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pasqua, coniglietto pasquale, sorpresa, pulcino, ovetti, pesco in fiore, alberi in fiore, primavera, albero di pasqua, auguri, bigliettini, decorazioni
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La Pasqua ebraica
La
Pasqua, o festa degli azzimi, era la prima delle tre grandi celebrazioni
religiose ebraiche, perché ricorreva in quello che allora era il primo
mese dell'anno, "nissan", il
mese delle spighe mature corrispondente al nostro marzo-aprile. La parola
Pasqua, in ebraico pesakh deriva dal verbo pasakh,
che significa "oltrepassare", ed è messa in rapporto con l'evento storico
della liberazione degli ebrei dall'Egitto, iniziata appunto il 15 di
nissan. La Pasqua, quindi, è il passaggio dell'Angelo di Dio, che sterminò
i primogeniti egizi e il passaggio di Israele dalla schiavitù alla
libertà. Mosè ordinò al popolo ebraico, prima di
abbandonare l'Egitto, che ogni famiglia immolasse un capo di bestiame
picco (agnello, pecora o capra) senza difetto di un anno di età e che
bagnasse col suo sangue gli stipiti delle porte delle case. Il pasto
doveva essere consumato in piedi, con il bastone in mano, pronti per la
partenza, che sarebbe avvenuta in quella stessa notte dopo che l'Angelo di
Dio fosse passato per uccidere i primogeniti egiziani. Nel corso dei
secoli, il rituale della Pasqua, pur sottoposto a variazioni e modifiche,
rimase sostanzialmente sempre uguale e la festa è tuttora celebrata da
tutti gli ebrei con la massima solennità e per la durata di sette giorni.
La Pasqua
cristiana
La Pasqua cristiana, nei primi tempi
ricordava l'ultima Cena, avvenuta il giovedì precedente l'ultima Pasqua di
Gesù, e inoltre la morte e la resurrezione di Lui. In seguito la chiesa
occidentale celebrò la Pasqua solo nel giorno della resurrezione. Essa è
la maggior festa dell'anno liturgico e non si celebra a data fissa. Dopo
le numerose controversie sorte tra le chiese antiche, il Concilio di Nicea
(325) stabilì che la Pasqua dovesse cadere la domenica dopo il plenilunio
che segue l'equinozio di primavera, cioè tra il 22 marzo e il 25 aprile
La Pasqua
in Italia
La Pasqua cristiana, come viene festeggiata
in Italia, è preceduta da un periodo di penitenza detto Quaresima della
durata di 40 giorni, che va dal mercoledì delle ceneri al Sabato Santo e
prevede moderazione alimentare. Negli ultimi giorni prima della domenica
di Pasqua, in Italia, come in molti paesi cattolici, si svolgono diversi
riti che rievocano la Passione di Cristo. In questa occasione hanno luogo
molte cerimonie folkloristiche, in cui vengono rappresentati alcuni
episodi della Passione, si benedicono le case, si consuma l'agnello
pasquale si distribuiscono uova e dolci a forma di colomba. L'uso di
regalare uova è collegato al fatto che la Pasqua coincide con l'inizio
della primavera, che anticamente era celebrata con riti per la fecondità
ed il rinnovamento della natura. L'uovo, infatti, simboleggia la vita che
si rinnova. Dopo la lunga preparazione della Quaresima, il ritmo dei riti
evocativi della Passione si intensifica e raggiunge il vertice il Venerdì
Santo in cui la comunità dei fedeli vive un giorno di lutto universale.
Nelle regioni d'Italia vengono messe in atto molte recite in cui, fin dal
medio evo, viene rievocata la morte di Gesù.

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La Colazione di Pasqua |
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E'
immancabile.
La
colazione della mattina del giorno di Pasqua.
Insieme alle uova sode, simbolo della vita che si rinnova, alla
pizza di formaggio e al bicchiere di vino rosso ed
il salame corallina, un tempo prodotto solo per questa festa dai
laboratori artigiani umbri di norcineria.
Più che una colazione è un rito. La tovaglia bianca, le uova che
talvolta ancora qualcuno si impegna anche a decorare,
i salumi e l'immancabile pizza di formaggio. |
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La pizza al formaggio |
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Ingredienti:
1 kg di farina
5 uova + 1 tuorlo
2 etti di pecorino e parmigiano grattugiati e mischiati
75 gr di strutto
50 gr. di olio extravergine d'oliva
45 gr di lievito di birra
sale q.b. (ingredienti per 8 persone)
Procedimento:
Il
lievito deve essere sciolto in acqua tiepida con 5 cucchiai di
farina. Miscelare. Mettere a lievitare in una ciotola coperta da un
panno caldo per due ore. Battere le uova con il sale, unire lo
strutto sciolto, l'olio e il formaggio. Versare il tutto in un
recipiente largo tanto da contenere anche la pasta lievitata.
Lavorare il tutto sino ad avere una pasta elastica. Il composto va
messo negli stampi tondi riempiendoli sino a metà. Si lascia
lievitare sino a quando il composto non avrà raggiunto il bordo dei
contenitori. Cuocere nel forno a 200 gradi per un'ora circa o sino a
quando un lungo stecchino uscirà asciutto.
Questa è la tradizionale pizza umbra, ma soprattutto nell'Italia
centro meridionale quello della pizza lievitata è un rito che si
ritrova in molte regioni. A cominciare dalle Marche, che hanno una
ricetta praticamente simile a quella umbra, al Lazio, all'Abruzzo
che però ha una pizza dolce arricchita da semi di anice, da uva
secca, cioccolata, limone e cannella, alla Campania con il suo
casatiello, arricchito dai ciccioli, dal pepe, dalla sugna e dalle
uova che diventano una vera e propria decorazione. |
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La pizza
Dolce |
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Ingredienti:

6 uova
7 gr di sale,
700 gr di zucchero
un limone
un arancia grattugiata
quattro gocce aromatiche
75 gr di strutto
75 gr di gradina
100 gr di lievito
1/4 di latte
Procedimento:
Montare molto bene 6 uova con 7 gr di sale, 700 gr di zucchero, un
limone e un arancia grattugiata. Aggiungere quattro gocce
aromatiche. Sciogliere a bagnomaria 75 gr di strutto, 75 gr di
gradina e 100 gr di lievito in ¼ di latte tiepido.
Amalgamare tutto il composto aggiungendo 1 kg e ½ di farina,
lavorando bene la pasta. Metterla nelle teglie ben imburrate e
lasciarla lievitare. Cuocere in forno preriscaldato a 180°-200°. La
pizza dolce va servita fredda. Per guarnirla si può cospargere la
parte superiore della pizza con della chiara montata a neve e
confettini di zucchero colorati. |
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Spesso ci siamo domandati perché la data della Pasqua sia
così "mobile", rispetto ad altre festività che invece si collocano
stabilmente in periodi definiti del calendario. Orbene, anche la Pasqua
cade in un periodo definito del calendario, anche se abbastanza ampio: dal
22 marzo al 25 aprile compresi. Naturalmente parlo della Pasqua cristiana,
perché per quella ortodossa le cose vanno un po' diversamente. Da qui,
voglio indirizzarvi su un sito di uno studioso del calendario e di tutti i
calcoli più o meno macchinosi per individuare date e ricorrenze: Eugenio
Songia che nel suo interessante spazio web ha trattato e tratta questa che
sicuramente è una scienza, anche se con un tocco di mistero, magia,
cabala. O almeno questo è quello che sembra a noi non addetti ai lavori,
quando ci avviciniamo a questi arcani calcoli. Nel sito troverete anche
altre notizie in materia di calendari, tabelle, formule e tanto altro
veramente interessante.
Notizie sul calcolo della
Pasqua
Date di Pasqua cattolica e ortodossa dal 326 al 4099 |
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ALBERO
DI PASQUA |
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Decorazioni, festoni,
luci, albero di Natale... e a Pasqua? Perché
non pensare a qualche decorazione che ci
ricordi anche l'arrivo della primavera? Nella tradizione di molte
popolazioni esistono simboli e riti che celebrano il risveglio della
natura e allora, perché non decorare un ramo di pesco in fiore come
"Albero di Pasqua" Se poi abbiamo degli ospiti in quei giorni,
faremo loro una bella sorpresa!
Vedi... |
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| I
SIMBOLI DELLA PASQUA |
Informazioni
pubblicitarie |
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Il coniglietto pasquale
Uno
dei simboli pasquali che sempre più spesso fanno bella mostra di sé
nelle vetrine dei negozi è un simpatico coniglietto che porta delle
uova. Il suo riferimento con la Pasqua va ricercato nel fatto che
sin dai primi tempi del cristianesimo una lepre era presa a simbolo
di Cristo.
Inoltre, la lepre, con la caratteristica del suo manto che cambia
colore secondo la stagione, venne indicata da sant'Ambrogio come
simbolo della risurrezione. |
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Le uova di Pasqua
Apparentemente
la tradizione dell’uovo pasquale sembra non avere niente a che fare
con la tradizione cristiana della Pasqua, ma questa - come vedremo -
è una convinzione errata.
L'uovo, infatti, è da sempre considerato la rappresentazione della
vita e della rigenerazione. Ciò si evince dall’uso simbolico
che molte culture antiche facevano di esso. I primi ad usare l’uovo
come oggetto benaugurante sono stati i Persiani che festeggiavano
l'arrivo della primavera con lo scambio di uova di gallina.
Anche nella antica Roma ritroviamo tradizioni legate al simbolo
delle uova. I Romani erano soliti sotterrare nei campi un uovo
dipinto di rosso, simbolo di fecondità e quindi propizio per il
raccolto. Ed è proprio con il significato di vita che l'uovo entrò a
far parte della tradizione cristiana, richiamando alla vita eterna.
Nella cultura cristiana questa usanza risale al 1176, quando il capo
dell'Abbazia di St. Germain-des-Près donò a re Luigi VII, appena
rientrato a Parigi dalla II crociata, prodotti delle sue terre,
incluse uova in gran quantità. L'uso di regalare uova è collegato al
fatto che la Pasqua è festa della primavera, dunque anche della
fecondità e del rifiorire della natura. |
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La colomba pasquale
E'
consuetudine nel periodo pasquale regalare la colomba, un dolce la
cui forma ricorda quella di una colomba con ali distese. Il
riferimento all'episodio del diluvio universale descritto nella
Genesi, allorché Noè mandò una colomba per sapere se fosse riemersa
la terra ed infatti questa ritornò dopo un po' tenendo nel becco un
ramoscello di ulivo, un messaggio di pace: il castigo divino era
concluso, le acque del diluvio si stavano ritirando, iniziava
un'epoca nuova per l'umanità intera. Ecco che la colomba diventa
quindi simbolo della pace.
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Ecco una simpatica trovata da
fare per abbellire la casa a Pasqua...
e non
solo!!!
Occorrente:
gusci d'uovo
un batuffolo di ovatta
semi (mais, o lenticchie, o soia, o orzo)
pennarelli (meglio se resistenti all'acqua)
portauovo (nei supermercati se ne trovano a poco prezzo oppure te lo puoi
fare da solo con un po' di
fili di ferro)
Procedimento:
Quando usiamo le uova,
magari per una frittata, rompiamole con cura, cercando di asportare solo
la parte superiore quindi laviamole, facendo
attenzione a non romperle di più e lasciamole asciugare.
Proviamo ora a disegnare sui gusci una faccina (occhi, naso e bocca)
meglio se si utilizzano dei pennarelli resistenti all'acqua.
Posiamo quindi l'uovo nel portauovo così sta in piedi da solo.
Dopo aver posto all'interno del guscio (circa per metà), stando
attenti a non romperlo, il batuffolo di cotone umido, poniamoci sopra i
semi che, germogliando, trasformeranno le uova in tanti buffi personaggi
dalle capigliature più strane. Ricordate che
lenticchie e soia daranno origine a capelli ricci, mentre mais e orzo
produrranno capelli lisci.Ricordiamo di tenere le uova così preparate in
un posto caldo, inumidendo il cotone ogni tanto con un contagocce e...
dopo pochi giorni, finalmente, le nostre uova metteranno i capelli! |