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Mi
chiamo Roberta Cuccu,
abito a Sassari, ma
sono originaria di un
paesino di nome Tissi
(comune di poco più 2.000 abitanti a circa 9,5 km da Sassari - NdR).
La mia passione per il presepe è nata
diversi anni fa, quando, nel periodo natalizio,
con mia sorella allestivamo un vecchio presepe
realizzato con casette comprate presso negozi di bricolage.
Dopo qualche anno questa mia passione si è
rafforzata spingendomi alla realizzazione di un presepe fatto con le mie
mani. I materiali che ho utilizzato per la
realizzare questo che vi mostro sono: poliuretano,
muschio, pasta modellabile Das color
terracotta (con cui ho realizzato le tegole),
corteccia di pino.
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| Roberta Cuccu, un'altra rappresentante del "gentil sesso" che si cimenta nell'arte del presepe... | ||||||||||
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Questo è il presepe realizzato da Roberta per il Natale 2008. Mi ha mandato alcune immagini, tra le quali queste che pubblico, chiedendomi un parere. Beh, ritengo che ormai possa davvero entrare a pieno titolo tra i nuovi presepisti di questa piccola rassegna, perché il suo lavoro è davvero buono. Purtroppo, ribadisco ancora una volta che, spesso, anche un lavoro ottimo, se fotografato senza alcuni semplici accorgimenti perde molto del suo fascino. Ricordo infatti come già detto in altre pagine di questo spazio dedicato al presepe, che è importante presentare le proprie opere con fotografie che le valorizzino e ne esaltino gli aspetti migliori. A tal fine ricordo che per scattare delle buone foto ad un presepe, che sortiscano l'effetto desiderato, sarebbe meglio evitare l'illuminazione del flash (se non professionale), che oltre ad appiattire l'immagine, esalta troppo i contrasti accentuando i piccoli difetti e rendendo l'immagine piuttosto falsa e sgradevole. Con la fotografia digitale è abbastanza semplice, scegliendo i parametri che di solito si usano per foto notturne e disattivando, ove possibile, il flash o schermandolo anche con semplice carta per lucidi (quella dei geometri), ammorbidire i contrasti e rendere la scena più reale. Per questo tipo di foto, naturalmente, è richiesto il cavalletto o un appoggio stabile per la fotocamera, usando magari il dispositivo di autoscatto per evitare tremolii e vibrazioni durante la ripresa, dati i lunghi tempi di esposizione, in modo da ottenere anche una discreta nitidezza che permette, tra l'altro, di sottolineare tutti i particolari dell'opera. Inoltre, anche l'illuminazione del presepe, sebbene ben collocata come in questo caso, perde di efficacia riducendo di molto il realismo della scena. (Si osservi le due piccole foto di esempio in basso a destra in questa pagina.) Ma torniamo al lavoro di Roberta. Anche questo lavoro, come già quello precedente, comunque, è ben curato, organizzato attentamente anche per quanto concerne la composizione del diorama; inoltre, anche la realizzazione delle case, molto particolareggiata e ben colorata, risulta senz'altro piacevole da vedere. Questa volta, Roberta, usa la corteccia di pino a scaglie, usata nel primo presepe per le facciate delle case, come una sorta di lastricato di pavimentazione dell'intera scena, ottenendo un effetto davvero originale e piuttosto realistico. |
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