Calendario dell'avvento - ogni giorno prima di Natale una sorpresa per grandi e piccini

Calendario dell'Avvento 01 dicembre

 

 

7 dicembre
 

Mancano 18 giorni
a Natale

 


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Nel presepe si sono sempre visti gli animali più disparati o meglio i vari animali che contestualmente dovevano essere presenti a seconda dello stile scelto. Il presepe storico, ambientato nei luoghi dove realmente si svolsero i fatti, vede animali come il cammello o, anche se impropriamente, qualcuno vi inserisce anche l'elefante, mentre nei presepi popolari, all'italiana, gli animali sono quelli delle nostre parti galli, galline, maiali, tacchini, oche, caprette, cani, gatti e chi più ne ha più ne metta. Io ho trovato questa simpatica filastrocca che parla degli animali che invece sono sempre presenti nel presepe, qualunque sia il suo stile e che sono anche ricordati nelle scritture.

 
   Gli animali amici
    

 
Gesù, fratello buono e gentile,
nacque in un umile e povero ovile.
Attorno a lui gli animali amici a gioire

Gesù, fratello buono e gentile,
"lo" disse l'asino scuro e arruffato,
"io la madre per monti e valli ho portato
a Betlemme sana e salva sul mio dorso scalcagnato",
"lo" disse l'asino scuro e arruffato,

"Io" disse la mucca, bianca e amaranto,
"Io gli ho dato la mangiatoia e non soltanto,
ma anche il mio fieno ed è per me un vanto"
"Io" disse la mucca, tutta bianca e amaranto.

"Io" disse la pecora dalle corna arricciate.
"Io gli ho dato la mia lana perché
le sue membra fossero riscaldate,
indossava il mio vello la mattina di Natale
sulle colline ghiacciate"
"Io" disse la pecora dalle corna arricciate.

"Io" disse la colomba dalla trave lassù.
"Io l'ho cullato perché non piangesse facendo tu tu
e insieme al mio compagno ho tubato
per rassicurare il bimbo laggiù"
"Io" disse la colomba dalla trave lassù.

E così ogni bestia, per un incantesimo piccino
Era felice di raccontare il suo dono piccolino
A Gesù Bambino
A Gesù Bambino.
 

 
 Consigli Utili

Da costruire

 

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I miei Originali
Auguri di Natale

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i disegni di Natale

 

 Allegoria e significato degli animali del presepio 

Il Bue e l'asinello, figure immancabili nel presepe tradizionale.Come ho già detto, nel presepio compaiono numerosi animali. L'asino è collocato nella stalla dietro la mangiatoia che ospita Gesù, ed è, secondo alcuni, lo stesso asino che avrebbe accompagnato Maria e Giuseppe nel loro viaggio. Nonostante il bue sia, come l'asino, citato solo in fonti apocrife, è considerato da tutti un elemento basilare. Secondo alcuni avrebbe indicato, con i suoi muggiti, alla Sacra Famiglia, l'esistenza della stalla. Altri ritengono che il bue e l'asino sarebbero un'allegoria dei due ladroni che Gesù incontrerà al momento della crocifissione, altri ancora li identificano con una simbologia del popolo dei Giudei e dei Gentili. Gli altri animali sono solo scenografici e ad essi normalmente non si assegna alcun significato particolare.

   
 STORIE E LEGGENDE DEGLI ANIMALI DEL PRESEPE


La fantasia popolare ha sempre sopperito all'ignoranza e l'incapacità di capire creando leggende e racconti fantastici. Per questa ragione sono così numerose le storie sugli animali,create appunto per cercare di dare una spiegazione a ciò che altrimenti sarebbe ignoto e in qualche modo incomprensibile.
Anticamente si credeva che durante la notte di Natale gli animali riuniti nella stalla potessero parlare tra di loro, usando un linguaggio comprensibile anche agli uomini, e si raccontassero ciò che l'anno nuovo avrebbe riservato.
Per poter ascoltare i discorsi degli animali era necessario distendersi sullo strame e ritrovarsi, involontariamente, dei semi di felce addosso. Ma si raccomandava ai curiosi di non rivolgere la parola agli animali, perché altrimenti questi li avrebbero trascinati nel loro mondo.
La natività del Gesù Bambino è segnata da un attimo di immobilità, come se il tempo si fosse fermato e fosse ricominciato, le fontane smisero di erogare acqua, i fiumi fermarono il loro corso, gli animali si arrestarono sul loro passo e gli uccelli rimasero fermi nel cielo. Così racconta il Protovangelo di Giacomo, XVIII. ([18, 1] Trovò quivi una grotta: ve la condusse, lasciò presso di lei i suoi figli e uscì a cercare una ostetrica ebrea nella regione di Betlemme. [2] Io, Giuseppe, camminavo e non camminavo. Guardai nell'aria e vidi l'aria colpita da stupore; guardai verso la volta del cielo e la vidi ferma, e immobili gli uccelli del cielo; guardai sulla terra e vidi un vaso giacente e degli operai coricati con le mani nel vaso: ma quelli che masticavano non masticavano, quelli che prendevano su il cibo non l'alzavano dal vaso, quelli che lo stavano portando alla bocca non lo portavano; i visi di tutti erano rivolti a guardare in alto. [3] Ecco delle pecore spinte innanzi che invece stavano ferme: il pastore alzò la mano per percuoterle, ma la sua mano restò per aria. Guardai la corrente del fiume e vidi le bocche dei capretti poggiate sull'acqua, ma non bevevano. Poi, in un istante, tutte le cose ripresero il loro corso.)
Il cristianesimo dei semplici, ricalcando le antiche orme pagane, ha costruito intorno alla nascita del Bambino Gesù numerose leggende, che riguardano anche gli animali.
Si racconta anche che la vigilia di Natale, nella grotta di Betlemme, tutti gli animali che erano presenti si inginocchiarono. Niente poté turbarli e per qualche minuto si misero a parlare.

 

 La generosità del bue

Si racconta che il bue non mangiò la paglia fresca della sua mangiatoia affinché la Madonna la potesse utilizzare per rendere un po' più morbida la culla per il suo Bambino. Il buon bue, inoltre, contribuì a riscaldare il Bambino nel suo giaciglio, soffiando sopra con il suo alito tiepido. Si dice da allora che il bue ha l'alito più dolce di tutti gli animali.

 Il pettirosso melodioso

I pastori non erano i soli ad essere felici di contemplare il Bambino Gesù nella grotta di Betlemme, infatti un pettirosso, che si riparava dal freddo sotto il tetto della grotta, si unì al canto degli angeli e quello fu il primo canto d'uccello che udì Gesù Bambino e per ringraziarlo gli rese la voce ancora più dolce e melodiosa, sopratutto durante l'inverno, nel tempo della notte di Natale.

 Le tortore gentili

Si narra che anche le tortore fossero presenti nelle grotta e che abbiano cantato per il Bambino Gesù, e con il loro dolce tubare fecero addormentare il Bambino nella sua povera culla, nonostante il freddo pungente della notte.

 La piccola lucciola

Un'altra minuscola creatura, una lucciola, seguiva i pastori che si dirigevano verso la grotta del Bambino Gesù, guidati dalla Stella Cometa. La lucciola era così piccola che nessuno la notò e fece caso a lei, la vide solo Gesù Bambino, il quale la sfiorò con un dito e con il Suo tocco la fece diventare luminosa e luccicante nelle notti d'estate, per guidare i viaggiatori.

 
 Cammello o dromedario?


Dromedario e CammelloL'asino che trasportava Maria e Giuseppe si fermò, sentendo muggire il bue e così fu individuata la stalla dove la Sacra Famiglia trovò riparo e dove i due animali, insieme, la scaldarono, mentre pecore, oche, conigli e tanti altri animali domestici accompagnarono i pastori con i doni (tanti animali erano doni essi stessi). Ma altri due animali spesso figurano nei presepi, almeno in quelli più grandi: il cammello ed il dromedario, insomma gli animali che accompagnarono i Re Magi. Ma erano poi cammelli o dromedari? Il quesito che si pongono solo i presepisti più meticolosi e che vogliono rimanere rigidamente ligi alla storia, è di lana caprina, ma in effetti credo che si possano mettere indifferentemente tutti e due. Se è vero che il cammello che ha due gobbe, è più piccolo e viene dall’Asia e l’altro che ha una gobba e viene da Nord Africa e Arabia, è pur vero che i Re Magi, rappresentando i popoli europei, asiatici ed africani e potevano quindi a ragione viaggiare sia con cammelli che dromedari e comunque, ormai, questi due quadrupedi, come per altro le renne, sono entrati a pieno titolo a far parte della tradizione natalizia e quindi... È anche vero che a volte, nel presepe, vengono inseriti altri animali e personaggi non propriamente storicamente presenti, ma più spesso legati alla tradizione popolare del luogo dove il presepe stesso viene realizzato come ad esempio, nella tradizione provenzale, è frequentissima la presenza di pesci e pescivendoli, venditori di lumache capre e montoni. Nel bellissimo museo di Espaci Occitan a Dronero (Cuneo), sono in mostra i presepi dalla Provenza alle Alpi, dove è possibile ammirare quanto dico fino a fine gennaio. Nella basilica-fortezza di Saint Victor a Marsiglia addirittura c'è un presepio lambito dal mare, con spiaggia e barche. Nel piccolo popolo d’argilla dei “santons” provenzali compaiono anche molti cani.

 

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Dall'01/03/2003