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Carnevale tra storia e curiosità.
Carnevale è il periodo di festa tra l'Epifania e il digiuno quaresimale
nei paesi a tradizione cattolica. E' incerta la radice etimologica del
Carnevale: c'è chi la farebbe risalire al "carrus navalis", carri a forma di
nave usati a Roma nelle processioni di purificazione, e chi al "carnem
levare", tradizione medioevale di consumare un banchetto di "addio alla
carne" la sera precedente il mercoledì delle Ceneri, saziandosi fino alla
nausea prima dei digiuni quaresimali.
Di sicuro le origini di questa festa sono religiose e ciò appare
avvalorato proprio dalla concomitanza della fine di questo periodo di
feste e bagordi con un più morigerato periodo di astinenza e digiuno che
ha inizio dal mercoledì delle Ceneri.
L'uso delle maschere, poi è sempre stato una caratteristica che ha segnato
i tempi ed i modi di molti riti pagani, ma anche sacri, in fondo tutte le
religioni, compresa quella cattolica sono ricche di accessori più o meno
sfarzosi o impressionanti che servono a "sacerdoti" e "stregoni" per far
valere il loro potere e la loro superiorità sia sugli spiriti maligni che
sul popolo ignorante che da questi inutili e spesso ridicoli orpelli si
sarebbero dovuti sentire sottomessi ed intimiditi.
Dalle testimonianze storiche sappiamo che le maschere e altri
travestimenti erano utilizzati dall'uomo fin dal Paleolitico, quando gli
stregoni, durante riti magici e propiziatori, indossavano costumi adornati
di piume e sonagli e assumevano aspetti terrificanti grazie a maschere
dipinte, nell'intento di scacciare appunto gli spiriti maligni e
rafforzare, col mistero ed il timore che incutevano, una sorta di
supremazia di casta sugli altri appartenenti alla comunità, che non erano
altrettanto furbi e scaltri. Ma è soprattutto nel mondo romano, dove si
svolgevano feste in onore degli dei, che possiamo ritrovare le origini del
nostro Carnevale. Nell'antica Roma i festeggiamenti in onore di Bacco,
detti Baccanali, si svolgevano lungo le strade della città e prevedevano
già l'uso di maschere, tra fiumi di vino e manifestazioni danzanti. Famosa
era, anche, la festa di Cerere e Proserpina, che si svolgeva di notte, in
cui giovani e vecchi, nobili e plebei si univano nel ritmo dei
festeggiamenti. Le Ceneri, rito propiziatorio di origine contadina, ben
augurale per la fecondità della terra, consisteva nel bruciare in piazza
un grottesco spaventapasseri e seppellirne le ceneri proprio quel
mercoledì.
Il Carnevale in Europa è stato per secoli una festa di inizio dell'anno. I
suoi scherzi e i suoi riti rappresentavano la fine dell'anno vecchio e
l'inizio del nuovo. Era una festa d'origine contadina: nella metà di
febbraio moriva l'inverno e si avvicinava la primavera e così con il
carnevale un ciclo di stagioni finiva e un altro ne incominciava. Un
corteo di maschere faceva parte delle celebrazioni di carnevale ed erano
fantasmi o anime di morti che stranamente rassicuravano la gente perché
offrivano la protezione ai vivi e al raccolto. Durante il Medioevo, il
clero tollerò le feste popolari, anche le più grossolane.Dal Quattrocento,
il Carnevale sostenne una serie di attacchi repressivi dai moralizzatori
dell'epoca: giudicavano infatti troppo "pagani" i riti, i festeggiamenti e
i banchetti che si svolgevano in quel periodo. Mal tollerate erano anche
le sagre popolari, talune alquanto rozze, come la festa dell'asino e
quella dei folli, con stravaganze oltre misura.
Dopo i tentativi di cristianizzazione per merito di moralizzatori come il
Savonarola, sia la Controriforma, sia le Chiese cercheranno di sopprimere
questa festa sicuramente troppo pagana. Nonostante questo, il Carnevale ha
continuato a dar vita a nuove forme celebrative: combattimenti tra classi
diverse di cittadini o fra circoscrizioni, a colpi di sassi e bastoni (da
cui l'uso degli attuali manganelli in plastica); lotte rituali tra rioni e
quartieri di una stessa città (a tutt'oggi la battaglia delle arance a
Ivrea) o tra cittadine diverse.
Il primo giorno di Carnevale è fissato in base alle prescrizioni
ecclesiastiche.
L'inizio può essere il 1°gennaio, il 17 gennaio (S. Antonio) o il 2
febbraio (festa della Candelora), e si protrae fino al mercoledì delle
Ceneri (nel rito ambrosiano, fino alla prima domenica di Quaresima).
La tradizione del Carnevale ha fatto in modo che ogni regione italiana
vanti una propria originalità richiamando turisti e visitatori da ogni
parte del mondo.
I più famosi sono quelli di Viareggio e Venezia seguiti, con analoga
notorietà, da quello pugliese di Putignano e da quello di Cento, nel
ferrarese, gemellato col Carnevale di Rio de Janeiro.
Due i carnevali più
lunghi d'Italia: Ambrosiano, detto anche "carnevalone", che si conclude il
primo sabato di Quaresima, quattro giorni più tardi di quello Romano;
Putignano, in Puglia, che inizia addirittura a Santo Stefano e finisce
alle Ceneri col funerale e il rogo del fantoccio del Re Carnevale.
Durante
i festeggiamenti era usanza cucinare dolci veloci, poco costosi, da
offrire alla moltitudine di persone che interveniva. Da qui la tradizione
dei fritti: acqua, farina e zucchero che ancora oggi, pur con qualche
ingrediente in più, si trasformano in fumanti e dorate castagnole,
frittelle, zeppole, tortelli, struffoli, frappe, cenci, chiacchiere.
I coriandoli, tondi di carta colorata (inventati, si dice, da un
milanese), all'origine erano semi della pianta di coriandolo ricoperti di
gesso, come confetti, da lanciare dai carri e dai balconi. |
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Le Maschere - Il Carnevale è una festa
allegra e divertente. Ci si può vestire come si vuole, ma, fino a
poco tempo fa, erano predilette le maschere tradizionali di
Arlecchino, Colombina, Pulcinella,ecc. che, dietro alle vistose
apparenze, rivelano la storia stessa dell'uomo con i suoi vizi e le
sue manie.
Arlecchino: apparve inizialmente come una creatura infernale.
Un monaco inglese dell'XI secolo raccontò di aver visto una
notte Arlecchino con il suo corteo di demoni.
È nel 600 che Arlecchino divenne un personaggio da commedia che
recitò le parti di servo sbadato e sguaiato. Il suo costume cucito
con pezze è un simbolo perché Arlecchino ne fa davvero"di tutti i
colori".
Balanzone: è la maschera tipica di
Bologna, dottore saccente e ciarliero. E' un personaggio burbero e
brontolone che fa credere di essere un gran sapiente, ma molto
spesso truffa la gente. La storia dice che è un avvocato ed un
professore che ha studiato all'Università di Bologna. La sua
maschera è una presa in giro per tutti coloro che si vantano del
loro sapere appena si presenta l'occasione.
Brighella: è una maschera di Bergamo. E' un giovane servo
attaccabrighe e furbo. Il suo nome è nato dal fatto che per lui è
facile litigare con le persone.
Colombina: è l'unica maschera
femminile, è una
briosa e furba servetta. E' vivace, graziosa, bugiarda e parla
veneziano.
Gianduia: è la più importante maschera
piemontese, nata nel 1798.
Gianduia è un galantuomo allegro, con buon senso e coraggio, che ama
il buon vino e la buona tavola. Personaggio sempre presente nelle
feste popolari torinesi, dove non manca neppure la sua fedele
compagna Giacometta con la quale, nei giorni di carnevale, gira su
una carrozza. Gianduia è la più conosciuta maschera del Piemonte, il
re di Torino durante il carnevale
Pantalone: è un vecchio mercante veneziano avaro e
brontolone. Crede solo nel denaro e nel commercio: autoritario e
bizzarro è però facilmente raggirato dalla moglie e dalle figlie.
Pulcinella: è un personaggio tipicamente napoletano vestito
di bianco con maschera nera che diceva di essere stato covato da una
chioccia come il pulcino a cui allude il suo nome. Molte commedie lo
rappresentano in modo discordante. Intelligente e ridicolo...
abile ed inetto.. La spiegazione di
tanta incoerenza può trovarsi in una frase da Pulcinella sempre
ripetuta "fatto strummolo sono del mio destino"
e voleva dire che non solo le condizioni della vita ma anche
il carattere e gli atteggiamenti degli uomini cambiano sotto i colpi
del destino.
Stenterello:
è una maschera
della tradizione italiana, tipica della Toscana.
Indossa una giacca blu con il risvolto delle maniche a
scacchi rossi e neri. Ha un panciotto puntinato verde pisello e dei
pantaloncini scuri e corti. Ha una calza rossa e una a strisce
bianco - azzurro e le scarpe nere. In testa porta un cappello a
barchetta nero e una parrucca con il codino. E' molto generoso con
chi è più povero di lui, è dotato di arguzia e di saggezza che,
unite all'ottimismo, gli fanno superare le avversità della vita.
Spesso è ricercato dai suoi creditori
 
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