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Presepe nel Pozzo della Cava - Orvieto

 

dal 23 dicembre 2019 al 12 gennaio 2020
orario continuato dalle 9 alle 20 | ultimo ingresso 19,45

31a Edizione 2019 - 2020

Il tema scelto per
l’allestimento di quest'anno è

LO STRUMENTO

 

 

Ogni anno il Presepe nel Pozzo propone un nuovo allestimento con un tema conduttore sempre diverso, mescolando testi sacri e tradizioni, verità storiche e miti senza tempo.
Il 31° allestimento sarà il quarto del ciclo dei “testimoni”, in cui la Natività è raccontata da personaggi comprimari, che propongono il loro insolito punto di vista.
Quest’anno il narratore d’eccezione è un insolito e inaspettato Giuda Iscariota, il più affidabile dei Dodici…

 

Link al Sito Ufficiale
 

  
 
  

 


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Pozzo della Cava

le grotte – la loro storia – la nostra storia


Quello del Pozzo della Cava rappresenta un caso unico nel panorama dei beni culturali italiani:
un monumento nazionale riportato alla luce e gestito direttamente dalla famiglia che ne è proprietaria
.
Proprio così, le nove grotte ipogee del Pozzo della Cava, nel cuore del quartiere medievale di Orvieto, sono state recuperate e rese visitabili, nel corso degli ultimi venti anni, senza che nessun contributo pubblico sia mai stato erogato, né per i lunghi e laboriosi lavori di recupero degli ambienti e dei numerosi ritrovamenti che ospitano, né per la loro promozione e manutenzione.

La singolarità dell’intera struttura è quella di accogliere al suo interno un grande numero di ritrovamenti archeologici etruschi, medievali e rinascimentali gli uni accanto agli altri, quasi stipati nelle grotte che costruiscono il percorso di visita al pozzo, con secoli di storia accavallati in un susseguirsi di usi e riusi degli stessi ambienti.

E spesso le nuove scoperte, avvenute nel corso degli ultimi venti anni hanno aggiunto altre pagine alla storia della città e rimesso in discussione tesi consolidate.

Nel dicembre del 1984, infatti, è stato riscoperto il Pozzo della Cava, forse il ritrovamento più imponente dell’intero complesso, con i suoi 36 metri di profondità e gli oltre quattro di diametro, scavato seguendo la traccia di un pozzetto etrusco ancora visibile. Fu questo il primo pozzo realizzato ad Orvieto su commissione di Papa Clemente VII (rifugiatosi in città dal sacco di Roma nel 1527) e non quello di San Patrizio, come si era creduto fino al 1999, quando un noto ricercatore orvietano, confrontando date, editti e scritti di Antonio da Sangallo il Giovane, ha risolto l’equivoco. 

Non meno singolare la vicenda legata alle due fornaci di ceramica rinvenute al pianterreno delle grotte del Pozzo della Cava, che hanno potuto dimostrare una produzione di maiolica anche nel XV e nel XVI secolo, ritenuti fino ad allora i periodi bui della ceramica orvietana, ed hanno iscritto Orvieto tra i pochissimi centri di produzione dei preziosi “lustri” cinquecenteschi, famosi per l’iridescenza dei loro colori.

E così, continuando a scendere nei sotterranei, tra pozzi-butti medievali e qualche cunicolo, tra una cisterna etrusca trasformata in cantina e i resti di una casa-torre duecentesca, si arriva alle ultime grotte del percorso, aperte al pubblico nell’ottobre 2003, dopo più di un anno di lavori.

A colpire, oltre all’imponenza di queste “nuove” stanze, la più grande delle quali raggiunge i 14 metri di altezza, è lo straordinario valore dei resti rinvenuti: nonostante una infinita serie di riutilizzazioni e trasformazioni, infatti, sono ben identificabili alcune nicchie per urne cinerarie, praticamente identiche a quelle presenti nelle tombe più antiche di Norchia, nel Lazio. L’eccezionalità di una tale scoperta sta nel fatto che fino a qualche anno fa non erano mai state rinvenute, in tutto il territorio, sepolture risalenti al primo periodo di permanenza degli Etruschi ad Orvieto.

L’ultima sorpresa, in ordine di tempo, risale al 2004, in occasione dei lavori per il ripristino del grande arco su Via della Cava che nel Rinascimento costituiva l’unico accesso al pozzo. A ricordare ai cittadini sia la presenza del pozzo che la sua chiusura, avvenuta cono ogni probabilità in seguito alla Guerra di Castro, era stata apposta dalle autorità comunali una lapide nel 1646. Proprio rimovendo quella pietra si è potuto scoprire che l’iscrizione era stata scolpita sul retro di una spessa lastra di marmo con bellissimi bassorilievi altomedievali, prelevata  dai sotterranei della vicina collegiata dei Santi Andrea e Bartolomeo.

Presepe nel Pozzo, che cos’è?

 

è un evento, nato per gioco diciassette anni fa e ritenuto dalla stampa e dai sondaggi uno dei presepi più noti e suggestivi d’Italia

è una delle tradizioni del Natale orvietano, che unisce ricerca storica e temi sempre diversi, testi sacri e miti senza tempo in un continuo gioco di rimandi e citazioni

è un presepio, tutt’altro che classico, anche se spesso potrebbe perfino sembrarlo, fatto di personaggi a grandezza naturale che si muovono

è una ricostruzione immaginaria e immaginifica del primo Natale, realizzata nell’ultima grande grotta di un percorso ipogeo denso di ritrovamenti archeologici

è un modo ogni anno diverso di essere protagonisti della Natività, catapultati dentro la scena, a condividere spazi e azioni con i personaggi

l’ambientazione 

LA GRANDE GROTTA DEL POZZO DELLA CAVA

Una delle principali caratteristiche del Presepe nel Pozzo è senza dubbio la singolare ambientazione: l'ultima grande grotta del percorso ipogeo del Pozzo della Cava, nel quartiere medievale di Orvieto. Questa scelta, adottata solo dal 2003 e molto gradita dai visitatori, oltre a permettere una ottima fruizione dei ritrovamenti archeologici della prima parte del pecorso, concentra l'allesti-mento in una ambientazione unica, senza suddivisioni in settori separati, facendo sì che lo spettatore si trovi fisicamente dentro la scena, accanto ai personaggi, protagonista egli stesso del presepio.

 

 

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la ricerca storica

Sebbene ogni anno venga proposto un tema diverso, unendo verità storiche ad interpretazioni spesso fantastiche, i costumi, le suppellettili e gli elementi scenografici del Presepe nel Pozzo vengono realizzati in maniera quanto più possibile vicina agli originali della Palestina del tempo di Cristo, e anche la scelta dei cibi viene effettuata secondo le antiche regole della cucina kasher.
Tutto questo per ricreare un angolo sempre diverso di quella terra straniera e stranissima, dove si parlava in Aramaico e si pregava in Ebraico, dove non c'erano libri al difuori della Thorà, e dove tutto era soggetto alla legge di Yaweh.

 

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i personaggi

Dopo diverse collaborazioni con atri studi di effetti speciali, da diverse edizioni gli incarnati dei nuovi realistici personaggi sono realizzati in esclusiva per il Presepe nel Pozzo dalla «Fanta X Visual Effects».

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musiche, luci , effetti…

Oltre ad essere a grandezza naturale, i personaggi si muovono, animati da congegni meccanici appositamente realizzati con l'impiego di piccoli motori silenziosi.
La scelta dei movimenti dipende, ovviamente, dal personaggio e dal suo inserimento nel tema dell'anno; molto spesso si tratta di azioni ricorrenti della vita quotidiana di un piccolo centro palestinese di quel periodo. Ad accrescere il realismo del presepio contribuiscono, inoltre, le luci che riproducono il tipico tremolio delle lampade ad olio e delle torce ed altri "effetti speciali", come i fuochi, la brace ardente, il fumo, il latte che bolle...


 

dal 23 dicembre 2019 al 12 gennaio 2020
orario continuato dalle 9 alle 20 | ultimo ingresso 19,45

 

Info & Contatti

Pozzo della Cava
Via della Cava, 28 | 05018 | Orvieto | Italia
tel. +39 0763342373 | info@pozzodellacava.it

sito internet:   https://www.pozzodellacava.it/presepe/

 

link utili:
come trovare il Pozzo della Cava
come arrivare ad Orvieto
parcheggio per pullman turistici

 

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Online dall'1/03/2003