Giordano Bompadre: Città di Monte Porzio Catone Gruppo Amici del Presepe Iniziative presepe Natale Costruzione e mostra Presepe Corsi Presepe

 

_______________________________________   Iniziative  

  A forma di idea - Sei sulla pagina "Il Presepe Nel Pozzo"> Natale, Presepe> HomePage  > Mappa del Sito


23 dicembre 200
7

13 gennaio 2008

XIX

Edizione

Il tema scelto per
l’allestimento 2007-2008 è

Bet Lehm

espressione ebraica che significa
 “casa del pane” e da cui avrebbe
preso il nome la città di Betlemme,
dove nacque il “Pane dell’Umanità”

Link al Sito Ufficiale

Click per ingrandire

   

 


  

Click per ingrandire

Pozzo della Cava

le grotte – la loro storia – la nostra storia

Quello del Pozzo della Cava rappresenta un caso unico nel panorama dei beni culturali italiani:
un monumento nazionale riportato alla luce e gestito direttamente dalla famiglia che ne è proprietaria
.
Proprio così, le nove grotte ipogee del Pozzo della Cava, nel cuore del quartiere medievale di Orvieto, sono state recuperate e rese visitabili, nel corso degli ultimi venti anni, senza che nessun contributo pubblico sia mai stato erogato, né per i lunghi e laboriosi lavori di recupero degli ambienti e dei numerosi ritrovamenti che ospitano, né per la loro promozione e manutenzione.

La singolarità dell’intera struttura è quella di accogliere al suo interno un grande numero di ritrovamenti archeologici etruschi, medievali e rinascimentali gli uni accanto agli altri, quasi stipati nelle grotte che costruiscono il percorso di visita al pozzo, con secoli di storia accavallati in un susseguirsi di usi e riusi degli stessi ambienti.

E spesso le nuove scoperte, avvenute nel corso degli ultimi venti anni hanno aggiunto altre pagine alla storia della città e rimesso in discussione tesi consolidate.

Nel dicembre del 1984, infatti, è stato riscoperto il Pozzo della Cava, forse il ritrovamento più imponente dell’intero complesso, con i suoi 36 metri di profondità e gli oltre quattro di diametro, scavato seguendo la traccia di un pozzetto etrusco ancora visibile. Fu questo il primo pozzo realizzato ad Orvieto su commissione di Papa Clemente VII (rifugiatosi in città dal sacco di Roma nel 1527) e non quello di San Patrizio, come si era creduto fino al 1999, quando un noto ricercatore orvietano, confrontando date, editti e scritti di Antonio da Sangallo il Giovane, ha risolto l’equivoco. 

Non meno singolare la vicenda legata alle due fornaci di ceramica rinvenute al pianterreno delle grotte del Pozzo della Cava, che hanno potuto dimostrare una produzione di maiolica anche nel XV e nel XVI secolo, ritenuti fino ad allora i periodi bui della ceramica orvietana, ed hanno iscritto Orvieto tra i pochissimi centri di produzione dei preziosi “lustri” cinquecenteschi, famosi per l’iridescenza dei loro colori.

E così, continuando a scendere nei sotterranei, tra pozzi-butti medievali e qualche cunicolo, tra una cisterna etrusca trasformata in cantina e i resti di una casa-torre duecentesca, si arriva alle ultime grotte del percorso, aperte al pubblico nell’ottobre 2003, dopo più di un anno di lavori.

A colpire, oltre all’imponenza di queste “nuove” stanze, la più grande delle quali raggiunge i 14 metri di altezza, è lo straordinario valore dei resti rinvenuti: nonostante una infinita serie di riutilizzazioni e trasformazioni, infatti, sono ben identificabili alcune nicchie per urne cinerarie, praticamente identiche a quelle presenti nelle tombe più antiche di Norchia, nel Lazio. L’eccezionalità di una tale scoperta sta nel fatto che fino a qualche anno fa non erano mai state rinvenute, in tutto il territorio, sepolture risalenti al primo periodo di permanenza degli Etruschi ad Orvieto.

L’ultima sorpresa, in ordine di tempo, risale al 2004, in occasione dei lavori per il ripristino del grande arco su Via della Cava che nel Rinascimento costituiva l’unico accesso al pozzo. A ricordare ai cittadini sia la presenza del pozzo che la sua chiusura, avvenuta cono ogni probabilità in seguito alla Guerra di Castro, era stata apposta dalle autorità comunali una lapide nel 1646. Proprio rimovendo quella pietra si è potuto scoprire che l’iscrizione era stata scolpita sul retro di una spessa lastra di marmo con bellissimi bassorilievi altomedievali, prelevata  dai sotterranei della vicina collegiata dei Santi Andrea e Bartolomeo.

  

Click per ingrandire

Presepe nel Pozzo

 che cos’è?

è un evento, nato per gioco sedici anni fa e ritenuto dalla stampa e dai sondaggi uno dei presepi più noti e suggestivi d’Italia

è una delle tradizioni del Natale orvietano, che unisce ricerca storica e temi sempre diversi, testi sacri e miti senza tempo in un continuo gioco di rimandi e citazioni

è un presepio, tutt’altro che classico, anche se spesso potrebbe perfino sembrarlo, fatto di personaggi a grandezza naturale che si muovono

è una ricostruzione immaginaria e immaginifica del primo Natale, realizzata nell’ultima grande grotta di un percorso ipogeo denso di ritrovamenti archeologici

è un modo ogni anno diverso di essere protagonisti della Natività, catapultati dentro la scena, a condividere spazi e azioni con i personaggi

 

 l’ambientazione

Per il terzo anno consecutivo il Presepe nel Pozzo sarà allestito nella grande grotta di origine etrusca che si trova al termine del percorso di visita del Pozzo della Cava: una suggestiva cavità sotterranea alta 14 metri in cui il visitatore si muove lungo un percorso elicoidale entrando dal basso e uscendo dall’altro, partecipe della scena e osservatore dell’evento da più punti di vista.

la ricerca storica

Sebbene il tema del presepio cambi ogni anno, i costumi, le suppellettili, i cibi e gli elementi scenografici vengono realizzati in maniera quanto più possibile vicina agli originali della Palestina del tempo di Cristo.

Tutto questo per ricreare un angolo sempre diverso della Betlemme del primo Natale, dove si parlava in Aramaico e si pregava in Ebraico e dove tutto era soggetto alla legge di un unico Dio senza nome.

i personaggi
I personaggi del presepio sono a grandezza naturale e si muovono, animati da congegni meccanici appositamente realizzati. Da alcuni anni ci si avvale della collaborazione dello staff della FantaX, composto da professionisti degli effetti speciali tridimensionali ed esperti di animatronica: sono loro a realizzare i volti in silicone dei nuovi realistici personaggi del nostro presepio.

musiche, luci , effetti…

Ad accrescere la suggestione del presepio contribuiscono senza dubbio le musiche, scelte ogni anno in base al tema dell’allestimento. E poi le luci, che riproducono il tipico tremolio delle lampade ad olio e delle torce.

Inoltre, ogni anno vengono proposti nuovi “effetti speciali” per aumentare il realismo delle scene, come i fuochi, la brace ardente, il fumo, il latte che bolle, i rumori, o il luccichio le stelle...

  

dal 23 dicembre 2007 al 13 gennaio 2008

orario continuato dalle 9.00 alle 20.00

 

Per maggiori info scarica il PDF

 Info & Contatti

 

Pozzo della Cava

Via della Cava 28 - 05018 Orvieto (TR)

tel. 0763.342.373-fax 0763.341.029

 

e-mail: presepe@pozzodellacava.it

 

sito internet:   www.pozzodellacava.it/presepe

 

Presepe Nel Pozzo della Cava -  Lavandaie


da un’idea del lontano 1989 di

Francesco Baldini

 

Presepe Nel Pozzo della Cava -  Cammellieri

 

ideazione e progetto ricerca storica e scelta del tema

realizzazione personaggi e movimenti ricerche e scelte musicali

scene e costumi ufficio stampa

Marco Sciarra

 

realizzazione volti e trucco

Fanta X Visual Effects

Creature Studios

R. Prestopino

Marco Sciarra

Francesca Montanari

 

realizzazione animali

Fanta X Visual Effects

Marco Sciarra

 

allestimento

Marco Sciarra

con l’aiuto di

Andrea e Francesca Montanari

 

realizzazione cartelli e aiuto allestimento prime grotte

Francesca Montanari

 

aiuto nelle ricerche storiche

Don Enrico Bartoccini

 

Click sulle immagini per ingrandirle

    
   

razioni,