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Storia:
Le prime "aquile d'oro" dell'Aero Club Foligno |
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di Lanfranco Cesari
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Sono Forestino Maneggia, Gianfranco Cimica e Athos Gavina che nel 1968
hanno conseguito il brevetto di volo alla scuola di pilotaggio istituita
l’anno precedente.
La scuola di volo a
motore del dopoguerra viene istituita nel mese di settembre 1967 dall'Aero
Club Foligno, che, affiliato all'Aero Club d'Italia, si è costituito tre
anni prima (10 ottobre 1964) organizzando un primo corso
(corso Alfa) sotto la guida dell'istruttore ingegner Franco De
Angelis i cui partecipanti hanno conseguito il
brevetto di primo grado volando con un aereo Macchi 416. Della
commissione esaminatrice hanno fatto parte il dottor Ferdinando Marcassa,
presidente, e il ragionier Quirino Scano,
entrambi della direzione centrale dell'Aviazione Civile, oltre
all'istruttore ing. De Angelis. L'organizzazione del corso, per la parte
amministrativa, è stata curata dal colonnello Rosario Piccione, addetto
alla segreteria dell'Aero Club. Nella sede dell'Aero Club sono state
quindi consegnate, nel corso di una cerimonia, le "aquile d'oro" ai tre
neo piloti. A Gianfranco Cimica l'ha consegnata il presidente del Club
senatore avvocato Giuseppe Salari, ad Athos Gavina
l'assessore provinciale ragionier Mario Villa, a Forestino
Maneggia l'istruttore Franco De Angelis. Alla cerimonia sono
intervenuti, oltre ai dirigenti dell'Aero Club ed ai rappresentanti
degli enti che sostengono l'attività del sodalizio aeronautico
cittadino, tutti gli allievi della scuola, compreso il gruppo del
secondo corso (corso Bravo), che sarà chiamato a sostenere i prossimi
esami. A nome degli allievi ha pronunciato beneauguranti espressioni di
circostanza la signorina Omelia Mat-tonelli, studentessa universitaria,
residente a Cannara, che si sta addestrando con il velivolo I-PALE
(Partenavia P. 66/B). La professoressa Silvia Mosca di Foligno è
un'altra allieva che frequenta la scuola con risultati soddisfacenti. Ad
addestrarsi con il velivolo Partenavia I-PALE sono, tra gli altri,
Giuseppe Sensi di Cannara e il romano Massimo Fiorini. Pilotando un
Macchi 416, Giulio Bevilacqua ha raggiunto l'aeroporto dell'Urbe, quindi
ha fatto ritorno all'aeroscalo cittadino. Altro allievo che ha spiccato
il volo da solo è il concittadino Lino Belloni, 27 anni, che ha pilotato
per la prima volta il velivolo I-PALE senza istruttore a bordo. A volare
con il Partenavia dell'Aero Club (di cui sarà presidente da novembre
1998 a maggio 2009) è anche il 23enne folignate Mario Belloni, ufficiale
pilota dell'Aeronautica Militare, poi comandante nella Compagnia aerea
di bandiera.
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Foligno, aeroporto, aprile
1968. Da sinistra: Athos Gavina, il senatore avvocato
Giuseppe Salari, presidente dell'Aero Club, l'istruttore
ingegner Franco De Angelis, Gianfranco Cimica e Forestino
Maneggia. |
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Aprile 1968. Forestino
Maneggia con il Macchi 416 all'aeroporto di Foligno |
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Storia Aeroporto
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Storia:
1976. Bud Spencer allievo
della Scuola di pilotaggio dell’Aero Club Foligno |
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di Lanfranco Cesari
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L’attore consegue il brevetto di pilota d’aereo in agosto, dopo cinque
mesi di corso frequentato con assiduità e passione. “E’ stato uno
«studente» esemplare per comportamento e profitto”, dice di lui
l’istruttore Gilberto Volpi.
Sono
sempre più numerosi gli allievi che affluiscono alla fiorente scuola di
pilotaggio dell’Aero Club di Foligno, istituita nel settembre 1967. C’è
tra loro un noto e simpaticissimo personaggio dello schermo: il gigante
buono – così lo definisce la stampa – del cinema italiano Bud Spencer,
al secolo Carlo Pederzoli, ex campione olimpionico di nuoto ed eroe
indiscusso dei film western del buonumore, che nel marzo 1976 si iscrive
alla Scuola e cinque mesi dopo, ai primi di agosto, consegue il brevetto
di pilota civile di 1º grado, superando, in questo periodo di assidua
frequenza, tutte le prove richieste per l’abilitazione al volo. La
Scuola di pilotaggio di volo a motore, che è diretta dal comandante
Giovanni Spacca, pilota competente e valoroso sportivo, si avvale della
collaborazione dell’istruttore di volo Gilberto Volpi, giovane ma
esperto preparatore di aviatori. Fa parte dello staff anche l’istruttore
di teoria Alberto Filippucci. Il neo pilota Bud Spencer viene
festeggiato sul campo da simpatizzanti, amici e piloti con bruschetta e
vino, come si conviene – scrive La Nazione – in circostanze del genere.
Si è dimostrato uno studente esemplare. Dice di lui l’istruttore Volpi:
“E’ stato un allievo che ha preso le cose con molta serietà sin
dall’inizio del corso, così come si deve fare in questa disciplina. Ne
ho preparati tanti di piloti, ma Carlo Pederzoli è stato eccezionale
come comportamento e come risultati. Potrà dare grosse soddisfazioni”.
Subito dopo Bud è partito per l’America per girare un film di soggetto
“squisitamente aeronautico”. Un altro attore del cinema, Philippe Leroy,
sarà un assiduo frequentatore dell’aeroporto folignate come allievo
della Scuola di paracadutismo attiva negli anni Ottanta. Beniamino del
popolo quintanaro, Leroy sarà uno dei personaggi storici più ammirati
sfilando in costume seicentesco nel settembre del 1989 tra due ali di
folla plaudente.
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Storia Aeroporto
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Storia:
La prestigiosa Scuola
Caccia dell'aeroporto di Foligno |
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di Lanfranco Cesari
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Considerata una delle più
efficienti d'Italia, ha formato molti dei nostri "cacciatori"
più famosi. Dotata di un'ottantina di velivoli di vario tipo nel
1941, nell'estate del 1943 ne "contava" centoventi.
Dotata
di numerosi velivoli di vario tipo, la Scuola Caccia
dell'aeroporto di Foligno (istituita nel 1935) è particolarmente
attiva negli anni del secondo conflitto mondiale. L'Italia è in
guerra dal 10 gennaio 1940 a fianco della già belligerante
Germania. Nell'estate del 1941 la Scuola, che conta centotrenta
allievi piloti ufficiali e sottufficiali, ha tra l'altro in
dotazione quaranta aerei tra Fiat CR. 30, Fiat CR. 32, Fiat CR.
42, Fiat G. 50, Macchi MC. 200, Nardi FN. 305, oltre a
consistenti aliquote di IMAM Ro. 41, Breda Ba. 25, Breda Ba. 28
(biplano da addestramento avanzato, versione del Ba. 25 per
l'impiego acrobatico), Saiman 200, Avia FL. 3. Per lo
svolgimento dei programmi di volo si tiene scrupolosamente conto
dello stato di efficienza degli aerei. Periodicamente, con
cadenza pressoché mensile, vengono assegnati alla Scuola "nuovi"
apparecchi, mentre altri vengono dismessi. A fine ottobre 1941
vengono assegnati alla Scuola
undici
Fiat CR. 30, diciannove Fiat CR. 32, sei Fiat CR. 42,
quattordici Fiat G. 50, sei Macchi MC. 200, dodici Nardi Fn.
305, per un totale di sessantotto velivoli e vengono dismessi
venticinque IMAM Ro. 41, trentasette Breda Ba. 25, sette Breda
Ba. 28, quattro Saiman 200, per un totale di settantatre
velivoli. Comandante dell'aeroporto è il colonnello Mario
Bernini, responsabile del reparto volo il capitano Domenico
Battaglia. Ventidue i piloti istruttori, fra i quali i
marescialli Edoardo Adriani ed Eugenio Boranga. L'addestramento
consiste in voli in formazione, pattuglia acrobatica, finta
caccia con foto mitragliere, palloncini, tiri reali su sagome
fisse e mobili, voli rovescio, alta acrobazia... La Scuola, che
è considerata una delle più efficienti d'Italia, avrà in seguito
in dotazione un numero via via crescente di velivoli di vario
tipo. Nell'estate del 1943 gli aerei a disposizione saranno
centoventi. Il generale Vincenzo Biani, grande esperto di volo,
eroe atlantico, capo divisione operazioni dello Stato Maggiore
della Regia Aeronautica durante il secondo conflitto mondiale,
scriverà nel dopoguerra (settimanale "Centro Italia" del 21-27
luglio 1953) che la Scuola Caccia di Foligno e quella di
Castiglione del Lago formarono centinaia di "cacciatori", tra
cui i nostri assi più famosi.
Nelle foto, in alto: Un
Fiat CR. 32 della Scuola Caccia di Foligno parcheggiato nei
pressi della palazzina comando dell'aeroporto. Il CR. 32 è stato
il velivolo da caccia italiano più noto nel periodo prebellico
rappresentando il massimo della formula biplana. Si affermò
anche in numerose manifestazioni acrobatiche di cui fu
protagonista dal 1936 al 1939 sia in Italia che all'estero.
Operativo su vari fronti di guerra, dopo l'occupazione di Creta
(20 maggio 1941), il suo impiego fu relegato esclusivamente alle
scuole di caccia. (foto archivio Scarabattieri)
Sotto:
Il Macchi MC. 200
dall'entrata in guerra (10 giugno 940) fino alla resa dell'8
Settembre 1943 è stato il caccia italiano più utilizzato.
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Storia Aeroporto
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Storia:
Aeroporto, Quale Futuro? |
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di Lanfranco Cesari
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La legge regionale del 1971 lo
classificherà “aeroporto di interesse regionale” con
caratteristiche e funzioni specifiche ed interventi per il suo
potenziamento mai adottati

Con l’istituzione dell’Ente
Regione (1970), un’analisi ed una riflessione sul ruolo e sulla
funzione futura dell’aeroporto saranno fatte allorché il
Consiglio regionale, dopo un ampio dibattito, stabilirà –
deliberazione n. 89 del 30 marzo 1971 – che “l’aeroporto di S.
Egidio è classificato regionale e verrà attrezzato al fine di
renderlo agibile al traffico turistico e commerciale nazionale”
e che “l’aeroporto di Foligno, di interesse regionale, verrà
attrezzato in modo adeguato per scali
turistici, voli charter e voli di collaudo”. Una “sentenza”
frutto di una scelta politica che riconoscerà comunque la
valenza regionale dell’aeroporto di
Foligno pur condizionando le sue potenzialità e possibilità di
sviluppo. “La presenza di due – tre aeroporti in un ambito
territoriale ristretto può trovare ampie giustificazioni di
ordine economico” ed è anche prevista, come si legge nell’atto
deliberativo stesso del Consiglio regionale, “nel piano degli
aeroporti, in linea con le indicazioni individuate nel ‘progetto
80’. La realizzazione di un solo aeroporto non esaurisce il
fabbisogno, in termini di domanda di trasporto aereo
(che si presenta estremamente diversificata), di tutto il
territorio regionale. La preesistenza di un’infrastruttura
aeroportuale a Foligno, che ha generato localizzazioni
aeronautiche ed una tradizione locale che non può essere
ignorata, consiglia di operare alcuni interventi di adeguamento
di questo scalo regionale che, a certi
livelli e in corrispondenza di particolari situazioni,
possa operare a livello integrativo”. “Le caratteristiche di
utilizzazione di questo aeroporto –
recita ancora l’atto – saranno per un aeroturismo nazionale e
internazionale. In questa maniera l’aeroporto di Foligno potrà
assolvere importanti funzioni sussidiarie e specifiche pure a
sostegno dell’industria aeronautica”. Nell’atto deliberativo
anche per l’aeroporto di Foligno vengono descritti gli
interventi da adottare per il suo potenziamento e le relative
valutazioni economiche. Ma saranno soltanto “promesse” dei
consiglieri regionali dell’epoca, poi non mantenute.
Nelle foto, da sinistra: 1970.
Imbarco di passeggeri su due bimotori C.45 dell’Aeronautica
Militare attivi all’aeroporto di Foligno per i voli di
propaganda sul territorio - Bimotore C.45 in volo (foto
repertorio)
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Storia Aeroporto
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Storia:
1964. A
Foligno si torna a volare |
|
di Lanfranco Cesari
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Nasce l’Aeroclub sotto l’egida dell’Aeroclub
d’Italia. Primo presidente è il senatore avvocato Giuseppe
Salari. Gli altri membri del Consiglio direttivo del neonato
sodalizio. La “rinascita” dell’aeroporto.
Perse
le tracce (durante il secondo conflitto mondiale) del Reale
Aeroclub di Foligno fondato nel 1928, bisogna risalire al 1964,
anno in cui viene costituito l’Aero Club Foligno sotto l’egida
dell’Aero Club d’Italia. Il nuovo sodalizio, che si costituisce
il 10 Ottobre ’64, assume l’esercizio dell’aeroporto e qui
stabilisce la sua sede. I componenti del suo primo Consiglio
direttivo, che si possono considerare i fautori della ripresa
dell’attività aeronautica a Foligno nel
dopoguerra, sono il senatore avvocato Giuseppe Salari
(presidente), il dottor Giovanni Cantù, l’avvocato Giuseppe
Galligari, l’avvocato Claudio Michelangeli, il cavalier Vincenzo
Moriconi, il dottor Giovanni Battista Natalucci, l’avvocato
Amilcare Ottaviani. Questi cittadini guideranno il “primo”
cammino del sodalizio (al quale sarà conferita personalità
giuridica con DPR 25 luglio 1969, n.633) “con encomiabile
competenza, con esemplare dedizione, con ferma volontà e con
giovanile entusiasmo”. L’iniziativa di “ridare vita”
all’aeroporto ha il sostegno delle autorità aeronautiche, degli
enti, in primis dell’Azienda Autonoma di
Soggiorno e Turismo (presidente Stefano Ponti),
dell’Amministrazione comunale (sindaco Sante Brinati, vice
sindaco Stefano Ponti), dell’opinione pubblica e dei cittadini
che hanno sempre a cuore le sorti del loro campo d’aviazione.
La prima manifestazione aerea nazionale e la Scuola di
pilotaggio.
Una data importante è quella di domenica 23 maggio 1965.
L’aeroporto ospita la prima “grande” manifestazione aerea
nazionale (la prima di altre successive quattordici edizioni)
promossa e organizzata dall’Azienda di Soggiorno e Turismo e
dall’Aeroclub, unitamente ad un avioraduno che vede la
partecipazione di numerosi velivoli provenienti da varie parti
d’Italia. La manifestazione, che richiama all’aeroporto migliaia
di spettatori dall’Umbria e da fuori regione, ha come momento
principale d’attrazione l’esibizione della pattuglia acrobatica
nazionale con gli aviogetti Fiat G. 91. Nel mese di settembre
1967 viene istituita dall’Aeroclub la Scuola di volo a motore.
Dieci anni dopo sarà istituita la Scuola di volo a vela. Come
primo passo verso la riattivazione degli impianti, l’aeroporto
viene dotato di un hangar Rommey (12x30) ceduto dalle FF.SS.
all’Aeroclub per il ricovero degli aerei. Verrà poi realizzata
anche un’aviorimessa metallica Franchi (15x15) ad iniziativa
dell’Aviazione Civile e dell’Aeronautica Militare. Dopo due
aerei Macchi 416 acquistati dall’Aeronautica Militare (I-QUIN e
I-FOLY), l’Aeroclub procederà
nel 1968-69, per le crescenti necessità della Scuola di
pilotaggio, all’acquisto di due Partenavia (I-PALE e I-TOPY).
Sede designata dell’Aero Club con le due Scuole di volo è il
piano terra della palazzina che fu a suo tempo uno dei tre
“corpi” che costituivano la caserma dell’aeroporto.
Preziosa, per la fattiva collaborazione, è la presenza delle
Officine Aeronautiche OMA Tonti a confine con l’area
aeroportuale.
Nella foto in alto a sinistra:
1968. Uno dei “Partenavia” (in primo piano) e i due “Macchi 416”
allora in dotazione all’Aeroclub.
A destra: Aeroporto di Foligno,
1968. Il senatore Giuseppe Salari,presidente dell’Aero Club, il
maresciallo Clodoveo Tacconi,presidente della sezione di Foligno
dell’Associazione Arma Aeronautica, e l’onorevole Achille
Cruciani, in attesa di salire a bordo di uno dei bimotori C. 45
messi a disposizione dall’Aeronautica
Militare per i voli di propaganda sul territorio.
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Storia Aeroporto
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Storia:
Ottanta anni fa "nasceva" il Reale Aero Club di
Foligno |
|
di Lanfranco Cesari
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Ad istituirlo furono due "comitati d'onore" e un comitato esecutivo
Con lusinghiere prospettive, nasce la
sezione di Foligno del Reale Aero Club d’Italia, istituito con regio
decreto del 23 luglio 1926. È il 10 marzo 1928. La presiede un comitato
d'onore del quale fanno parte il podestà on. ingegner Romolo Raschi
presidente, il colonnello Mario Maritano, comandante del Presidio
Militare, il cavalier Eugenio Marsano, commissario di P. S., l'avvocato
Gustavo De Luca, console della Milizia, il dottor Renato Napoli,
segretario politico, il cavalier Giovanni Sorbi, presidente della Cassa
di Risparmio, il marchese dottor Rolando Rolandi Ricci, l'ingegner Piero
Agazzi, l’ingegner Pietro Mazzoleni, Sante Luchetti, Alberto Presenzini
Mattoli. E si attiva anche un comitato d'onore femminile con la
nobildonna Anna Giorgi Casagrande, presidentessa, la contessa Grazia
Pandolfi Elmi, Maria Duranti Albertazzi, Giovanna Galligari, Angelina
Bonaca. Il comitato esecutivo della sezione è formato da Amedeo Gubbini,
ex pilota, presidente, Vincenzo Moretti, cassiere, Bruno Boschi, Ivan
Bordoni e Sante Santarelli. La sezione, già all'inizio, conta circa
trecento iscritti. E una quarantina di aderenti conta il gruppo
femminile ancora in via di costituzione. Il podestà Raschi delibera di
iscrivere il Comune di Foligno, in qualità di socio benemerito, al Reale
Aero Club d’Italia, versando alla sezione la somma di lire 1000.
Attività e programmi
- L'attività del sodalizio riguarda anzitutto l’impianto di una
stazione meteorologica con la pubblicazione giornaliera dei dati e delle
previsioni del tempo, quindi lo svolgimento di corsi e lezioni per la
divulgazione dell’aeronautica rivolti in particolare agli studenti,
l’effettuazione di un corso premilitare tecnico-pratico per montatori e
motoristi d'aviazione presso la Regia Scuola Industriale di Foligno,
l'istituzione di voli turistici e di una scuola per allievi piloti. In
programma, inoltre, manifestazioni aeree e voli di propaganda, gite di
istruzione in vari campi d'aviazione, concorsi a premi riservati a
Giovani costruttori di modelli d'aeroplano. Conforta l'impegno dei
dirigenti l'orinai ricorrente motto “Volare necesse est”. La sede della
sezione, nei locali del Circolo Nuovo, viene abbellita con immagini di
tema aeronautico e fotografie dei maggiori assi dell’aviazione. La
signora Francesca Palli Deaglio. madre del capitano Natale Palli, pilota
dell’aereo di D'Annunzio nello storico volo su Vienna, invia da Casal
Monferrato una foto del figlio nel nono anniversario della morte. Da
Lugo di Romagna il commendator Enrico Baracca, padre del grande asso
Francesco, invia una foto del figlio con dedica. Tra le altre foto,
quella dell'asso umbro capitano pilota Leopoldo Eleuteri, inviata dalla
famiglia, e quella del generale Umberto Nobile con dedica e firma
autografa.
Una “consolidata” tradizione aeronautica
- “La presenza di un Aero Club così impegnato
costituisce un importante contributo - commentano i giornali - allo
sviluppo e alla valorizzazione del nostro Campo di Marte”, sempre più
risolutamente avviato ad un utilizzo della sua intera area, destinata
esclusivamente all'attività aviatoria. L'istituzione della Scuola
Militare di pilotaggio (1935) consacrerà in via definitiva la vocazione
aviatoria di quell’area, ma dell'attività del "Reale Aero Club" di
Foligno cominceranno ad aversi, da allora, notizie sempre più vaghe e
frammentarie. E si ha ragione di ritenere che tale attività sia andata
via via perdendo d'interesse, fino a non avere più pratici riscontri al
momento dell’entrata dell'Italia nel secondo conflitto mondiale (10
giugno 1940). Dell'Aero Club Foligno si tornerà a parlare soltanto nel
dopoguerra inoltrato. E sarà nel 1964 che “risorgerà”, sotto l'egida
dell'Aero Club d'Italia, con programmi sempre più ambiziosi, perpetuando
una ormai consolidata tradizione aeronautica anche a livello istruttivo,
turistico e propagandistico.
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Storia Aeroporto
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La foto dei generale Umberto
Nobile da lui inviata con dedica al Reale Aero Club di Foligno
nel marzo 1928 (Archivio Laureati)
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