Lanfranco Cesari racconta...
 

A forma di idea - Sei sulla Pagina "Lanfranco Cesari racconta... (2)"> Menu Storia  > Aeroporto di Foligno > Storia dell'aeroporto di Foligno > Flight Simulator > Mappa del Sito

Storia: Le prime "aquile d'oro" dell'Aero Club Foligno
di Lanfranco Cesari

Sono Forestino Maneggia, Gianfranco Cimica e Athos Gavina che nel 1968 hanno conseguito il brevetto di volo alla scuola di pilotaggio istituita l’anno precedente.
 
La scuola di volo a motore del dopoguerra viene istituita nel mese di settembre 1967 dall'Aero Club Foligno, che, affiliato all'Aero Club d'Italia, si è costituito tre anni prima (10 ottobre 1964) organizzando un primo corso (corso Alfa) sotto la guida dell'istruttore ingegner Franco De Angelis i cui partecipanti hanno conseguito il brevetto di primo grado volando con un aereo Macchi 416. Della commissione esaminatrice hanno fatto parte il dottor Ferdinando Marcassa, presidente, e il ragionier Quirino Scano, entrambi della direzione centrale dell'Aviazione Civile, oltre all'istruttore ing. De Angelis. L'organizzazione del corso, per la parte amministrativa, è stata curata dal colonnello Rosario Piccione, addetto alla segreteria dell'Aero Club. Nella sede dell'Aero Club sono state quindi consegnate, nel corso di una cerimonia, le "aquile d'oro" ai tre neo piloti. A Gianfranco Cimica l'ha consegnata il presidente del Club senatore avvocato Giuseppe Salari, ad Athos Gavina l'assessore provinciale ragionier Mario Villa, a Forestino Maneggia l'istruttore Franco De Angelis. Alla cerimonia sono intervenuti, oltre ai dirigenti dell'Aero Club ed ai rappresentanti degli enti che sostengono l'attività del sodalizio aeronautico cittadino, tutti gli allievi della scuola, compreso il gruppo del secondo corso (corso Bravo), che sarà chiamato a sostenere i prossimi esami. A nome degli allievi ha pronunciato beneauguranti espressioni di circostanza la signorina Omelia Mat-tonelli, studentessa universitaria, residente a Cannara, che si sta addestrando con il velivolo I-PALE (Partenavia P. 66/B). La professoressa Silvia Mosca di Foligno è un'altra allieva che frequenta la scuola con risultati soddisfacenti. Ad addestrarsi con il velivolo Partenavia I-PALE sono, tra gli altri, Giuseppe Sensi di Cannara e il romano Massimo Fiorini. Pilotando un Macchi 416, Giulio Bevilacqua ha raggiunto l'aeroporto dell'Urbe, quindi ha fatto ritorno all'aeroscalo cittadino. Altro allievo che ha spiccato il volo da solo è il concittadino Lino Belloni, 27 anni, che ha pilotato per la prima volta il velivolo I-PALE senza istruttore a bordo. A volare con il Partenavia dell'Aero Club (di cui sarà presidente da novembre 1998 a maggio 2009) è anche il 23enne folignate Mario Belloni, ufficiale pilota dell'Aeronautica Militare, poi comandante nella Compagnia aerea di bandiera.
 

 

Foligno, aeroporto, aprile 1968. Da sinistra: Athos Gavina, il senatore avvocato Giuseppe Salari, presidente dell'Aero Club, l'istruttore ingegner Franco De Angelis, Gianfranco Cimica e Forestino Maneggia.

 

Aprile 1968. Forestino Maneggia con il Macchi 416 all'aeroporto di Foligno

>>> Storia Aeroporto 

  

Storia: 1976. Bud Spencer allievo della Scuola di pilotaggio dell’Aero Club Foligno
di Lanfranco Cesari

L’attore consegue il brevetto di pilota d’aereo in agosto, dopo cinque mesi di corso frequentato con assiduità e passione. “E’ stato uno «studente» esemplare per comportamento e profitto”, dice di lui l’istruttore Gilberto Volpi.

Bud Spencer, al secolo Carlo Pederzoli, festeggia con alcuni membri della scuola di volo e dell'aeroclub folignate il conseguimento del brevetto di voloSono sempre più numerosi gli allievi che affluiscono alla fiorente scuola di pilotaggio dell’Aero Club di Foligno, istituita nel settembre 1967. C’è tra loro un noto e simpaticissimo personaggio dello schermo: il gigante buono – così lo definisce la stampa – del cinema italiano Bud Spencer, al secolo Carlo Pederzoli, ex campione olimpionico di nuoto ed eroe indiscusso dei film western del buonumore, che nel marzo 1976 si iscrive alla Scuola e cinque mesi dopo, ai primi di agosto, consegue il brevetto di pilota civile di 1º grado, superando, in questo periodo di assidua frequenza, tutte le prove richieste per l’abilitazione al volo. La Scuola di pilotaggio di volo a motore, che è diretta dal comandante Giovanni Spacca, pilota competente e valoroso sportivo, si avvale della collaborazione dell’istruttore di volo Gilberto Volpi, giovane ma esperto preparatore di aviatori. Fa parte dello staff anche l’istruttore di teoria Alberto Filippucci. Il neo pilota Bud Spencer viene festeggiato sul campo da simpatizzanti, amici e piloti con bruschetta e vino, come si conviene – scrive La Nazione – in circostanze del genere. Si è dimostrato uno studente esemplare. Dice di lui l’istruttore Volpi: “E’ stato un allievo che ha preso le cose con molta serietà sin dall’inizio del corso, così come si deve fare in questa disciplina. Ne ho preparati tanti di piloti, ma Carlo Pederzoli è stato eccezionale come comportamento e come risultati. Potrà dare grosse soddisfazioni”. Subito dopo Bud è partito per l’America per girare un film di soggetto “squisitamente aeronautico”. Un altro attore del cinema, Philippe Leroy, sarà un assiduo frequentatore dell’aeroporto folignate come allievo della Scuola di paracadutismo attiva negli anni Ottanta. Beniamino del popolo quintanaro, Leroy sarà uno dei personaggi storici più ammirati sfilando in costume seicentesco nel settembre del 1989 tra due ali di folla plaudente.
 

>>> Storia Aeroporto 

Storia: La prestigiosa Scuola Caccia dell'aeroporto di Foligno
di Lanfranco Cesari

Considerata una delle più efficienti d'Italia, ha formato molti dei nostri "cacciatori" più famosi. Dotata di un'ottantina di velivoli di vario tipo nel 1941, nell'estate del 1943 ne "contava" centoventi.


Dotata di numerosi velivoli di vario tipo, la Scuola Caccia dell'aeroporto di Foligno (istituita nel 1935) è particolarmente attiva negli anni del secondo conflitto mondiale. L'Italia è in guerra dal 10 gennaio 1940 a fianco della già belligerante Germania. Nell'estate del 1941 la Scuola, che conta centotrenta allievi piloti ufficiali e sottufficiali, ha tra l'altro in dotazione quaranta aerei tra Fiat CR. 30, Fiat CR. 32, Fiat CR. 42, Fiat G. 50, Macchi MC. 200, Nardi FN. 305, oltre a consistenti aliquote di IMAM Ro. 41, Breda Ba. 25, Breda Ba. 28 (biplano da addestramento avanzato, versione del Ba. 25 per l'impiego acrobatico), Saiman 200, Avia FL. 3. Per lo svolgimento dei programmi di volo si tiene scrupolosamente conto dello stato di efficienza degli aerei. Periodicamente, con cadenza pressoché mensile, vengono assegnati alla Scuola "nuovi" apparecchi, mentre altri vengono dismessi. A fine ottobre 1941 vengono assegnati alla Scuola undici Fiat CR. 30, diciannove Fiat CR. 32, sei Fiat CR. 42, quattordici Fiat G. 50, sei Macchi MC. 200, dodici Nardi Fn. 305, per un totale di sessantotto velivoli e vengono dismessi venticinque IMAM Ro. 41, trentasette Breda Ba. 25, sette Breda Ba. 28, quattro Saiman 200, per un totale di settantatre velivoli. Comandante dell'aeroporto è il colonnello Mario Bernini, responsabile del reparto volo il capitano Domenico Battaglia. Ventidue i piloti istruttori, fra i quali i marescialli Edoardo Adriani ed Eugenio Boranga. L'addestramento consiste in voli in formazione, pattuglia acrobatica, finta caccia con foto mitragliere, palloncini, tiri reali su sagome fisse e mobili, voli rovescio, alta acrobazia... La Scuola, che è considerata una delle più efficienti d'Italia, avrà in seguito in dotazione un numero via via crescente di velivoli di vario tipo. Nell'estate del 1943 gli aerei a disposizione saranno centoventi. Il generale Vincenzo Biani, grande esperto di volo, eroe atlantico, capo divisione operazioni dello Stato Maggiore della Regia Aeronautica durante il secondo conflitto mondiale, scriverà nel dopoguerra (settimanale "Centro Italia" del 21-27 luglio 1953) che la Scuola Caccia di Foligno e quella di Castiglione del Lago formarono centinaia di "cacciatori", tra cui i nostri assi più famosi.

 

Nelle foto, in alto: Un Fiat CR. 32 della Scuola Caccia di Foligno parcheggiato nei pressi della palazzina comando dell'aeroporto. Il CR. 32 è stato il velivolo da caccia italiano più noto nel periodo prebellico rappresentando il massimo della formula biplana. Si affermò anche in numerose manifestazioni acrobatiche di cui fu protagonista dal 1936 al 1939 sia in Italia che all'estero. Operativo su vari fronti di guerra, dopo l'occupazione di Creta (20 maggio 1941), il suo impiego fu relegato esclusivamente alle scuole di caccia. (foto archivio Scarabattieri)

Sotto: Il Macchi MC. 200 dall'entrata in guerra (10 giugno 940) fino alla resa dell'8 Settembre 1943 è stato il caccia italiano più utilizzato.

>>> Storia Aeroporto 

Storia: Aeroporto, Quale Futuro?
di Lanfranco Cesari

La legge regionale del 1971 lo classificherà “aeroporto di interesse regionale” con caratteristiche e funzioni specifiche ed interventi per il suo potenziamento mai adottati  

1970. Imbarco di passeggeri su due bimotori C.45 dell’Aeronautica Militare attivi all’aeroporto di Foligno per i voli di propaganda sul territorio 1970. Imbarco di passeggeri su due bimotori C.45 dell’Aeronautica Militare attivi all’aeroporto di Foligno per i voli di propaganda sul territorio 
Bimotore C.45 in volo (foto repertorio)

Con l’istituzione dell’Ente Regione (1970), un’analisi ed una riflessione sul ruolo e sulla funzione futura dell’aeroporto saranno fatte allorché il Consiglio regionale, dopo un ampio dibattito, stabilirà – deliberazione n. 89 del 30 marzo 1971 – che “l’aeroporto di S. Egidio è classificato regionale e verrà attrezzato al fine di renderlo agibile al traffico turistico e commerciale nazionale” e che “l’aeroporto di Foligno, di interesse regionale, verrà attrezzato in modo adeguato per scali turistici, voli charter e voli di collaudo”. Una “sentenza” frutto di una scelta politica che riconoscerà comunque la valenza regionale dell’aeroporto di Foligno pur condizionando le sue potenzialità e possibilità di sviluppo. “La presenza di due – tre aeroporti in un ambito territoriale ristretto può trovare ampie giustificazioni di ordine economico” ed è anche prevista, come si legge nell’atto deliberativo stesso del Consiglio regionale, “nel piano degli aeroporti, in linea con le indicazioni individuate nel ‘progetto 80’. La realizzazione di un solo aeroporto non esaurisce il fabbisogno, in termini di domanda di trasporto aereo (che si presenta estremamente diversificata), di tutto il territorio regionale. La preesistenza di un’infrastruttura aeroportuale a Foligno, che ha generato localizzazioni aeronautiche ed una tradizione locale che non può essere ignorata, consiglia di operare alcuni interventi di adeguamento di questo scalo regionale che, a certi livelli e in corrispondenza di particolari situazioni, possa operare a livello integrativo”. “Le caratteristiche di utilizzazione di questo aeroporto – recita ancora l’atto – saranno per un aeroturismo nazionale e internazionale. In questa maniera l’aeroporto di Foligno potrà assolvere importanti funzioni sussidiarie e specifiche pure a sostegno dell’industria aeronautica”. Nell’atto deliberativo anche per l’aeroporto di Foligno vengono descritti gli interventi da adottare per il suo potenziamento e le relative valutazioni economiche. Ma saranno soltanto “promesse” dei consiglieri regionali dell’epoca, poi non mantenute.

 

Nelle foto, da sinistra: 1970. Imbarco di passeggeri su due bimotori C.45 dell’Aeronautica Militare attivi all’aeroporto di Foligno per i voli di propaganda sul territorio  - Bimotore C.45 in volo (foto repertorio)

>>> Storia Aeroporto 

Storia: 1964. A Foligno si torna a volare
di Lanfranco Cesari


Nasce l’Aeroclub sotto l’egida dell’Aeroclub d’Italia. Primo presidente è il senatore avvocato Giuseppe Salari. Gli altri membri del Consiglio direttivo del neonato sodalizio. La “rinascita” dell’aeroporto. 
1968. Uno dei “Partenavia” (in primo piano) e i due “Macchi 416” allora in dotazione all’AeroclubPerse le tracce (durante il secondo conflitto mondiale) del Reale Aeroclub di Foligno fondato nel 1928, bisogna risalire al 1964, anno in cui viene costituito l’Aero Club Foligno sotto l’egida dell’Aero Club d’Italia. Il nuovo sodalizio, che si costituisce il 10 Ottobre ’64, assume l’esercizio dell’aeroporto e qui stabilisce la sua sede. I componenti del suo primo Consiglio direttivo, che si possono considerare i fautori della ripresa dell’attività aeronautica a Foligno nel
dopoguerra, sono il senatore avvocato Giuseppe Salari (presidente), il dottor Giovanni Cantù, l’avvocato Giuseppe Galligari, l’avvocato Claudio Michelangeli, il cavalier Vincenzo Moriconi, il dottor Giovanni Battista Natalucci, l’avvocato Amilcare Ottaviani. Questi cittadini guideranno il “primo” cammino del sodalizio (al quale sarà conferita personalità giuridica con DPR 25 luglio 1969, n.633) “con encomiabile competenza, con esemplare dedizione, con ferma volontà e con giovanile entusiasmo”. L’iniziativa di “ridare vita” all’aeroporto ha il sostegno delle autorità aeronautiche, degli enti, in primis dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo (presidente Stefano Ponti),Aeroporto di Foligno, 1968. Il senatore Giuseppe Salari,presidente dell’Aero Club, il maresciallo Clodoveo Tacconi,presidente della sezione di Foligno dell’Associazione Arma Aeronautica, e l’onorevole Achille Cruciani, in attesa di salire a bordo di uno dei bimotori C. 45 messi a disposizione dall’Aeronautica dell’Amministrazione comunale (sindaco Sante Brinati, vice sindaco Stefano Ponti), dell’opinione pubblica e dei cittadini che hanno sempre a cuore le sorti del loro campo d’aviazione.

La prima manifestazione aerea nazionale e la Scuola di pilotaggio.

Una data importante è quella di domenica 23 maggio 1965. L’aeroporto ospita la prima “grande” manifestazione aerea nazionale (la prima di altre successive quattordici edizioni) promossa e organizzata dall’Azienda di Soggiorno e Turismo e dall’Aeroclub, unitamente ad un avioraduno che vede la partecipazione di numerosi velivoli provenienti da varie parti d’Italia. La manifestazione, che richiama all’aeroporto migliaia di spettatori dall’Umbria e da fuori regione, ha come momento principale d’attrazione l’esibizione della pattuglia acrobatica nazionale con gli aviogetti Fiat G. 91. Nel mese di settembre 1967 viene istituita dall’Aeroclub la Scuola di volo a motore. Dieci anni dopo sarà istituita la Scuola di volo a vela. Come primo passo verso la riattivazione degli impianti, l’aeroporto viene dotato di un hangar Rommey (12x30) ceduto dalle FF.SS. all’Aeroclub per il ricovero degli aerei. Verrà poi realizzata anche un’aviorimessa metallica Franchi (15x15) ad iniziativa dell’Aviazione Civile e dell’Aeronautica Militare. Dopo due aerei Macchi 416 acquistati dall’Aeronautica Militare (I-QUIN e I-FOLY), l’Aeroclub procederà
nel 1968-69, per le crescenti necessità della Scuola di pilotaggio, all’acquisto di due Partenavia (I-PALE e I-TOPY). Sede designata dell’Aero Club con le due Scuole di volo è il piano terra della palazzina che fu a suo tempo uno dei tre “corpi” che costituivano la caserma dell’aeroporto.
Preziosa, per la fattiva collaborazione, è la presenza delle Officine Aeronautiche OMA Tonti a confine con l’area aeroportuale.

 

Nella foto in alto a sinistra: 1968. Uno dei “Partenavia” (in primo piano) e i due “Macchi 416” allora in dotazione all’Aeroclub.

A destra: Aeroporto di Foligno, 1968. Il senatore Giuseppe Salari,presidente dell’Aero Club, il maresciallo Clodoveo Tacconi,presidente della sezione di Foligno dell’Associazione Arma Aeronautica, e l’onorevole Achille Cruciani, in attesa di salire a bordo di uno dei bimotori C. 45 messi a disposizione dall’Aeronautica
Militare per i voli di propaganda sul territorio.

>>> Storia Aeroporto 

Storia: Ottanta anni fa "nasceva" il Reale Aero Club di Foligno
di Lanfranco Cesari

 
Ad istituirlo furono due "comitati d'onore" e un comitato esecutivo

 

Con lusinghiere prospettive, nasce la sezione di Foligno del Reale Aero Club d’Italia, istituito con regio decreto del 23 luglio 1926. È il 10 marzo 1928. La presiede un comitato d'onore del quale fanno parte il podestà on. ingegner Romolo Raschi presidente, il colonnello Mario Maritano, comandante del Presidio Militare, il cavalier Eugenio Marsano, commissario di P. S., l'avvocato Gustavo De Luca, console della Milizia, il dottor Renato Napoli, segretario politico, il cavalier Giovanni Sorbi, presidente della Cassa di Risparmio, il marchese dottor Rolando Rolandi Ricci, l'ingegner Piero Agazzi, l’ingegner Pietro Mazzoleni, Sante Luchetti, Alberto Presenzini Mattoli. E si attiva anche un comitato d'onore femminile con la nobildonna Anna Giorgi Casagrande, presidentessa, la contessa Grazia Pandolfi Elmi, Maria Duranti Albertazzi, Giovanna Galligari, Angelina Bonaca. Il comitato esecutivo della sezione è formato da Amedeo Gubbini, ex pilota, presidente, Vincenzo Moretti, cassiere, Bruno Boschi, Ivan Bordoni e Sante Santarelli. La sezione, già all'inizio, conta circa trecento iscritti. E una quarantina di aderenti conta il gruppo femminile ancora in via di costituzione. Il podestà Raschi delibera di iscrivere il Comune di Foligno, in qualità di socio benemerito, al Reale Aero Club d’Italia, versando alla sezione la somma di lire 1000.

Attività e programmi - L'attività del sodalizio riguarda anzitutto l’impianto di una stazione meteorologica con la pubblicazione giornaliera dei dati e delle previsioni del tempo, quindi lo svolgimento di corsi e lezioni per la divulgazione dell’aeronautica rivolti in particolare agli studenti, l’effettuazione di un corso premilitare tecnico-pratico per montatori e motoristi d'aviazione presso la Regia Scuola Industriale di Foligno, l'istituzione di voli turistici e di una scuola per allievi piloti. In programma, inoltre, manifestazioni aeree e voli di propaganda, gite di istruzione in vari campi d'aviazione, concorsi a premi riservati a Giovani costruttori di modelli d'aeroplano. Conforta l'impegno dei dirigenti l'orinai ricorrente motto “Volare necesse est”. La sede della sezione, nei locali del Circolo Nuovo, viene abbellita con immagini di tema aeronautico e fotografie dei maggiori assi dell’aviazione. La signora Francesca Palli Deaglio. madre del capitano Natale Palli, pilota dell’aereo di D'Annunzio nello storico volo su Vienna, invia da Casal Monferrato una foto del figlio nel nono anniversario della morte. Da Lugo di Romagna il commendator Enrico Baracca, padre del grande asso Francesco, invia una foto del figlio con dedica. Tra le altre foto, quella dell'asso umbro capitano pilota Leopoldo Eleuteri, inviata dalla famiglia, e quella del generale Umberto Nobile con dedica e firma autografa.

Una “consolidata” tradizione aeronautica - “La presenza di un Aero Club così impegnato costituisce un importante contributo - commentano i giornali - allo sviluppo e alla valorizzazione del nostro Campo di Marte”, sempre più risolutamente avviato ad un utilizzo della sua intera area, destinata esclusivamente all'attività aviatoria. L'istituzione della Scuola Militare di pilotaggio (1935) consacrerà in via definitiva la vocazione aviatoria di quell’area, ma dell'attività del "Reale Aero Club" di Foligno cominceranno ad aversi, da allora, notizie sempre più vaghe e frammentarie. E si ha ragione di ritenere che tale attività sia andata via via perdendo d'interesse, fino a non avere più pratici riscontri al momento dell’entrata dell'Italia nel secondo conflitto mondiale (10 giugno 1940). Dell'Aero Club Foligno si tornerà a parlare soltanto nel dopoguerra inoltrato. E sarà nel 1964 che “risorgerà”, sotto l'egida dell'Aero Club d'Italia, con programmi sempre più ambiziosi, perpetuando una ormai consolidata tradizione aeronautica anche a livello istruttivo, turistico e propagandistico.

 

>>> Storia Aeroporto 

 

La foto dei generale Umberto Nobile da lui inviata con dedica al Reale Aero Club di Foligno nel marzo 1928 (Archivio Laureati)

 

Storia: Gennaio 1937. Cade, in fase di atterraggio, un "CR. Asso" della Scuola di pilotaggio dell'aeroporto di Foligno 
di Lanfranco Cesari

    

 

I resti del "CR. Asso" dell'allievo Augusto Ballola, precipitato nella campagna di Casevecchie il 21 gennaio 1937 (Archivio Marchionni)
   


1937. Altro "CR. Asso" della Scuola dell'Aeronautica Militare "incidentato" sul camo d'aviazione di Foligno (Archivio Marchionni)

E' il primo incidente mortale che accade a due anni dalla istituzione della Scuola

 

Giovedì 21 gennaio 1937 l'attività della Scuola Allievi Ufficiali piloti dell'aeroporto di Foligno è funestata da un grave incidente: il primo da quando la Scuola è stata istituita (1935).
Muore, precipitando con il "suo" velivolo presso Casevecchie, il sottotenente di complemento allievo Augusto Carli Ballola, 27 anni, di Rovigo. Nella sua relazione, il comandante dell'aeroporto maggiore pilota Sandro Serafini descrive l'incidente rilevando che l'allievo, alle ore 16.40 (visibilità e condizioni atmosferiche buone), "era decollato con un apparecchio CR. Asso ed aveva eseguito regolarmente due virate per compiere il giro del campo, ma nella terza virata a sinistra, per disporsi all'atterraggio, errava nella manovra richiamando insistentemente l'aereo che, per poca velocità, accennava a scivolare d'ala, così da cadere a destra in stretta spirale fino a terra".
I primi soccorritori giunti, attraverso la campagna, sul luogo dell'incidente, trovarono il pilota cadavere (con il paracadute ancora assicurato alla cintura) fuori dall'apparecchio, caduto sopra un albero. Solenni le onoranze rese alla salma dello sfortunato allievo. Nella Chiesa Cattedrale, adorna di fiori e di corone, il rito fu celebrato alla presenza dei familiari, del podestà Castone Biondi, del comandante Serafini, di autorità e rappresentanze di associazioni civili e militari, delle organizzazioni politiche, degli allievi della Scuola e di una moltitudine di cittadini. Quindi, preceduto dal "concerto comunale", il corteo funebre mosse verso il civico cimitero dove, per disposizione del podestà, la salma fu sepolta.
"In alto, sotto un cielo sereno come di gloria - scrisse la Gazzetta di Foligno - laceravano l'aria con il loro caratteristico rombo sibilante, tre apparecchi della squadriglia dell'allievo scomparso, omaggio severo ma affettuoso dei suoi compagni di ardimento". "E' stato il primo e - auspicò la Gazzetta - vogliamo augurarci l'ultimo luttuoso incidente che ha colpito la balda famiglia degli avieri di Foligno". Purtroppo, non sarà l'ultimo. Pur se funestata da altri incidenti, l'attività della Scuola di volo dell'Aeronautica Militare allora diretta dal maggiore Serafini (poi promosso tenente colonnello) si intensificherà nel corso del 1937. Anche sei piloti spagnoli saranno in forza alla Scuola e si addestreranno sul campo d'aviazione di Foligno.

 

>>> Storia Aeroporto 

     

 

 

 

Online dall'1/03/2003