
definite come “Azioni aeroporto” costituisce uno dei progetti
bandiera del piano strategico della città.
Fin qui il semplice riepilogo dei quanto esposto nel Piano, ma ora
veniamo alla cronaca vera e propria dell'evento ed alle impressioni che, dalle dichiarazioni ufficiali e non
di alcuni amministratori, abbiamo ricevuto.
Dunque, venerdì scorso, nelle sale di palazzo Trinci
l'amministrazione comunale ha presentato le motivazioni e gli
obiettivi del piano strategico della città. Il piano sarà ultimato
nel mese di febbraio ed è ancora possibile fare osservazioni. Il
sindaco ha dato appuntamento ai cittadini per la metà del mese di
marzo quando sarà presentato ufficialmente il piano strategico alla
città e da quel momento potrà essere attuato, saranno presentati
nello specifico tutte gli obiettivi, il potenziamento dell'aeroporto,
fortunatamente, non solo è tra le prime
azioni che si prevedono, ma è anche un
progetto bandiera per la Foligno di domani. Diciamo che la
sensazione sembra buona, parlando con gli assessori Stella
e Flagiello riesco a percepire un certo ottimismo riguardo al futuro
dello scalo folignate. In conclusione l'aria che si respirava a
palazzo Trinci era veramente buona,
non vorrei sbagliarmi, ma forse la regione
non guarda più con disprezzo lo scalo aereo commerciale a Foligno,
visto che tra gli enti che partecipano alla redazione del piano c'è
appunto la Regione e la Provincia.
Una cosa è certa non si parla più solo di protezione civile, si sta
dando giusto peso alle parole di tutte quelle persone che da qualche
anno a questa parte hanno sempre caldeggiato la creazione di uno
scalo aereo merci, ora a mio avviso dobbiamo spingere affinché il
progetto, presente nel piano, possa trovare la sua realizzazione in
tempi brevi. Questo ottimismo però non deve farci abbassare la
guardia, ma anzi deve darci maggior forza per raggiungere un
obbiettivo che ci sta veramente a cuore.
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Archivio News
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News:
Conferenza di fine anno al Comune di Foligno - Forse
l'anno della svolta per l'aeroporto |
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di
Giacomo
Liviabella 28/12/2007 |
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Sarà un 2008
con il botto. Ormai quasi ultimata, a dieci anni dal terremoto,
la ricostruzione leggera e pesante, il Comune
di Foligno si prepara a riorganizzare, per il 2008, la macchina pubblica.
Vuole guardare avanti e dare un servizio migliore ai cittadini. L’anno
che arriva, vedrà tagliare il traguardo a molte iniziative, alcune già
in corso d’opera, altre che prenderanno l’avvio. Lo ha detto il sindaco
Manlio Marini questa mattina, durante la tradizionale conferenza stampa
di fine anno, presenti anche i componenti della Giunta.
Marini ha tracciato pure un bilancio dell'azione amministrativa per
l'anno che sta per concludersi: anzitutto la visita del Capo dello Stato
a Colfiorito in occasione del decimo anniversario del sisma, tre chiese
restituite al culto dopo le ferite inferte dal terremoto; il restauro
del "Molino de Sotto",
in via san Giovanni dell’Acqua, e della scuola comunale di musica; i
parcheggi di porta Romana ed ex centro fieristico; la viabilità migliorata
a San Paolo e a Madonna di Fiamenga con due nuove
rotatorie; il Foligno in serie C1.
E nel 2008?
Anzitutto il completamento della ricostruzione delle seconde case; il
tavolo di concertazione fra i comuni di Umbria e Marche per incalzare
il governo sulla busta pesante; la pavimentazione nuova nel centro storico,
che si è fermata in Corso Cavour solo per il periodo natalizio; il completamento
del parco dei Canapé; il polo scolastico; la piastra logistica collegata
ad una maggiore attività con l’aeroporto; l’ex ospedale rigenerato
diventerà un grande traino per il centro storico, grazie a spazi pubblici
e attività economiche; per l’ex zuccherificio la proprietà ha presentato
il progetto delle opere di urbanizzazione e di viabilità, nonché la
relazione idraulica.
Infine, il discorso è scivolato sulla nota dolente della sicurezza.
Il sindaco ha detto che c’è grande preoccupazione per la droga e la
microcriminalità. Si stanno studiando sistemi per utilizzare le telecamere
a circuito chiuso, ma il progetto batte il passo per la privacy dei
cittadini. Sul fronte della occupazione, ci sono aziende che reggono,
altre invece che sono sotto controllo. Fra queste pure le Grandi Officine.
Infine, la variante sud della 77 Val di Chienti e di tutti i tratti
complementari. Nel 2008, sarà eliminato anche il passaggio a livello
di via Mameli, con un sottopasso. L’ex cinema Vittoria, diventerà invece
uno spazio giovani. L’idea è quella di trasformarlo ad un ambito culturale
e di aggregazione. A febbraio prossimo, sarà inaugurato anche il primo
stralcio dei lavori del nuovo cimitero civico.
“Siamo una giunta molto coesa –
ha detto il sindaco - smentendo le pagelle
di Forza Italia, che ha bocciato l’esecutivo”.
Come abbiamo visto, fra i progetti che prenderanno il volo –almeno
si spera- c’è l’aeroporto, collegato alla piastra logistica. L’Enac,
infatti, è disponibile a cederlo. Il problema resta la pista. Va bene
per i servizi della protezione civile, mentre per il trasporto merci
bisognerà mettere mano ai lavori per allungare la lingua d’asfalto.
“Ci è stato assicurato –ha detto l’assessore Salvatore Stella- che la
protezione civile darà la stura ad una scuola di formazione per i suoi
piloti”.
Nei prossimi mesi, presso la sala della Corte di Palazzo Trinci,
saranno esposti i progetti.
L’ex ospedale, invece, avrà il compito di rivitalizzare il centro storico,
con attività commerciali e socio sanitarie. La giunta ha parlato di
rigenerazione del complesso. Il piano particolareggiato è adesso al
vaglio degli uffici tecnici comunali. Presto si aprirà la fase di adozione
e partecipazione. Sarà conservata nei suoi aspetti originali la parte
storica, mentre il resto della struttura sarà abbattuto e si trasformerà
in spazi pubblici ed economici. Una passerella pedonale, unirà l’ex
ospedale all’ex zuccherificio. La proprietà di quest’ultimo, infatti,
ha già presentato il progetto delle opere di urbanizzazione e viabilità,che
saranno inserite nel piano regolatore. E’ stata pure presentata la relazione
idraulica, che affronta il problema delle esondazioni. Anche questa
è al vaglio degli uffici tecnici comunali. Forse, nel 2008, saranno
rilasciati io primi permessi per gli scavi e la demolizione del vecchio
“mostro”, che non è affatto un bel biglietto da visita per chi entra
in città. Il progetto di viabilità, garantirà –è stato assicurato
- tutti gli accessi al centro storico. Ovviamente, via IV Novembre
cambierà percorso, mentre il ponte resterà al suo posto, legato alle
opere di esondazione.
Più duro lo scoglio sicurezza. Le telecamere, per il momento, restano
al palo. Sul fronte dei servizi sociali, l’assessore Zampolini, ha parlato
di finanziamenti per il presidio del territorio. Vedrà in campo, nelle
aree verdi, volontari e Auser. Per i conflitti sociali, invece, si cercherà
di dare la stura ad un progetto di integrazione per gli stranieri presenti.
Lungo la 77, infine, è prevista un’area leader di 17 ettari. Si tratta
di un’area demaniale, vicino all’aeroporto. La scelta è già stata inserita
nelle delibere del Cipe.
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News:
Acceleriamo i tempi per l’autorizzazione al traffico commerciale |
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di
Giacomo Liviabella |
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E’ ora di
stringere i tempi! La situazione sembra essere meno nebulosa
di pochi mesi fa, questo almeno è possibile capirlo dalle dichiarazioni
dell’Assessore Regionale Mascio (Voce di Foligno 13 ottobre 2007)
e del sindaco di Foligno (Voce di Foligno 18 Novembre 2007).
Tanto
per cominciare la dichiarazione di Mascio è molto chiara, “La funzione
dell’aeroporto come scalo merci è prevista nel piano umbro dei trasporti”….
"E' il Comune che deve decidere" , ora
il problema nasce proprio da questa affermazione perché andando a visionare
sul sito della regione il piano dei trasporti non riporta questa funzione,
ma in realtà il ruolo descritto è l’ormai nota destinazione di supporto
al centro di protezione civile. Personalmente mi chiedo: o non è aggiornato
il sito, oppure il piano dovrà essere cambiato! Chissà?! Meno intricata
è la dichiarazione del sindaco Marini, il quale afferma che l’ENAC si
è dimostrata aperta per attivare il traffico commerciale nel nostro
aeroporto. Sempre nei giorni scorsi si è parlato della possibilità di
collocare nello scalo una scuola di formazione per i piloti della protezione
civile, sicuramente è molto positiva questa possibilità ma la priorità
attualmente è quella di ottenere l’autorizzazione per il traffico merci,
perché è l’unica opportunità per lo sviluppo del territorio, la scuola
per piloti può rappresentare un eccellenza dello scalo ma non deve rivestire
la funzione principale che spetta di diritto alle merci, anche perché
la piastra logistica è lì a due passi. E’ arrivato quindi il momento
di accelerare i tempi per far sviluppare la nostra infrastruttura aeroportuale
che, se si riuscirà ad aprire al traffico merci, sarà al servizio dell’intera
regione ma anche dell’Italia centrale.
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News:
Sullo sviluppo dell’aeroporto. Qualche precisazione. |
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di
Giampaolo Ceci - 7 dicembre
2007 |
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Leggo
e ringrazio l’amico Mario Matarazzi che il sig.
Lanfranco Cesari per le loro puntualizzazioni alle mie
considerazioni sulla utilità dell’aeroporto di Foligno.
Devo precisare che io personalmente, con le informazioni di cui
dispongo, non sono né favorevole né contrario al potenziamento del
nostro storico scalo.
Le mie valutazioni non esprimevano un parere, ma facevano seguito
alle sollecitazioni della Gazzetta di Foligno tese a sollecitare una
risposta alle richieste di alcune imprese private interessate
all’utilizzo commerciale del nostro storico scalo, in quanto queste
avrebbero potuto fare perdere alla città una “irripetibile occasione
di sviluppo”.
Ecco è proprio questa affermazione che mi ha indotto a scrivere. Ma
di quale occasione di sviluppo stiamo parlando?
Mi è parso che si desse per scontata una cosa non ben definita, dato
che non basta concedere una pista per creare una “occasione di
sviluppo”, anzi decisioni non ponderate avrebbero addirittura potuto
creare danni non desiderati come quelli che ho elencato.
Da qui la mia richiesta di quantificare meglio quali progetti queste
compagnie avessero in mente e quindi anche le conseguenze
dell’incremento di traffico sui cittadini folignati
che vivono attorno al campo di volo.
Solo dubbi, momenti di riflessione, che credo siano di buon senso.
Del resto anche i tempi decisionali della amministrazione di Foligno
facevano supporre che anche essa, responsabilmente, stesse facendo
le stesse valutazioni prima di dare l’assenso.
Le risposte che ricevo dall’amico Matarazzi e dal
sig. Cesari si pongono su due piani culturali diversi, ma mi
pare che entrambe non rispondano ai miei dubbi.
L’amico Matarazzi auspica che sulle prospettive di sviluppo
cittadino si apra un dibattito e fa un ragionamento articolato e
condivisibile sulla necessità di crearle senza aspettare che piovano
dal cielo. Denuncia incapacità e silenzi della amministrazione
cittadina sui quali sarebbe utile che anche l’opposizione cittadina
dicesse il suo parere, ma non ci spiega quale occasione si
perderebbe in concreto se non venisse concesso il campo di volo alle
compagnie straniere, né in qual piano organico di sviluppo questa
misura si collocherebbe. Ci fa capire invece che la concessione
tornerebbe utile alla nascente piastra logistica. Il problema si
sposta quindi un poco più in là: ovvero quali i vantaggi per i
folignati nella costruzione della Piastra
logistica? perché lo sviluppo della città dovrebbe passare anche
attraverso questa iniziativa industriale che determina un impatto
considerevole per i prossimi decenni nella zona di S Eraclio? La
spesa vale l’impresa? Non affermo che la piastra logistica sia un
investimento inutile o dannoso, ma faccio presente che per dire che
le “opportunità di sviluppo “sono tali , forse bisognerebbe
documentarle meglio in termini di investimenti posti di lavoro
diretti e nell’indotto, prospettive ecc. Chiedo troppo? Faccio un
ragionamento sbagliato? È stato fatto abbastanza per informare i
cittadini di Foligno di questi piani ? e delle loro conseguenze? Si
sa cosa ne pensano? O le loro opinioni non contano niente!
Se la concessione e lo scalo a compagnie estere o la piastra
logistica sono progetti destinati a produrre ragionevolmente
sviluppo e lavoro ne penderò atto con soddisfazione.
Qualora invece vi fossero dubbi che le attività potessero, anche
potenzialmente, creare danni alla città o vantaggi solo per pochi,
mi permetterò di dire la mia come faranno altri, senza pretendere
che sia la verità. Il lavoro e lo sviluppo sono necessari, ma prima
di decidere bisogna conoscerne il prezzo!
Il sig. Cesari invece controbatte uno per uno
i miei esempi sulle possibili conseguenze di decisioni affrettate e
non ponderate relativamente al potenziamento dello scalo cittadino
affermando che, in effetti, il potenziamento del nostro scalo non
produrrà alcun rischio o inconveniente per la popolazione e
l’ambiente. Io e i cittadini che vivono attorno alla scalo, ne
prendiamo atto e lo ringraziamo per le sue precisazioni che
aiuteranno i lettori della Gazzetta a farsi una migliore idea dei
problemi della città e di quanto possano essere diversi i punti di
vista.
Giampaolo Ceci
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News:
Perchè potenziare l'aeroporto folignate |
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Lettere
al Direttore - tratto dalla: "Gazzetta
di Foligno" del 2 dicembre
2007 |
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(N.d.R. aformadidea.com)
Due lettere in risposta all'articolo pubblicato dalla
Gazzetta di Foligno di domenica scorsa, a firma dell'ing. Giampaolo
Ceci, che non ho il piacere di conoscere, ma che
comunque ho pubblicato, anche se a mio parere molto lontano dalla realtà, poco attento
alle esigenze della nostra comunità, che invece
non ha bisogno di motivazioni,
per "non fare" che servono solo a giustificare l'immobilismo ed il restare a guardare
il mondo intorno a noi che cresce e, come al solito ci lascia indietro! E'
vero e giusto che per portare avanti un progetto così impegnativo
per la nostra città vanno ponderate tutte le variabili a favore o
contro, ma è vero altresì che troppo spesso, mentre noi ci siamo
fermati a ponderare, altri hanno fatto e noi siamo stati tagliati
fuori. E non occorre che porti esempi, tutti conosciamo fin troppi
fatti!!!
Ho troppo spesso detto che con questa storia dell'aeroporto ci stiamo
definitivamente giocando il futuro della città e dei nostri giovani,
ma, perfino la Gazzetta, che spesso avversa le scelte infelici dell'amministrazione
comunale questa volta ha rifiutato per ben due volte di pubblicarmi
un paio di articoli che oltre a
documentare e sensibilizzare
i cittadini, spesso ignari, proprio perché poco o male informati, volevano
essere anche di stimolo per i nostri amministratori a scuotersi da questo
(almeno apparente) torpore e a farci sapere come hanno deciso di
giocare questa partita che, grazie a Dio, in molti oggi riteniamo di
vitale importanza per il nostro futuro. Pubblico di buon grado queste
due lettere, una dell'ex presidente di Logistica Umbra
Mario Matarazzi ed una del noto
"storico dell'aeroporto di Foligno"
il giornalista e scrittore Lanfranco Cesari, dove con molta calma e
diplomazia vengono dette quelle stesse
cose che io, avevo scritto (forse non con altrettanta pacatezza) nei
mie articoli "censurati"!
Egregio Direttore,
nel ringraziarLa per lo spazio che concede al dibattito sulle questioni
importanti per la città, La prego consentirmi una breve risposta all'Ing.
Ceci, sull'utilizzo dell’Aeroporto di Foligno. L'aeroporto Regionale
è stato collocato in una area che lo rende inidoneo per le merci. Per
questo motivo la Multinazionale più importante, a livello internazionale,
si è interessata al nostro aeroporto, oltre perché c'era una società
logistica, che aveva 600 camion, era in programmazione una Piastra logistica,
collocata al centro d'Italia, su una linea ferroviaria dove, nonostante
il semplice binario, si possono far viaggiare tra i due mari (Ancona,
Civitavecchia) 34 treni. S. Egidio è l'esempio di come non si deve fare,
ma ormai è fatto e non mi scandalizza più di tanto il fatto che il Ministro
dei Beni Culturali procuri 28 milioni di euro per tale aeroporto: forse
ha la delega per gli aeroporti e non lo sapevamo. Per i viaggiatori
S. Egidio può ancora andare bene e tutti dobbiamo sostenerlo, anzi,
come contribuenti, dobbiamo mantenerlo. Ma l'Umbria non si ferma al
Tevere, e l'aeroporto, per Foligno, significa sviluppo e lavoro; il
lavoro e l'economia sono alla base del bene comune. Quindi nessuna concorrenza;
solo lavoro e sviluppo per l'intera Umbria. Tu sai, caro Ceci, che i
finanziamenti post sisma sono agli sgoccioli, allora cosa faranno i
lavoratori delle 1250 imprese edili, i 120 studi tecnici, il migliaio
di operai venuti dal Sud che si sono radicati qui con le proprie famiglie,
gli extracomunitari, i nostri giovani? A Foligno non ci sono altri progetti
di sviluppo siamo fermi al "non ti preoccupa'... " Foligno è uno dei
tre poli Italiani della "meccanica fine aeronautica ", con imprese leader
a livello mondiale. Ti sei mai domandato il motivo per cui non è stato
fatto un "distretto ", nonostante qualche migliaio di occupati e di
appalti prestigiosissimi ottenuti? Ti preoccupi dell'altezza degli edifici,
ormai che abbiamo invaso la pianura di case, la maggior parte vuote.
Stiamo facendo la pavimentazione del Centro Storico, senza aver previsto
il teleriscaldamento, nonostante gli studi fatti e la presenza di tre
generatori di calore, che farebbero risparmiare soldi con produzione
di energia pulita, di cui tutti parlano ma non realizzano. Ma anche
questa è una decisione non più modificabile. Caro Giampaolo, l'aeroporto
di Foligno ha 25 Km di spazio aereo libero da qualsiasi ostacolo; nei
suoi cento anni di storia, purtroppo solo militare, ha ospitato aerei
di tutte le dimensioni, anche gli Hercules C/130, quando la pista non
era ancora asfaltata. Il suo funzionamento non darebbe fastidio a nessuno,
tranne a chi ha una mentalità gretta e localistica, che non è la Tua,
per come ti conosco. Ti ringrazio perché almeno Tu ne hai parlato, in
questa fase le Istituzioni, i partiti, le associazioni imprenditoriali,
i sindacati mantengono la consegna del silenzio: spero che da questo
intervento si sviluppi almeno il dibattito; forse Ti farà capire a chi
dare il consenso, io ho già scelto da tempo; so che non si può tornare
"al somaro ", se questa è diventata la Tua visione bucolica della società,
ma so che non è così. Nel massimo rispetto per l'ambiente cerchiamo
di non perdere tutte le occasioni: le Officine GR, le Ferrovie, nostro
polmone di risorse, sono quasi finite; Ti sei domandato cosa resta?
Mario Matarazzi
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Egregio Direttore,
Ho letto l'articolo a firma di Giampaolo Ceci pubblicato sulla
Gazzetta di Domenica scorsa, sotto il titolo "Perché potenziare l'aeroporto
di Foligno", ricco di considerazioni e riflessioni sul futuro dell'aeroscalo
cittadino. Mi permetto di intervenire nel dibattito che si è aperto
sulle sorti del nostro aeroporto prendendo lo spunto proprio da questo
interessante articolo. Anzitutto, occorre precisare che la pista, con
i recenti lavori di asfaltatura, non è stata allungata, ma "accorciata".
La pista originale è infatti lunga oltre 2.000 metri, la pista asfaltata
è invece lunga 1.400 metri, quindi è più corta rispetto a quella di
almeno 600 metri. L'aeroporto di Foligno non si pone poi in concorrenza
con il perugino Sant'Egidio, essendo ben definiti i ruoli dei due aeroscali:
aeroporto "regionale" il Sant'Egidio, aeroporto " di interesse regionale"
quello di Foligno (come contempla la stessa legge regionale istitutiva
dei due aeroporti) con specifiche competenze e funzioni. La pista aeroportuale,
inoltre, non è affatto orientata esclusivamente verso il centro storico
della città, ma funziona secondo due direttrici di volo: sud-nord (verso
Foligno) e nord-sud (all'opposto della città, verso Spoleto e una libera
e "spaziosissima" campagna). Ed è nel rispetto di quest'ultima direttrice
che gli aerei decollano ed atterrano, salvo avverse condizioni atmosferiche.
"Rischi", quindi, di eventuali incidenti sulla città sono pressoché
inesistenti: incidenti sulla città non sono mai accaduti neanche quando
Foligno era quotidianamente sorvolata dai velocissimi Macchi 200, 202,
205, dai Fiat G.50 e G.55, nonché dai "mastodontici"
quadrimotori Piaggio P.108 di stanza all'aeroporto e dai trimotori S.81,
S.79 ed S.84 prodotti dall'AUSA. Non è preoccupante, perciò,l'eventuale
"presenza" di grossi aerei che l'articolista, con encomiabile ottimismo,
prevede potranno sorvolare Foligno addirittura ogni mezz'ora. Chiamato
in causa è anche il rombo assordante che questi grossi aerei produrrebbero
"sistematicamente" sopra le nostre teste, oltre all'inquinamento causato
dai loro gas di combustione che pure verrebbero scaricati su di noi.
E' un grido di allarme questo che coinvolge però gli aeroporti di tutto
il mondo, non certo più preoccupante se si considerano i "prodotti"
di una motorizzazione stradale sempre più sfrenata ed inarrestabile.
Infine l'aeroporto viene posto sotto accusa per un "cono di volo" che
condizionerebbe la crescita in altezza della città, compromettendo l'ulteriore
sviluppo verso l'alto dei civici palazzi a garanzia di una "Fulgida
civitas lillipuziana", seriamente menomata nella sua immagine svettante
e nelle sue aspirazioni verticistiche. Che fare, allora? Quale futuro
per questo nostro aeroporto? A questo punto, "a rigor di logica", non
ci sarebbero altre risposte da dare alle esposte riflessioni: o chiuderlo
o riservarlo esclusivamente agli "aeromobiletti" che attualmente si
librano nel cielo cittadino.
Lanfranco Cesari
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News:
Aeroporto di Foligno struttura da potenziare o da
chiudere? |
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di
Giampaolo Ceci - tratto dalla: "Gazzetta
di Foligno" del 25 novembre
2007 |
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Da qualche
tempo la Gazzetta stimola gli amministratori comunali
a prendere posizione sulle proposte formulate da imprese private
sull’uso del nostro aeroporto cittadino.
Dietro
alle pressanti sollecitazioni dell’articolista si legge il timore
che l’inerzia decisionale del comune faccia perdere
alla città un'importante ed irripetibile
occasione di sviluppo.
A mio avviso invece dalla lettura degli articoli emergono due fatti
che meritano un modesto commento.
Il primo è che le questioni legate allo sviluppo complessivo della
nostra città non sembrano oggetto di un piano organico. All’interno
di questo non sembra definito, di conseguenza, neppure quale sia il
ruolo futuro del nostro aeroporto.
Uno scalo a servizio della futura piastra logistica? Del centro di
protezione civile? Al servizio di un traffico
di merci e viaggiatori in concorrenza con quello perugino di S.
Egidio? Uno scalo riservato a voli privati o sportivi? Una struttura
da dare in gestione a compagnie magari cinesi che lo usino a scopo
privato? Chiuderlo perché inutile e usare l’area per altri scopi?
Scelte di questa natura condizionano il futuro stesso della nostra
città . Non mi sorprende affatto quindi se il comune prende tempo
prima di dare risposte ad imprese private. I danni indotti sulla
città o sulle linee di sviluppo ipotizzate potrebbero risultare
molto maggiori della utilità apparente.
Certo che bisogna rimarcare anche che questa responsabile
indeterminatezza cozza con decisioni prese recentemente che
presumono invece un disegno chiaro e delineato. Alludo alla recenti
opere di asfaltatura e a quelle legate all’allungamento della pista
che farebbero ritenere già presa la decisone di andare verso un
potenziamento dello scalo Folignate e quindi al potenziamento del
numero dei voli e al potenziamento della stazza dei velivoli in
decollo ed atterraggio.
Se queste sono le decisioni allora in effetti non si comprende
perché non siano pubbliche e cosa si aspetta a dare una risposta
positiva alle richieste degli imprenditori correndo il rischio che
si perda questa opportunità..
Se invece le decisioni sullo sviluppo dell’aeroporto non fossero già
prese allora, non si comprenderebbe perché siano stati spesi tanti
soldi per allungare ed asfaltare la pista.
Allo stato delle cose mi pare che per le implicazioni sullo sviluppo
cittadino, la richiesta degli imprenditori meritano prudenza, anzi
risulterebbe giustificata una discussione allargata in sede
consiglio comunale.
La seconda valutazione riguarda la valutazione dei rischi connessi
all’uso dell’aeroporto.
La pista dell’aeroporto di Foligno non solo è vicina al centro
abitato, ma è anche orientata verso il centro storico.
Le questioni non avrebbero rilevanza se il traffico aereo fosse
costituito da piccoli aerei da turismo come avviene ora, ma quando
atterrano carghi di medi grande portata allora la cosa cambia.
Già ora l’aeroporto col suo cono di atterraggio condiziona l’altezza
di quasi tutti gli edifici del centro impedendo, se mai fosse una
cosa positiva, lo sviluppo in altezza della città.
L’orientamento della pista produce anche pericoli di altra natura:
quello acustico ad esempio, che ora non avvertiamo per lo scarso
traffico, ma sarebbe altrettanto se decollasse un grosso aereo ogni
30 minuti? C’è poi il rischio di incidenti in fase di decollo e
atterraggio che sono oggettivamente più pericolosi per la vicinanza
col centro. Vi è poi il pericolo connesso all’inquinamento dovuto ai
gas di combustone che vengono scaricati dal cielo sulle nostre
teste; come se non fossimo già inquinati abbastanza da quelli
provenienti dal traffico cittadino.
Allora la decisione sulla funzione e lo sviluppo dell’aeroporto
cittadino, se non già presa, va ponderata due volte. Mi auguro che
da qualche parte su qualche tavolo qualcuno abbia delle proposte o
abbia già deciso cosa fare del nostro storico scalo. Mi auguro che
gentilmente, magari attraverso le pagine della gazzetta di Foligno
ce lo faccia sapere, in modo che possiamo farci una idea e valutare
le motivazioni delle decisioni assunte, per decidere con maggiori
cognizioni per chi votare alle prossime elezioni comunali.
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